È un’altra estate di eventi climatici estremi
Incendi in Spagna, piogge eccezionali in Arabia, alluvioni in Pakistan.
Dal Mediterraneo al subcontinente indiano, l’estate 2025 continua a mostrare il volto degli eventi meteo estremi: giganteschi incendi in Spagna, piogge insolitamente abbondanti nella Penisola arabica e nubifragi devastanti in Pakistan. Fenomeni diversi ma accomunati da un tratto comune: la loro eccezionalità.
«Una situazione dantesca e senza precedenti». Con queste parole la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha descritto l’emergenza che da settimane divampa nel nord-ovest della Spagna. Circa 350mila ettari di vegetazione sono già bruciati – un record assoluto che supera quello del 2022 – nonostante il numero complessivo di roghi sia stato inferiore. Un paradosso che mostra la violenza di incendi alimentati da ondate di calore estreme, siccità cronica e venti forti.
Le fiamme hanno già provocato quattro vittime, tra cui un vigile del fuoco deceduto mentre era diretto verso il fronte. Più di 3.000 persone sono state evacuate, con centri sportivi trasformati in rifugi temporanei. Persino il celebre Cammino di Santiago è stato interrotto, con migliaia di pellegrini costretti ad abbandonare il percorso. Nel frattempo, il patrimonio culturale e naturale della Castiglia e León e della Galizia subisce danni gravi: siti come Las Médulas e aree protette come i Picos de Europa sono stati lambiti o colpiti dalle fiamme.
«Nei vent’anni dell’Unità militare d’emergenza non avevamo visto nulla di simile», ha aggiunto Robles. Madrid ha chiesto aiuto all’Europa, ricevendo rinforzi da Francia, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia, mentre il premier Pedro Sánchez ha parlato di “tristezza e desolazione” e invocato un “patto di Stato sul clima”.
Un’onda tropicale sta invece interessando Yemen e Arabia Saudita portando fino a 50 millimetri di pioggia in pochi giorni: un dato che altrove sarebbe modesto, ma che in regioni abituate a precipitazioni annue così basse equivale a un evento straordinario. Le autorità segnalano il rischio di alluvioni lampo e di temporali intensi, con possibili raffiche di vento e tempeste di sabbia.
In Pakistan infine, le piogge monsoniche hanno già causato oltre 700 vittime, secondo la Protezione civile nazionale. Molti i bambini tra i deceduti. L’Unicef sottolinea che le precipitazioni sono state dal 50 al 60% più intense rispetto al 2024, aggravando i rischi per le comunità più vulnerabili e costringendo migliaia di famiglie a lasciare le proprie abitazioni.
Tre eventi diversi, nello stesso arco temporale. Gli scienziati sono al lavoro per capire con quale grado di probabilità questi eventi possano essere ricondotti al macro fenomeno del cambiamento climatico causato dalle emissioni di gas climalteranti da parte degli esseri umani. Intanto la frequenza con cui questi episodi si ripetono impone una sfida crescente in termini di prevenzione e resilienza.






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