La frana a Niscemi si continua ad allargare: oltre mille sfollati nel Comune siciliano
Alcune zone della città siciliana di Niscemi sono state letteralmente inghiottite da una frana lunga 4 chilometri generata dalle piogge torrenziali di questi giorni.
Una frana lunga chilometri attraversa il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Il terreno si è aperto il 25 gennaio, in seguito alle piogge torrenziali portate dal ciclone Harry, inghiottendo strade, tranciando cavi, inclinando abitazioni. In pochi giorni quello che era iniziato come un cedimento localizzato si è trasformato in una frana di proporzioni eccezionali, un fronte instabile lungo circa quattro chilometri che continua ad avanzare lentamente ma inesorabilmente.
Il ciclone Harry ha causato danni ingenti in Sicilia, Calabria e Sardegna mettendo in mostra alcune fragilità strutturali e l’esposizione delle nostre società alla crisi climatica. In molte zone si subito attivata una enorme rete di solidarietà che sta aiutando a superare le conseguenze peggiori del disastro.
A Niscemi però l’emergenza continua. Il movimento franoso ha imposto l’evacuazione di interi quartieri. Al momento si contano oltre mille sfollati, accolti temporaneamente in strutture pubbliche come il palazzetto dello sport Pio La Torre. Le aree più colpite includono i quartieri Sante Croci, Trappeto e via Popolo, ora considerati pericolosi e off-limits anche per brevi rientri. Le autorità hanno esteso la zona rossa a 150 metri dal fronte per garantire la sicurezza.
«Molte persone hanno perso tutto – racconta Elisa Cutuli di Sicilia che Cambia – e sono in preda al panico. In tanti hanno comprato casa in quelle zone proprio nei mesi scorsi e stanno pagando un mutuo per abitazioni in cui non torneranno mai più ad abitare». Molte abitazioni infatti risultano compromesse e probabilmente non più recuperabili. Secondo la Protezione Civile, alcune famiglie non potranno fare ritorno alle proprie case. L’interruzione delle vie provinciali e il danneggiamento delle infrastrutture stanno complicando anche i soccorsi e gli spostamenti.
Il sindaco di Niscemi parla di una situazione “drammatica”. Le immagini aeree mostrano un canyon che si è aperto nella terra, lasciando sbigottiti tecnici e residenti. Intanto le piogge non si fermano e continuano ad alimentare l’instabilità del versante. A livello nazionale, il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna, stanziando i primi fondi per gli interventi urgenti. Le autorità locali stanno lavorando senza sosta per monitorare l’evoluzione della frana con droni e strumenti geotecnici, ma la priorità resta proteggere le vite umane e mettere in sicurezza il territorio.
Quanto sta accadendo a Niscemi tocca molti temi sensibili e centrali per il nostro Paese, dalla crisi climatica al dissesto idrogeologico, e ci ricorda l’urgenza di attuare strategie di adattamento climatico per rendere le nostre città più sicure e resilienti; capaci di far fronte, almeno parzialmente, ai fenomeni metereologici sempre più frequenti ed estremi che la crisi climatica porta con sé.






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