La campagna dei Fridays For Future: “Prima gli americani e gli italiani che inquinano”
I Fridays For Future hanno lanciato una campagna con manifesti sarcastici per denunciare l’inazione climatica e le politiche repressive del Governo.
Nella serata di ieri nelle locandine luminose che ospitano i manifesti pubblicitari fra le vie di Torino sono apparsi dei messaggi insoliti: “Prima gli italiani che devastano il pianeta“, “prima gli italiani che stanno zitti e buoni”, “prima gli italiani americani”. Faceva tutto parte di una campagna lanciata dalla rete di attivisti e attiviste per il clima Fridays For Future, che nottetempo hanno aperto le locandine per riempirle con i loro manifesti.
La campagna si appropria dello slogan in questi anni ampiamente utilizzato dalla coalizione di governo stravolgendone sarcasticamente il messaggio per denunciare le mancanze del Governo stesso. La prima locandina ideata dai Fridays For Future recita “Prima gli italiani che devastano il pianeta. ENI investe 14 euro in fossili per ogni euro speso in rinnovabili”.
La denuncia contro il colosso dell’energia è solo l’ultimo atto di una campagna che va avanti da diversi anni ed è mirata principalmente a sottolineare l’impegno di ENI nelle fonti fossili a dispetto delle campagne pubblicitarie che si configurano palesemente come greenwashing. Nel 2024 la produzione di energia da rinnovabili dell’azienda ha rappresentato solo l’1,1% del mix energetico, mentre l’estrazione di petrolio e gas ha rappresentato il 93,5% dell’energia prodotta. La stessa multinazionale inoltre è stata obbligata dalla Corte di Cassazione a rispondere in sede legale su questioni che riguardano la giustizia climatica.
Il secondo manifesto affisso dagli attivisti e dalle attiviste dei Fridays For Future è “Prima gli italiani che stanno zitti e buoni. Con il DDL sicurezza si manifesta solo come vuole il Governo”. Qui è chiaro il riferimento al disegno di legge 1660 e alle diverse misure che il testo contiene per reprimere il dissenso, come l’istituzione del reato di blocco stradale e l’inasprimento per l’imbrattamento di beni artistici, modalità di protesta nonviolenta ampiamente utilizzate dalle sigle che si occupano di giustizia climatica.
Un terzo manifesto, su cui campeggia una foto di Giorgia Meloni a braccetto con Donald Trump, riporta il messaggio “Prima gli italiani americani. La fusione dei ghiacciai ha reso la Groenlandia una preda per Trump e Meloni piega la testa”. Le recenti minacce del presidente americano all’isola artica si combinano qui con importanti questioni legati alla crisi climatica. I Fridays For Future non mancano neanche qua di sottolineare l’atteggiamento di totale asservimento del Governo italiano in entrambi i casi.
“Abbiamo scelto di prenderci questi spazi per lanciare messaggi contro l’esecutivo Meloni, all’indomani di annunci circa un nuovo decreto sicurezza che l’esecutivo starebbe preparando per i prossimi mesi”, scrivono in un comunicato i ragazzi e le ragazze dei Fridays For Future, che concludono con un invito: “Manteniamo alta l’attenzione sull’inazione climatica del governo!“.






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