Gemellaggio tra Riace e Gaza. Il sindaco Mimmo Lucano: “Una risposta all’indifferenza”
Riace e Gaza hanno stretto un gemellaggio che, secondo il sindaco del Comune calabrese, “è una risposta all’indifferenza della politica”.
Un “gemellaggio dell’anima” tra Riace e Gaza è appena stato stretto. Nella giornata di ieri è stato inaugurato un murales che raffigura due braccia – uno coi colori della bandiera della Palestina e uno con quelli della pace – che si uniscono in una forte stretta. A condurre la cerimonia e rappresentare i due popoli c’erano il sindaco Mimmo Lucano e Lana Alhaddad, giovane donna palestinese il cui figlio è stato ucciso dall’esercito israeliano e il marito gravemente ferito. Salva la neonata che Lana ha partorito durante i bombardamenti dell’IDF.
Dopo diversi anni di processi penali, condanne esorbitanti e veleni politici, Lucano è tornato a governare il Comune calabrese dove ha avviato, nell’ormai lontano 1998, una sperimentazione virtuosa finalizzata a riattivare il tessuto socio-economico del borgo – come molti in Italia in via di spopolamento – attraverso l’integrazione di persone migranti. Il sindaco ha parlato di “gemellaggio contro l’indifferenza”.
La giovane Lana ha presenziato alla cerimonia in rappresentanza del sindaco di Gaza Yahya Sarraj, che a causa dell’occupazione israeliana non può lasciare il paese e ha partecipato da remoto. «L’umanità viene prima dei confini, prima delle leggi fredde, prima del silenzio complice», ha rimarcato Lucano di fronte al suo omologo. La cerimonia è intervenuto anche Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli; sotto la sua amministrazione il capoluogo partenopeo, nel 2013, fu uno dei primi a riconoscere lo Stato di Palestina.
Riace e Gaza unite nel segno di Lana e delle decine di migliaia di persone che condividono le sue sofferenze. «Il suo è un atto di resistenza. Questo gemellaggio è una risposta all’indifferenza della politica. Tra Riace e Gaza nasce un legame fatto di solidarietà concreta, memoria e umanità condivisa», ha concluso Lucano, che già lo scorso anno ha accolto nel suo Comune Maysoon Majidi, la regista e attivista curdo iraniana arrestata il 31 dicembre 2023 subito dopo uno sbarco di migranti, con l’accusa di essere la “scafista” dell’imbarcazione, da cui poi è stata assolta lo scorso maggio.






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