Nasce GIN 1.5, il primo distillato che sostiene i movimenti per la giustizia climatica
Un nuovo gin prodotto da Rimaflow e Agrinova, con l’Artemisia della Val Susa, sostiene i movimenti per la giustizia climatica. Una bevanda che racconta storie di lotta, alleanze e resistenza.
In un momento in cui i movimenti ecologisti e sociali cercano nuove forme di sostegno e visibilità, nasce un progetto – anzi un prodotto – che unisce agricoltura, mutualismo e attivismo. Si chiama GIN 1.5, ed è un distillato (un gin, appunto) frutto di un’alleanza tra movimenti, territori e pratiche di resistenza. La sua vendita andrà ad alimentare una cassa di resistenza legale a supporto di questi movimenti.
Il prodotto è lanciato da Rimaflow, impresa recuperata e autogestita alle porte di Milano, in collaborazione con Agrinova, cooperativa agricola che coltiva Artemisia in Val Susa, ma la sua nascita è anche frutto dell’alleanza fra i tre principali movimenti per la giustizia climatica e la lotta alla crisi climatica in Italia: Fridays for Future, Extinction Rebellio e Ultima generazione.
Sono tre movimenti che, pur con linguaggi e pratiche differenti, condividono l’urgenza di agire contro la crisi climatica. Fridays for Future nasce dalla mobilitazione globale di giovani e studenti per chiedere politiche climatiche più ambiziose. Extinction Rebellion utilizza l’azione diretta nonviolenta per denunciare l’inazione dei governi e spingere verso una svolta ecologica. Ultima Generazione si distingue per forme di disobbedienza civile ad alto impatto simbolico, con l’obiettivo di portare il tema climatico al centro del dibattito pubblico.
“Il nostro gin – si legge nel comunicato – è aromatizzato infondendo l’Artemisia, tipica pianta dell’ambiente alpino, simbolo di crisi e resistenza climatica. L’aumento delle temperature spinge la pianta verso quote sempre più alte, mentre la siccità e la neve irregolare mettono a rischio le sue condizioni di crescita: il suo habitat si sta riducendo di anno in anno”.
Inoltre proviene da un territorio che da decenni è al centro di battaglie ambientali e sociali. Un luogo, la Val Susa, che ha saputo costruire nel tempo una cultura della resistenza collettiva, intergenerazionale, radicata nel territorio ma aperta al mondo.
L’idea di associare la produzione di un gin alla giustizia climatica può sorprendere, ma in realtà riflette una visione politica del cibo e dei beni comuni. L’Artemisia è stata scelta non solo per le sue qualità organolettiche, ma anche per la sua valenza simbolica. “Come questa pianta, i movimenti per la giustizia climatica – spiegano gli ideatori – crescono in ambienti ostili, ma non si arrendono, anzi trovano nuove forme di vita e alleanze”.
Ogni bottiglia di questo gin finanzia una cassa di resistenza legale a supporto dei movimenti per la giustizia climatica. In un contesto in cui le norme nel nostro Paese si fanno sempre più restrittive nei confronti dell’attivismo ecologista, aumentano anche i casi di denunce, misure cautelari e processi che colpiscono chi pratica forme di protesta nonviolenta. Lo dimostrano vicende come quella di Michele Giuli, attivista climatico che ha subito il divieto di dimora a Milano per aver partecipato a un’azione simbolica e pacifica.
Episodi di questo tipo non sono più isolati, ma parte di un clima repressivo che tende a criminalizzare la disobbedienza civile e a scoraggiare la partecipazione democratica. La cassa di resistenza diventa così uno strumento concreto per non lasciare sole le persone che si espongono in prima linea, garantendo supporto legale, visibilità e solidarietà.
GIN 1.5 è anche un riferimento al limite dei +1,5°C di riscaldamento globale, soglia critica riconosciuta a livello internazionale. Ogni grado conta, ogni azione può fare la differenza. Anche scegliere un prodotto consapevole può essere un modo per contribuire. In questo caso, i proventi della vendita delle bottiglie andranno a sostenere direttamente realtà che operano per la giustizia climatica, la solidarietà e la difesa dei diritti.
Il progetto sarà presentato ufficialmente il 13 dicembre al Kontiki, uno spazio sociale torinese noto anche come “Casa dei Movimenti per il Clima”, un luogo autogestito dove si incontrano e organizzano gruppi per la giustizia climatica locali. Ma l’ambizione è quella di portarlo anche in altre città italiane, creando un circuito di distribuzione solidale e militante. Le bottiglie sono già disponibili per l’acquisto sul sito di Rimaflow.






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