Al Giubileo dei Giovani il Papa parla di consumismo, fragilità e pace
Papa Leone XIV ha concluso il Giubileo dei Giovani parlando di consumismo, fragilità, pace e amicizia.
«Comprare, ammassare, consumare, non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle “cose di lassù” (Lettera ai Colossesi, 3,2), per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità». È questo uno dei messaggi che papa Leone XIV ha lanciato sabato a Tor Vergata durante la messa conclusiva del Giubileo dei Giovani. Nei giorni scorsi ha ricordato le parole del suo predecessore, papa Bergoglio, che aveva più volte invitato a una “conversione ecologica” capace di coinvolgere stili di vita, economia, politica e spiritualità.
E poi la pace. «Siamo più vicini che mai ai giovani che soffrono i mali più gravi, causati da altri esseri umani. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra. Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo», ha continuato papa Leone XIV al Giubileo dei Giovani. Parole che guardano all’attualità, alla sete di potere che non si ferma neanche davanti alle immagini di centinaia di migliaia di civili morti, soprattutto bambini. Davanti a corpi denutriti che stridono con quella parte di mondo che compra, ammassa e consuma.
Un mondo in cui si collezionano esperienze, relazioni, viaggi, oggetti di ogni tipo, spinti da una forte insoddisfazione, dal materialismo e dalla vita “ordinaria”. Fragilità che vengono immediatamente colte e indirizzate dal sistema capitalista e consumistico, che riesce a trasformare ogni anelito in consumo, marketing, bisogni superficiali, dipendenze e meccanismi di potere e di controllo. «Non allarmiamoci se ci scopriamo interiormente assetati, inquieti, incompleti, desiderosi, incompleti, desiderosi di senso e di futuro. Non siamo malati, siamo vivi!», aveva detto Papa Francesco nell’agosto del 2023, messaggio rilanciato da Prevost ieri, durante la celebrazione conclusiva del Giubileo dei Giovani, a cui ha aggiunto di non colmare la propria sete con “surrogati inefficaci”.
Al di là di qualsiasi credo religioso, è necessario guardare con obiettività ciò che accade intorno a noi, vicino a noi, e i giovani sembrano essere gli interlocutori maggiormente consapevoli. Solo attraverso un’osservazione profonda, una connessione con il mondo, la natura e gli altri esseri umani è possibile dare una nuova direzione a quel mondo che sembra impazzito, dove frenesia e consumismo hanno tolto qualsiasi tipo di piacere e contemplazione. E la speranza è che siano proprio i giovani a guidare le nuovi sorti dell’umanità.






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