India: gli indigeni Jenu Kuruba rioccupano una riserva dopo 40 anni di sfratti
Più di 50 famiglie tornano nel villaggio ancestrale all’interno della Riserva della Tigre di Nagarhole, rivendicando i diritti su terre e le foreste sacre.
È un gesto inedito nella storia recente dell’India, quello accaduto nelle ultime settimane: oltre 50 famiglie indigene Jenu Kuruba sono tornate nel loro villaggio ancestrale all’interno della Riserva della Tigre di Nagarhole, da cui erano state sfrattate 40 anni fa. Hanno iniziato a ricostruire le loro case con materiali tradizionali e dichiarano di non voler più andarsene.
Secondo Survival International, si tratta della prima volta che una comunità indigena indiana rivendica i propri diritti tornando in massa a vivere dentro un’Area Protetta. La decisione, raccontano, è maturata anche per motivi spirituali: «I nostri spiriti sacri sono arrabbiati per essere stati abbandonati», spiegano, riferendosi alle divinità che abitano ancora il territorio.
I funzionari del Dipartimento alle Foreste, con il supporto della polizia, hanno tentato di fermare la rioccupazione, senza successo. Oggi nell’area erano presenti circa 130 agenti tra forze dell’ordine e guardie forestali, che hanno anche impedito l’accesso ai giornalisti.
«La conservazione della tigre è diventata una scusa per toglierci le nostre terre e trasformarle in attrazioni turistiche – ha detto Shivu, giovane leader della comunità -, noi siamo tornati. Resteremo qui. I nostri spiriti sacri sono con noi».
I Jenu Kuruba denunciano decenni di ingiustizie, sfratti forzati e mancato riconoscimento dei diritti forestali garantiti dalla legge. La loro filosofia di vita è profondamente intrecciata con la foresta: venerano tigri, elefanti e altri animali come divinità ancestrali e vivono raccogliendo miele, frutti e piante medicinali. Non a caso, sono noti come “raccoglitori di miele” – è questo il significato del loro nome.
E proprio la loro attenta gestione del territorio, spiegano da Survival International, è ciò che ha permesso alle tigri di prosperare nella zona. L’alto numero di esemplari presenti fu il motivo per cui il governo dichiarò Nagarhole Riserva della Tigre – ironicamente, sfrattando chi aveva contribuito a preservarla.
«Questo è un atto di riappropriazione ispiratore – ha commentato Caroline Pearce, direttrice di Survival International -, se l’India vuole davvero proteggere le tigri, dovrebbe non solo permettere, ma incoraggiare il ritorno dei Jenu Kuruba: la scienza dimostra che dove i popoli indigeni restano, anche la fauna selvatica prospera».






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