Londa School of Economics, il 2 aprile un open day online sui nuovi corsi per rigenerare le aree interne
La scuola di economia nata sull’Appennino fiorentino presenta sei nuovi corsi dedicati ai territori marginalizzati. Ospite dell’open day del 2 aprile sarà Andrés Rodríguez-Pose della London School of Economics.
La Londa School of Economics torna con un nuovo ciclo di attività e il 2 aprile 2026 presenta online i corsi previsti per il suo secondo anno. Sì, avete letto bene: Londa non Londra. Il gioco di parole mette in relazione il piccolo comune della Montagna Fiorentina (a pochi chilometri da Firenze) con una delle capitali mondiali del pensiero economico, per rivendicare che anche dai territori considerati marginali può nascere una riflessione capace di parlare al centro del dibattito contemporaneo.
E non è solo un espediente comunicativo: l’incontro vuole portare nelle aree interne temi globali come le disuguaglianze territoriali, la rigenerazione economica e il rapporto fra comunità, ambiente e sviluppo. Al centro dell’incontro ci sarà il collegamento “Londa chiama Londra” con Andrés Rodríguez-Pose, professore di Geografia economica alla London School of Economics e autore di studi dedicati al rapporto fra disuguaglianze territoriali, marginalità e sviluppo. Il suo intervento si inserisce in un confronto più ampio sul ruolo delle aree interne in Europa e sulla necessità di superare politiche economiche considerate estrattive o incapaci di valorizzare le specificità locali.
L’open day, in programma su Zoom dalle 17.30 alle 19.30, sarà l’occasione per conoscere l’offerta formativa della scuola nata nel cuore della Montagna Fiorentina e pensata per interrogarsi su un modello economico diverso, più attento ai territori, alle comunità e ai limiti ambientali.
Servirà a presentare i sei corsi in partenza tra giugno e ottobre 2026, costruiti attorno al tema “Oltre i margini: l’economia che rigenera i luoghi”. I percorsi formativi affronteranno temi come governance territoriale, partecipazione, impresa nei contesti periferici e costruzione di economie locali più radicate. Durante l’incontro interverranno, fra gli altri, Alessandra Zagli, coordinatrice della scuola, Ugo Biggeri, direttore scientifico, e Filippo Barbera, professore di Sociologia economica all’Università di Torino e membro del comitato scientifico.
Nel presentare la nuova edizione, i promotori insistono sul fatto che le aree interne non vanno lette solo attraverso il prisma dello spopolamento o della fragilità, ma come contesti in cui sperimentare nuove forme di organizzazione sociale ed economica. In questa prospettiva, l’Appennino diventa un laboratorio in cui innovazione e tradizione possono incontrarsi, offrendo strumenti a chi vive questi territori, a chi vorrebbe restarvi e a chi immagina di tornarci.
Secondo Alessandra Zagli, i corsi nascono proprio dall’esigenza di offrire ai giovani percorsi formativi aderenti a contesti diversi da quelli urbani, capaci di accompagnare anche chi vuole avviare esperienze imprenditoriali in montagna o nelle zone marginalizzate. Ugo Biggeri sottolinea invece come il confronto con Rodríguez-Pose mostri che il tema non riguarda solo realtà locali: nelle sedi accademiche internazionali cresce infatti l’attenzione verso le conseguenze economiche e sociali della marginalizzazione territoriale e verso la necessità di politiche più eque.
La scuola di economia è nata nel 2025 da un’idea progettuale sviluppata da LAMA Impresa Sociale, con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese nell’ambito del bando STAI dedicato allo sviluppo territoriale delle aree interne. Collaborano al progetto anche Forum Disuguaglianze e Diversità, Riabitare l’Italia, Scuola Capitale Sociale e Rete RIFAI. L’obiettivo dichiarato è mettere in discussione un paradigma urbanocentrico e fondato sulla crescita illimitata, ritenuto sempre meno adeguato a rispondere alle crisi ambientali, sociali ed economiche in corso.
I corsi sono a pagamento e a numero limitato. È prevista anche una formula residenziale con vitto e alloggio, mentre per ogni corso saranno disponibili fino a cinque posti con il 50% di sconto per chi non può sostenere l’intera quota. Un’impostazione che prova a tenere insieme formazione accessibile e radicamento territoriale, in un ambito in cui spesso l’offerta culturale e specialistica arriva con difficoltà.
L’appuntamento del 2 aprile si rivolge quindi non solo a chi è interessato a un percorso didattico, ma anche a chi guarda alle aree interne come a uno spazio in cui immaginare risposte concrete alle crisi contemporanee. In un momento in cui molti territori lontani dai grandi centri continuano a essere raccontati soprattutto per ciò che manca, la proposta della Londa School of Economics prova a ribaltare la prospettiva: partire dai margini per capire che cosa può essere rigenerato, e da dove può cominciare il cambiamento.
Per partecipare all’open day è necessaria l’iscrizione.
Vuoi approfondire?
A questo link tutti i corsi, con obiettivi, nome dei docenti, partner e date.
Per informazioni: info@londaschoolofeconomics.com






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