La Rete per l’Agricoltura Naturale e l’economia del dono: cinque realtà agricole ricevono sementi da sovescio bio
Dalla Mappa RAN arriva il primo esperimento di economia del dono: cinque realtà italiane riceveranno 20 chili di miscela da sovescio bio. Un gesto concreto che prova a intrecciare agricoltura naturale, scambio e reciprocità.
La Rete per l’Agricoltura Naturale (RAN), associazione composta da persone, progetti e realtà agricole interessate alla pratica dell’agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka, ha deciso di compiere un passo importante verso l’economia del dono. Da quest’anno, infatti, ha scelto di accompagnare gli ordini collettivi di semi destinati ai propri associati con un gesto di restituzione rivolto alle realtà iscritte alla propria Mappa.
L’idea, spiega la RAN, è quella di donare 100 kg di sementi di altissima qualità a cinque realtà della mappa scelte tramite sorteggio, come primo gesto concreto di un percorso ispirato all’economia del dono. In questa prima iniziativa, cinque realtà italiane riceveranno 20 chili di miscela da sovescio biologica preparata da Arcoiris Sementi e composta da ben 17 varietà di semi.
A candidarsi sono stati venticinque progetti agricoli provenienti da diverse parti d’Italia, accomunate dalla scelta di convertire ad agricoltura naturale i terreni che custodiscono, racconta la Rete sui propri canali social. Le realtà selezionate sono quelle di Daniela Castellani di Montecosaro, in provincia di Macerata; Emiliano Ianniello di Torino; Nicoletta Libori di Civitella di Romagna, nel Forlivese; Simona Binci di Castelfidardo, in provincia di Ancona; e Tamara Duncker di Assisi.
La RAN riunisce persone e realtà che praticano o promuovono forme di coltivazione ispirate all’agricoltura naturale. Oltre a favorire lo scambio di conoscenze e materiali, la rete prova a costruire legami tra esperienze diffuse in diversi territori, con attenzione alla salute del suolo, alla biodiversità e a modelli agricoli meno dipendenti dalla logica produttivista.
Il sovescio è una pratica agricola che contribuisce alla fertilità del suolo, alla protezione della terra e alla costruzione di sistemi colturali più equilibrati. In dono dunque non è un premio solo simbolico, ma un aiuto concreto per rafforzare una comunità di pratiche che già esiste e che prova a crescere.
Dopo aver recentemente annunciato l’adesione alla Rete Semi Rurali, questa scelta porta avanti una riflessione più ampia su come circola il valore nei mondi dell’agricoltura ecologica. In un settore spesso segnato da fragilità economiche, aumento dei costi, isolamento dei piccoli produttori e difficoltà di accesso a risorse e conoscenze, l’idea di accompagnare gli ordini collettivi con atti di restituzione suggerisce un modo diverso, circolare, di pensare le relazioni anche economiche.
L’iniziativa non si fermerà qui. La RAN ha annunciato che i prossimi doni riguarderanno semi di sovescio autunnale e alberi da frutto a radice nuda, destinati alle realtà della Mappa che sceglieranno di raccontare la propria esperienza durante il Festival del Non Fare, in programma dal 30 maggio al 2 giugno. Anche questo passaggio è significativo, perché lega il sostegno materiale alla disponibilità di condividere percorsi, apprendimenti e visioni, rafforzando l’idea che la transizione ecologica abbia bisogno non solo di tecniche, ma anche di narrazioni capaci di mettere in comune ciò che funziona e ciò che resta difficile.







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