Un’alleanza per la biodiversità agricola! La Rete per l’Agricoltura Naturale entrerà nella Rete Semi Rurali
La Rete per l’Agricoltura Naturale (RAN) ha avviato l’adesione alla Rete Semi Rurali ETS. Due realtà fra le più attive nel mondo dell’agroecologia stringono un legame solido. La formalizzazione è attesa all’assemblea del 20–21 marzo a Scandicci.
Nelle scorse settimane, il Direttivo della Rete per l’Agricoltura Naturale (RAN) ha delegato il suo presidente, Ezio Maisto, ad avviare un confronto con Claudio Pozzi, coordinatore della Rete Semi Rurali ETS (e fondatore di Wwoof Italia), per definire l’adesione della RAN alla realtà che promuove la gestione dinamica e collettiva della diversità agricola in Italia.
La RAN nasce nel 2021 come progetto di divulgazione dell’agricoltura naturale ispirata al pensiero del botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka, conosciuta anche come agricoltura del “non fare”: un approccio che riduce al minimo l’intervento umano e affida all’equilibrio degli ecosistemi la gestione dei processi agricoli.
Nel tempo, si è strutturata come una rete attiva di persone e realtà impegnate nella formazione, nello scambio di pratiche e nella connessione tra esperienze locali, attraverso laboratori in economia del dono, ordini collettivi di semi e alberi naturali, gruppi territoriali e progetti di supporto all’avvio di orti naturali, fra cui il progetto Ortonauti. Nel maggio 2025 questo percorso si è formalizzato con la nascita dell’APS Rete per l’Agricoltura Naturale.
Tra i due fondatori del progetto c’è Kutluhan Özdemir, contadino e divulgatore curdo-turco autore del manuale “L’agricoltura naturale e l’arte del non fare” (Terra Nuova Edizioni, 2024) e presto di nuovo in libreria con “Il silenzio della rugiada”. Özdemir vive nelle Marche, dove ha fondato la Shizen Natural Farm, oggi considerata uno dei principali riferimenti internazionali per la pratica dell’agricoltura di ispirazione fukuokiana.
Un esempio concreto della sua capacità di attivare partecipazione è il terzo ordine collettivo di alberi a radice nuda e arbusti da frutti minori, chiuso il 31 gennaio: attraverso la rete sono stati acquistati oltre 6500 alberi, un risultato che racconta non solo la forza organizzativa, ma anche la spinta collettiva verso riforestazione e rigenerazione dei suoli, sostenuta dal lavoro volontario portato avanti da anni.
La storia della Rete Semi Rurali, invece, risale ai primi anni Duemila. Si tratta di un’associazione nazionale di secondo livello (ovvero che raggruppa altre associazioni o organizzazioni) che lavora per l’affermazione del valore della biodiversità coltivata e per una transizione agroecologica, promuovendo la gestione dinamica e collettiva della diversità agricola. La rete ha iniziato a “tessersi” oltre vent’anni fa, mettendo in relazione persone e organizzazioni impegnate nel recupero e nella cura delle varietà locali; dopo alcuni anni di attività informale viene formalizzata nel 2007, con una base associativa costruita attorno a realtà contadine, del biologico e della tutela dei semi.
«L’adesione alla Rete Semi Rurali rappresenta per noi un passaggio importante e, allo stesso tempo, naturale – ha dichiarato Ezio Maisto, co-fondatore della RAN e curatore dei libri di Òzdemir -. In questi anni l’associazione ha lavorato per promuovere un’idea di agricoltura fondata sulla biodiversità e sulla convergenza tra esigenze umane ed ecosistemi, una relazione che l’agricoltura convenzionale ha progressivamente spezzato. L’incontro con il lavoro che la Rete Semi Rurali porta avanti da oltre vent’anni rende oggi possibile un’azione comune più forte e radicata».
Oltre che co-fondatore e presidente della RAN, Ezio Maisto è un giornalista, formatore, sceneggiatore e regista. Per Italia Che Cambia, fra le altre cose, ha diretto il film “Ragazzi irresponsabili”, distribuito da Mediaset, e ideato il corso di camperizzazione Via col Van. Il suo recente docufilm “È Successo”, è stato premiato al Milano Film Fest.
«In un contesto in cui il controllo delle sementi tende a concentrarsi sempre di più – ha continuato Maisto – rafforzare reti che difendono la gestione collettiva della diversità agricola non è un’opzione, ma una necessità. Questa adesione segna l’inizio di una collaborazione orientata a pratiche concrete, alleanze reali e a un futuro agricolo più libero e comunitario».
La formalizzazione della adesione della RAN alla Rete Semi Rurali avverrà nel corso dell’assemblea della Rete Semi Rurali, in programma il 20–21 marzo a Scandicci, vicino Firenze.





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