Lago di Nemi, cittadini contro il cemento: chiesto il sequestro del cantiere PNRR
Un centinaio di cittadini in presidio al lago di Nemi contro il cantiere PNRR “Sport Lineare”: chiesto il sequestro dell’area e il ripristino dei luoghi, tra accesso agli atti negato e mobilitazione che continua.
Mercoledì 29 luglio circa un centinaio di persone si sono radunate davanti al Museo delle Navi Romane di Nemi per chiedere il sequestro del cantiere e il ripristino dello stato originario dei luoghi.
Il presidio, organizzato dal Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani, si è svolto nell’area della cosiddetta Ex Fiocina, dove è in corso la realizzazione del progetto “Sport Lineare”, presentato ufficialmente dalla Città Metropolitana di Roma Capitale in collaborazione con il Comune di Nemi e finanziato con oltre 1,6 milioni di euro di fondi PNRR.
Si tratta di un progetto di riqualificazione del lungolago di Nemi che prevede la creazione di una “palestra lineare”: un sistema di percorsi ciclopedonali e aree attrezzate per l’attività motoria all’aperto
Al centro delle contestazioni ci sono due piattaforme in cemento e una passerella in legno lunga circa 180 metri, realizzate al posto di un’area verde ritenuta tra gli scorci più caratteristici del lago. I manifestanti hanno definito l’intervento un’operazione di “turistificazione”, accostandola alle trasformazioni che hanno interessato il vicino lago Albano.
Al presidio è stato inoltre richiamato il progressivo abbassamento del livello del lago, che secondo i dati citati dagli attivisti avrebbe perso circa 43 centimetri negli ultimi quattro mesi: un dato che, se confermato dagli idrometri ufficiali, indicherebbe un’accelerazione rispetto alla media e renderebbe ancora più critica la realizzazione di nuove opere nell’area.
Il Comitato riferisce in un post su Facebook che i Guardiaparco avrebbero confermato l’esistenza di un’indagine in corso sul cantiere, senza tuttavia fermare i lavori, mentre Polizia Locale di Nemi e Forestali di Velletri avrebbero preso in carico le segnalazioni dei cittadini. Gli attivisti lamentano inoltre difficoltà nell’ottenere l’accesso agli atti riguardanti la documentazione di progetto, riferendo di non aver ricevuto risposta dal Comune di Nemi da diversi mesi.
Durante l’iniziativa è intervenuta anche un’esponente del Disability Pride, che ha contestato l’utilizzo dell’abbattimento delle barriere architettoniche come giustificazione dell’opera, sostenendo che il lago e il centro abitato restino comunque poco accessibili alle persone con disabilità motorie.
La mobilitazione si inserisce in un fronte più ampio di attenzione ai temi ambientali del Parco dei Castelli Romani: nelle scorse settimane l’Ente Parco aveva reso noto un bilancio dei controlli sui tagli boschivi, riportando dieci verbali di accertamento su dodici cantieri ispezionati e sanzioni complessive per 20mila euro, con ulteriori verifiche ancora in corso sui nulla osta rilasciati.
Il Comitato ha annunciato che la mobilitazione proseguirà con nuove assemblee pubbliche e presìdi nei prossimi giorni, estendendo le rivendicazioni ad altri dossier ambientali dei Castelli Romani, dalla tutela delle falde idriche alla revisione delle autorizzazioni per gli interventi ritenuti più impattanti.







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