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9:35 25 Marzo 2026 | Tempo lettura: 4 minuti

L’ex generale israeliano Ofer Winter in vacanza in Italia. Le associazioni: “Arrestatelo e indagatelo per crimini di guerra”

È stato lanciato appello dalle associazioni che si occupano di diritti civili per arrestare e mettere sotto indagine l’ex generale Ofer Winter, che arriverà in Italia il 31 marzo per una vacanza.

Autore: Redazione
ofer winter1

È partito tutto da un appello lanciato dalla Hind Rajab Foundation, la fondazione intitolata alla bambina di cinque anni trucidata in una macchina insieme alla sua famiglia dall’esercito israeliano mentre cercava di fuggire da Gaza. La fondazione ha presentato una denuncia a carico dell’ex generale israeliano Ofer Winter per crimini di guerra, in particolare per alcune azioni compiute nel 2014 nel corso dell’operazione Protecting Edge e per il sostegno al genocidio in atto a Gaza.

Alla denuncia della fondazione è allegato un report contenente prove documentali, dichiarazioni e analisi dell’operato di Ofer Winter. In particolare, pesano a suo carico le accuse relative all’operazione compiuta a Rafah il 1° agosto del 2014, quando sono stati ordinati attacchi indiscriminati alla popolazione civile che hanno causato più di 200 morti. Quel giorno sono stati colpiti anche l’ospedale Abu Youssef Al-Najjar, la moschea al-Birr wa’l-Taqwa e il personale medico durante le operazioni di soccorso nonché – due giorni dopo – una scuola delle Nazioni Unite.

Rispetto alle attività più recenti di Ofer Winter, la fondazione Hind Rajab contesta la pubblicazione di diversi video pubblicati sui social dall’ex generale a sostegno e incitamento esplicito alla distruzione di Gaza, alla deportazione della popolazione e all’uso della fame come arma. Fra le tante, la dichiarazione “sì, è necessario devastare Gaza perché distruggere le case è essenziale per proteggere i nostri soldati”. Paradossalmente, lo stesso Winter ha ammesso che, quando ordinò il bombardamento a tappeto in occasione dell’operazione Protecting Edge, era a conoscenza del fatto che sul campo fossero presenti molti soldati israeliani.

Nella sua accusa, la fondazione Hind Rajab cita una serie di articoli dello Statuto di Roma e della Convenzione sul Genocidio che individuano crimini di cui Ofer Winter si sarebbe macchiato, come i ripetuti attacchi intenzionali a obiettivi civili, medici, religiosi e il grave danneggiamento dell’ambiente. Rivolgendosi al Governo italiano, la fondazione fa notare che “all’Italia non si chiede di fare delle valutazioni geopolitiche, ma di applicare obblighi legali innescati automaticamente dalla sua presenza”.

“La Fondazione Hind Rajab ha preparato un esposto che è stato depositato in Procura. Ora spetta al Ministro Nordio permettere alla giustizia italiana di intervenire per rispettare i nostri obblighi giuridici e morali di fronte alla giurisdizione universale per crimini internazionali. Non vogliamo più vedere episodi catastrofici come il caso che ha riguardato il generale libico Almasri”, dichiara la testata Contropiano, che è fra i soggetti che sostengono l’iniziativa della fondazione.

Fra essi Global Movement to Gaza, BDS Italia, Assopace Palestina, Pax Christi, Rete Università e Ricerca per la Palestina, ma anche l’eurodeputata Cecilia Strada, che ha dichiarato ad Ansa: «Ci auguriamo la Procura di Roma voglia dare seguito all’esposto ma anche che il governo prenda una posizione chiara e netta contro chi inneggia alla pulizia etnica. Sarebbe l’occasione per dimostrare coi fatti di voler agire davvero in difesa della dignità dei palestinesi come va sostenendo da mesi».

È previsto che Ofer Winter soggiorni dal 31 marzo al 9 aprile – periodo durante il quale cade la Pasqua ebraica – presso l’Hotel Ariston a Capaccio Paestum, in provincia di Salerno. Secondo la fondazione Hind Rajab, Winter sarebbe anche nel programma di alcuni eventi pubblici ai quali è previsto che partecipi come relatore.

Nell’appello viene richiamato l’articolo 8 della legge Moro sul genocidio, la numero 962 del 1967, secondo cui “chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 [inclusa la deportazione a fini di genocidio], è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente”.

“Inoltre – si legge ancora nell’appello – l’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma che istituisce la Corte Penale Internazionale, le 4 convenzioni di Ginevra del 1949 e i loro Protocolli Addizionali del 1977, abbiamo quindi un obbligo giuridico e morale, in virtù del principio di giurisdizione universale per crimini internazionali e di complementarietà con l’azione della CPI, ad intervenire ed impedire che sospetti criminali di guerra entrino e circolino indisturbati per il nostro paese, o addirittura beneficino di coperture governative contro accertamenti giudiziari”.

Vuoi approfondire?

Ascolta anche la nostra rassegna stampa sul mandato d’arresto internazionale per Netanyahu e Gallant.

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