L’ultimo report IEA dice che l’accelerazione delle rinnovabili è “inevitabile”
Secondo l’International Energy Agency, la principale organizzazione mondiale sull’energia, le rinnovabili cresceranno più di qualsiasi altra fonte nel prossimo decennio.
Il mondo dell’energia ha intrapreso una curva che sembra difficile da invertire: nel suo rapporto annuale, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) indica che le rinnovabili cresceranno più rapidamente di ogni altra fonte in tutti gli scenari considerati, con il solare a guidare l’ascesa. Anche nello scenario più prudente, la nuova capacità di produzione di energia rinnovabile assorbe la quota maggiore della crescita della domanda, seguita da gas e petrolio, mentre le aggiunte annuali di fotovoltaico restano su livelli record. Un segnale netto, che arriva proprio mentre a Belém, in Brasile, si svolge la COP30 e molti governi discutono come accelerare gli impegni presi a Dubai per triplicare le rinnovabili al 2030.
La fotografia dell’IEA è corroborata da analisi indipendenti: nella prima metà del 2025 la produzione da solare e eolico è aumentata più della domanda elettrica globale, un sorpasso storico che suggerisce come ormai la crescita di produzione di energia pulita possa coprire non solo l’incremento dei consumi ma anche ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili. La spinta è trainata da Cina e India, mentre Stati Uniti ed Europa hanno andamento più disomogeneo.
Il rapporto dell’IEA sottolinea anche una rinascita del nucleare, attratto – tra gli altri – dai grandi operatori digitali alla ricerca di elettricità a basse emissioni e continuativa per alimentare data center e servizi di intelligenza artificiale.
L’agenzia stima che gli investimenti energetici globali nel 2025 raggiungeranno i 3,3 trilioni di dollari, con oltre due terzi destinati a rinnovabili, reti, stoccaggio, efficienza ed elettrificazione: il doppio di quanto andrà a petrolio, gas e carbone. Il segnale economico è chiaro, pur in un contesto di rischi geopolitici e di sicurezza energetica che l’IEA invita a non sottovalutare.
Sul quadro energetico del futuro, tuttavia, pesa l’esplosione degli investimenti in data center e AI, con una domanda elettrica associata che potrebbe più che raddoppiare entro il 2030 e crescere ancora entro il 2035. Per l’IEA, nei prossimi anni, circa la metà di questa nuova fame di elettricità dovrebbe essere coperta da rinnovabili, seguite da gas e carbone, e il nucleare in crescita verso fine decennio.
Inoltre alcuni cambi di rotta politici potrebbero avere ripercussioni nel rallentare la transizione. Ad esempio i cambiamenti dei regolamenti negli Stati Uniti potrebbero rallentare l’installazione di fotovoltaico rispetto alle proiezioni passate. Ma a livello globale la traiettoria resta espansiva grazie a costi in calo e filiere più mature, in particolare nel solare.
In definitiva, il quadro che emerge dal nuovo rapporto dell’IEA è quello di una transizione ormai tracciata, spinta da costi competitivi e da una domanda elettrica in rapida crescita. Ma il ritmo non è garantito. Perché la transizione avvenga anche in maniera rapida servono decisioni coerenti: autorizzazioni più rapide, reti resilienti, investimenti in stoccaggi, politiche industriali per le filiere, protezioni sociali per chi rischia di perdere il lavoro.






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