Attivismo per la decrescita: a Firenze nasce una scuola per cambiare il mondo
Il 27 e 28 marzo a Firenze si terrà la prima edizione della Scuola di Attivismo della Decrescita, un’occasione per formarsi e costruire strategie condivise per la trasformazione socio-ecologica.
Cosa significa oggi fare attivismo? Come si costruisce un’alternativa concreta al modello di sviluppo dominante? A queste e molte altre domande proverà a rispondere la prima edizione della Scuola di Attivismo della Decrescita, che si terrà a Firenze il 27 e 28 marzo 2026, negli spazi di Casa Caciolle.
L’evento nasce dall’iniziativa del Movimento per la Decrescita Felice (MDF) in collaborazione con la Fondazione Benvenuti in Italia, e ha l’obiettivo di formare persone consapevoli nell’attivismo e nella cittadinanza attiva, capaci di immaginare e mettere in pratica un modello di società diverso, dove l’economia sia al servizio del benessere delle persone e del pianeta.
Negli ultimi decenni, le forme dell’attivismo si sono moltiplicate: alle classiche manifestazioni e scioperi si sono aggiunti lobbying, flash mob, boicottaggi, campagne. La Scuola intende fornire strumenti pratici e teorici per rendere queste azioni più efficaci e coordinate, grazie anche alla collaborazione tra diversi movimenti sociali.
Durante la due giorni fiorentina si approfondiranno tre grandi temi, scelti da MDF come aree prioritarie di intervento: femminismi e intersezionalità, patto di post-crescita per l’Italia e diritto alla città ecologica. Temi che verranno trattati sia in momenti frontali che laboratoriali, in cui si cercherà di elaborare proposte concrete da portare avanti collettivamente.
La serata inaugurale, venerdì 27 marzo, sarà dedicata a una tavola rotonda dal titolo “Come fare attivismo per la trasformazione socio-ecologica?”, con la partecipazione di Valerio Bonanni (Climate Pride), Erica Mangione (campagna Vuoti a Rendere) e il coordinamento di Lorenzo Velotti, ricercatore alla Scuola Normale Superiore di Pisa. A seguire, una cena conviviale per conoscersi e costruire relazioni informali.
Sabato 28 marzo sarà una giornata intensa: la mattina sarà dedicata alla presentazione dei tre focus tematici, con interventi di attivistə e rappresentanti di MDF come Margherita Forgione, Carlotta Paglia, Federico Arcuri, Jenny De Salvo e Karl Krähmer. Il pomeriggio sarà invece interamente occupato dai laboratori di attivismo, strutturati in due slot, dove ogni partecipante potrà confrontarsi su due dei tre temi proposti, insieme alle attiviste intervenute nella prima parte della giornata.
La giornata si concluderà con lo spettacolo teatrale “Home Sweet Home” di e con Miriam Cappa, una satira amara sulla precarietà abitativa delle nuove generazioni, che attraverso il linguaggio del corpo e della comicità affronta una delle crisi più gravi del nostro tempo: l’accesso alla casa.
Per chi vorrà, domenica 29 marzo sarà possibile partecipare all’assemblea nazionale di MDF, in un’ottica di coinvolgimento attivo e orizzontale della base associativa.
L’iniziativa è aperta a chiunque, con un numero massimo di 45 partecipanti. È richiesto un contributo di 60 euro, modulabile in base alle proprie possibilità economiche, a copertura dei costi organizzativi e dei pasti. Le iscrizioni, aperte fino al 31 gennaio, verranno valutate anche in base alla motivazione e alla diversità di background, nella logica di una partecipazione plurale e inclusiva.
In un tempo segnato da crisi multiple – ecologiche, sociali, economiche – la scuola di MDF rappresenta un’occasione preziosa per costruire alleanze e visioni condivise, per rafforzare una comunità militante ma anche solidale, per passare dalla critica all’azione; un modo di immaginare un altro mondo e di iniziare a viverlo.
Vuoi approfondire?
Per iscriversi alla scuola o scoprire più informazioni visita la pagina dedicata sul sito di MDF.





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