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24 Dicembre 2025
Podcast / Io non mi rassegno

Storie di discontinuità territoriale: puntata speciale – INMR Sardegna #105

Questa che pubblichiamo oggi, prima della piccola pausa festività, è una puntata speciale. Parliamo di un solo tema, la continuità territoriale, e lo facciamo attraverso le voci della diaspora.

Autore: Redazione Sardegna che Cambia
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L'articolo si trova in:

Trascrizione della puntata:

Buongiorno dalla redazione di Sardegna che cambia, sono Lisa Ferreli e oggi non apriamo con le notizie più rilevanti della settimana ma affrontiamo un solo tema attraverso le parole di chi quotidianamente vive sulla propria pelle quella che abbiamo scelto di chiamare una discontinuità territoriale.

Quello che le cronache raccontano è l’ennesimo Natale in salita per chi deve raggiungere l’Isola. Leggo da CagliariToday che riporta come a inizio settimana, per quanto riguarda la rotta Milano Linate-Cagliari, quest’ultima è diventata un miraggio: i voli operati da Aeroitalia sono risultati completamente soldout, rendendo impossibile la prenotazione dell’ultimo minuto. L’assessorato regionale ai Trasporti è intervenuto sulla vicenda con una nota ufficiale, confermando di aver sollecitato l’inserimento di voli aggiuntivi per far fronte all’ondata di passeggeri. Tuttavia, la Regione ha inviato un monito chiaro ai vettori: non serve attendere un input istituzionale per potenziare le tratte. “L’obbligo di rafforzare l’offerta – chiariscono dagli uffici di Cagliari – scatta automaticamente non appena il riempimento dei posti sulla singola tratta supera la soglia del 91%”. Quello che però oggi noi vogliamo fare, è trattare il tema della continuità territoriale attraverso l’esperienza diretta di chi, emigrato o emigrata, vorrebbe riuscire a tornare a casa senza dover affrontare un viaggio a ostacoli – un’Itaca a cui poter arrivare senza dover dimostrare eroismi. La prima testimonianza che vi facciamo ascoltare è quella di Valentina Loi, ogliastrina a Valencia, che ci racconta una discontinuità tale da far passare la voglia, viscerale, di tornare a casa.

Il problema del caro voli resta centrale, lo testimoniano le storie singolari ma lo confermano anche i dati. In territorio italiano le Isole, quindi Sicilia e sardegna, costano mediamente il 29% in più. A certificarlo è l’analisi condotta da Altroconsumo – leggo da QuiFinanza – che ha studiato il fenomeno del cosiddetto caro voli, confermando che non è una percezione, ma un fatto, misurabile con numeri che in alcuni casi assumono proporzioni difficilmente giustificabili. Quello che accade, e che in parte ci ha già testimoniato anche Valentina Loi, è che il diritto al ritorno non garantito diventa un ostacolo che si fa ancora più insormontabile per le famiglie di persone emigrate. Noi ci teniamo a ricordare il fatto che non si tratta solo di numeri o sedie vuote, ma di nonni e nipoti che non riescono a ricongiungersi, abbracci negati, momenti di festa in cui la nostalgia spesso finisce per fagocitare la convivialità di una tavola imbandita a distanza. Ce ne parla testimonianza di Katiuscha Carta, cagliaritana a Parigi che ci racconta come viaggiare per una famiglia come la sua sia quasi impossibile e per questo, questo Natale non torneranno in Sardegna.

C’è poi un altro elemento strutturale che pesa, ed è quello della stagionalità. D’estate le rotte verso la Sardegna aumentano, i collegamenti si moltiplicano e i posti disponibili crescono, perché cresce la domanda turistica. D’inverno, invece, le tratte si riducono, i voli diminuiscono e tornare a casa diventa più complicato per chi in Sardegna non viene in vacanza, ma per radici. Uno squilibrio in cui la continuità territoriale mostra tutti i suoi limiti: un sistema che sembra funzionare quando l’Isola è una destinazione, ma si inceppa quando l’Isola è casa. A questo si aggiunge il tema dell’overbooking, cioè la vendita di più biglietti rispetto ai posti disponibili: una pratica consentita, che però può impedire di partire anche a chi ha già acquistato il volo. È vero, le compagnie prevedono rimborsi o riprotezioni, ma resta un dato difficilmente accettabile: sentirsi dire che, pur avendo un biglietto, non si può tornare a casa. Un risarcimento economico non compensa l’impatto emotivo di un ritorno negato, soprattutto quando quel viaggio non è un lusso, ma una necessità. Ce ne parla Giulia Olianas, da Carbonia a Parigi, che ci racconta anche come la percezione sia quella di una priorità data al turismo, a discapito della diaspora sarda.

C’è poi un altro tema che si intreccia con il diritto alla mobilità ed è quello dei voli interni.
A inizio dicembre la Regione Sardegna ha chiuso l’iter del bando “Nuove rotte”, annunciando anche due collegamenti interni, Olbia–Cagliari e Alghero–Cagliari, presentati come rotte strategiche per migliorare gli spostamenti dei sardi e l’accesso ai diversi scali dell’Isola. Una scelta che però apre interrogativi importanti su quale idea di mobilità stiamo costruendo. In un’isola in cui esistono ancora territori completamente privi di collegamenti ferroviari — come l’Ogliastra — e in cui spostarsi resta complesso, lento e spesso costoso, l’investimento su tratte aeree interne solleva questioni ambientali, sociali e di giustizia territoriale. Ne parliamo con Carola Farci di Rebel Terra, associazione che si occupa di difesa e valorizzazione dell’ambiente, salvaguardia del territorio e giustizia sociale, da ascoltare con attenzione. La domanda che stando sul tema del diritto alla mobilità ci siamo posti e poste è anche: come dovrebbe essere una buona continuità territoriale? Per noi di Sardegna Che Cambia il dialogo sul cambiamento parte da chi vive i disservizi ogni giorno. E a risponderci sono quindi Valentina Loi e, subito dopo, Giulia Olianas.

Chiudiamo qui la cronaca speciale, prima della pausa natalizia. Grazie di cuore alle persone che ci hanno affidato la loro voce ed esperienza, noi torneremo con la prossima rassegna stampa venerdì 9, ma nel frattempo vogliamo lasciare un pensiero: la continuità territoriale non è solo un diritto da misurare con numeri o voli, è la possibilità di tornare a casa, di ricongiungersi con chi amiamo. Ci auguriamo che questo cambiamento arrivi presto, concreto e reale, e che ogni sardo e ogni sarda possa sentirsi davvero a casa. lascio la parola al nostro Alessandro Spedicati per le notizie della settimana su Sardegna Che Cambia e gli eventi in arrivo nell’Isola.

Sardegna che cambia è il 7° portale regionale aperto da Italia che cambia. In questa rassegna stampa speciale raccontiamo gli ultimi due articoli usciti sul portale sardo

Ci distacchiamo per un minuto da quella che è la tematica di questa rassegna stampa speciale, per invitarvi a leggere l’ultimo articolo della nostra Marta Jana Sa Koga Serra. Si parla del solstizio d’inverno che c’è stato questa domenica e che segna l’inizio di una nuova luce. Vi leggo direttamente l’introduzione della nostra Marta Serra, che fa poesia da sè: “Quando la terra trattiene il suo nome, tutto sembra dimenticare di respirare. La luce si assottiglia fino a diventare un filo, gli alberi si spogliano fino a mostrare la loro architettura di ossa, gli animali arretrano verso tane profonde e persino il vento si muove senza spiegarsi. È il Solstizio d’Inverno, la notte più lunga, il momento in cui la natura entra in apnea. Non è morte: è concentrazione. È ascolto. È un antico gesto di preparazione al parto della luce. Le culture che ci hanno preceduto non hanno mai letto questo passaggio come un evento lieve. La nascita del Sole non è solo una festa: è una tensione, un dolore, un respiro trattenuto. Il Sole arriva al punto più basso della sua traiettoria, come se il cielo non avesse la forza di sollevarlo ancora. Si ferma, sospende il passo e proprio in quel fermarsi, nell’immobilità della luce compressa, il mondo comincia a cambiare direzione. Il Solstizio è quindi un travaglio cosmico: la spinta silenziosa con cui la luce torna al mondo”. Trovate l’articolo completo, assolutamente da leggere, su www.sardegnachecambia.org


Ritorniamo sul tema della continuità territoriale perché l’articolo pubblicato ieri è una riflessione di Alessandro Manno di TocToc Sardegna proprio sul tema della continuità territoriale. Quello che ci chiediamo è: il diritto alla mobilità in Sardegna è davvero garantito? La continuità territoriale si inserisce in questo tema in maniera tranciante, facendosi spesso grido collettivo proprio a ridosso delle feste. Caro prezzi, collegamenti assenti, Odissee del ritorno e persone che restano lontane da casa continuano ad essere all’ordine del giorno. C’è poi la questione dei voli interni, simbolo di una mobilità raccontata come progresso ma che solleva più domande che risposte.Non ve ne parlo io però, ma lascio direttamente la parola all’autore: Alessandro Manno.

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Inizio col dirvi che fino al 31 dicembre gli spazi di arte ambientale di Organicamuseo, nel Parco del Limbara, a poca distanza da Tempio, ospitano due mostre: “La città ideale dell’artista Giulia Sale e “Montagne e Foreste della Sardegna” del fotografo naturalista Domenico Ruiu. Un doppio appuntamento quindi che celebra tanto l’immaginazione quanto il rigore documentaristico. “La Città ideale” di Giulia Sale è una mostra Personale che offre una visione affascinante e meditativa. L’artista Giulia Sale ci guida in una riflessione profonda sul concetto di spazio urbano e di utopia. Le sue opere, ricche di dettagli e simbolismi, interrogano il rapporto tra architettura e uomo, proponendo alternative visuali a un vivere più armonioso. “Montagne e foreste della Sardegna” attraverso l’obiettivo esperto di Domenico Ruiu, ci invita invece a un viaggio visivo nelle zone più selvagge e incontaminate della Sardegna. La mostra fotografica è un omaggio potente alla bellezza aspra e maestosa delle montagne e delle foreste isolane, spesso sconosciute. Ruiu cattura l’anima segreta del paesaggio, trasformando la fotografia in un atto di conservazione e valorizzazione ambientale. Due mostre da non perdere
  • Fino al 30 dicembre 2025, le calde ed emozionanti note del Gospel tornano in Sardegna con la 23esima edizione di Gospel Explosion. La manifestazione, organizzata dall’associazione culturale Progetto Evoluzione – che cura ogni anno anche lo storico Narcao Blues Festival -, porta in chiese, piazze, teatri e sale di ogni angolo della Sardegna i grandi interpreti del Gospel direttamente dai paesi anglosassoni. Non solo dagli Stati Uniti: l’edizione 2025 ospita anche il Keynotes Gospel Choir, di base nel Regno Unito. Gli appuntamenti in arrivo sono vari: oggi saranno a Carloforte, domenica a Bosa, il 25 a Villamassargia, il 29 a Settimo San Pietro. Quello che vi consigliamo è di visitare il sito www.narcaoblues.it dove trovate tutte le info e gli appuntamenti in arrivo

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