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27 Marzo 2026
Podcast / Io non mi rassegno

Porto di Cagliari e transito di armamenti: scoppia il caso – INMR Sardegna #116

Transito di armi nel porto di Cagliari con il giornalista Raffaele Angius, i risultati del referendum con la consigliera comunale di Cagliari Chiara Cocco, la questione decadenza della presidente Todde e la piattaforma che racconta la Sardegna con il cinema documentario.

Autore: Redazione Sardegna che Cambia
cagliari rwm armi
L'articolo si trova in:

Trascrizione della puntata:

Che il peso legato all’essere una delle aree più militarizzate d’Europa consiste anche in alti livelli di complicità e di fatto anche compartecipazione nei vari conflitti in corso, è cosa nota ai più, una conseguenza che è emersa anche nel dibattito sulla recente espansione della Rheinmetall in Sardegna, colosso degli armamenti dietro la cosiddetta fabbrica di bombe sita tra Domusnovas Iglesias e Musei, la cui espansione ha consolidato di fatto l’uso militare del territorio sardo legandolo ancora di più a una funzione bellica industriale. Quando però alla consapevolezza si affiancano dati e ricostruzioni che indicano come le armi prodotte in Sardegna trovino sbocco proprio nei teatri di guerra di cui si parla quotidianamente, il tutto smette di essere una riflessione astratta e assume contorni molto più concreti. In settimana un articolo di Indip, testata di inchiesta e approfondimento che porta avanti nell’isola un lavoro prezioso di informazione, ha rivelato come all’alba del 19 marzo ha attraccato al porto di Cagliari una nave cargo battente bandiera saudita. Secondo quanto appreso da Indip, la nave ha caricato armamenti prodotti dalla Rwm e il carico sarebbe il primo da quando, il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran facendo precipitare l’Asia occidentale in un nuovo conflitto che coinvolge diversi Paesi tra cui l’Arabia Saudita. Quello che scrive il giornalista Raffaele Angius, autore dell’approfondimento, è che il totale stimato sarebbe di circa dodici container da imbarcare. Il tema delle armi prodotte dallo stabilimento sardo è al centro di un dibattito molto acceso, che va avanti da anni anche perché ricordiamo che la normativa italiana, a partire dalla legge 185, vieta l’esportazione di armamenti verso Paesi in guerra o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e anche per questo diverse realtà partitiche e politiche hanno espresso il proprio dissenso (“nessun porto per chi esporta morte” ha ad esempio dichiarato Jacopo Arrais, responsabile sicurezza di Sinistra Italiana Sardegna). Ad infiammare il dissenso anche una successiva nota della sezione italiana della rete Bds – boicottaggio disinvestimento e sanzioni, il movimento internazionale per il sostegno alla causa del popolo palestinese, secondo cui il 24 marzo sarebbe giunta nel porto di Cagliari una nave, la MSC VEGA, la quale trasporterebbe sette container della stessa tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati a Gaza. Sono container che farebbero parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. In merito fra le realtà che si sono da subito attivate per bloccare il traffico anche il comitato sardo di solidarietà con la palestina, il quale ha chiesto un intervento ispettivo urgente al porto di Cagliari anche per valutare se ci sono gli estremi di un sequestro. Giovedì mattina il sindaco Zedda ha dichiarato come sarebbero state avviate le procedure di ispezione del carico, di verifica del contenuto dei container e dei materiali trasportati; “Cagliari è una città di pace”, ha sottolineato. È una notizia in aggiornamento quindi è probabile che già mentre ascoltate questa rassegna ci siano delle ulteriori novità, ci ritorneremo sicuramente la prossima settimana. È quindi un quadro complesso in cui al centro ci sono inoltre sia l’ordine del giorno contro il transito e la movimentazione di ordigni bellici e di armamenti per scopi militari all’interno del porto di Cagliari, approvato dal consiglio comunale del capoluogo a febbraio, sia anche il ruolo dei lavoratori portuali, spesso i primi a trovarsi davanti, concretamente, a questi carichi. Ce ne parla il giornalista Raffaele Angius autore dell’approfondimento uscito su Indip al quale abbiamo chiesto un contributo proprio a partire dal suo articolo in merito alla nave cargo battente bandiera saudita. Vi anticipo che nel suo prezioso commento audio Raffaele Angius fa riferimento a precise tempistiche per cui è importante sapere che quello che sentirete è un audio registrato giovedì mattina

In settimana sono state centrali le notizie legate al referendum sulla giustizia. In Sardegna l’affluenza si è attestata al 52,8% e il No qui ha sfiorato il 60%. I dati dello scrutinio che sono arrivati dalle principali città dell’Isola come riporta RaiNews ci dicono che a Cagliari, il NO si è affermato al 61,2 per cento, a Nuoro, al 69,39 per cento, a Oristano al 57,67 per cento, a Sassari al 63,7 per cento, e a Olbia al 52,57 per cento. I paesi dove il sì si è affermato con maggior forza sono Goni, paese nella città metropolitana di Cagliari dove il 78,76% delle persone votanti ha detto sì ma anche Talana, con il 72,25% e Sant’Antonio di Gallura  con il 67,29% di Sì. Tra gli aspetti centrali nelle cronache innanzitutto la questione relativa l’affluenza: ricordiamo che l’ultimo referendum su lavoro e cittadinanza di giugno 2025 ha visto recarsi al voto il 27,4% degli e delle aventi diritto, la percentuale di quest’ultimo – che ricordo si avvicina al 53% – è simile a quella delle ultime elezioni regionali, pari al 52,3%. Altro aspetto più volte sottolineato è che la cosiddetta Gen Z, la fascia di età 18-28 anni, questa volta ha inciso e in massa ha votato “No”. Ne ha parlato in settimana su La Nuova Sardegna il giornalista Paolo Ardovino avendo come focus una generazione che negli ultimi tempi ha mostrato più di qualche insofferenza – le campagne social, le piazze manifestanti lo testimoniano – anche verso le posizioni tiepide prese dal governo italiano rispetto allo scenario internazionale. Ecco però qui lascio la parola a Chiara Cocco, esponente del Gruppo dei Progressisti nel consiglio del capoluogo, presidente della Commissione consiliare permanente Pari opportunità che è anche la più giovane consigliera comunale nell’attuale legislatura, è stata eletta infatti nel 2024 a 23 anni. Alla consigliera Cocco abbiamo chiesto un commento proprio sulla questione giovanile esteso anche al tema del voto fuorisede, lascio direttamente a lei la parola

La questione decadenza della presidente Alessandra Todde è un capitolo per il momento, definitivamente chiuso. Leggo da CagliariToday che ci spiega come Todde rimane pienamente legittimata nel suo ruolo di presidente della Regione Sardegna: la Corte d’Appello di Cagliari ha infatti parzialmente riformato la sentenza di primo grado sulla decadenza, confermando però la sanzione pecuniaria di 40mila euro. Con la sentenza decisa il 4 marzo 2026 e pubblicata in settimana i giudici d’appello hanno spiegato che “il giudice non può fondare la propria decisione su fatti diversi da quelli contestati dall’amministrazione, pena la violazione del diritto di difesa”. Il Tribunale, infatti, aveva riqualificato d’ufficio la condotta come “omessa presentazione” del rendiconto, ma la Corte ha chiarito che tale mutamento è illegittimo in assenza della procedura corretta: la sanzione della decadenza, si legge in sentenza, può scattare solo “nonostante la diffida a adempiere” entro 15 giorni, atto che il Collegio di Garanzia non aveva mai inviato. Così, la Corte ha dichiarato la nullità della sentenza impugnata ma se la carica è salva, la responsabilità amministrativa è stata invece pienamente confermata. La difesa della governatrice aveva sostenuto di aver presentato una “dichiarazione a zero” perché tutte le spese erano state gestite dal Comitato elettorale M5S. La Corte ha però respinto questa tesi con fermezza, stabilendo che “i contributi e i servizi forniti da tale Comitato ad Alessandra Todde devono essere giuridicamente qualificati come finanziamenti ricevuti da un soggetto terzo”. Per i magistrati – leggo sempre da CagliariToday – la persona candidata non può “schermarsi” dietro un comitato, specialmente se questo raccoglie fondi da privati. Nel confermare la multa di 40mila euro, la Corte ha definito le violazioni come “sostanziali e rilevanti”, tali da aver “vanificato totalmente le finalità di trasparenza della legge”. Ovviamente grande festa non alla corte di Francia ma tra le fila del campo largo e soprattutto del movimento 5stelle, per invece il deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda, “con questo pronunciamento si apre una strada pericolosa: il messaggio che passa è che non saremmo più tenuti a presentare rendicontazione e mandatario elettorale. Basterebbe, in pratica, pagare una sanzione pecuniaria”. Dicevo in apertura che il capitolo sarebbe per il momento chiuso perché a non arrendersi è l’avvocato Riccardo Fercia, componente del collegio regionale di garanzia elettorale che aveva emesso l’ordinanza-ingiunzione contro la presidente Alessandra Todde. L’avvocato Fercia ha dichiarato di voler ricorrere personalmente alla Corte di Cassazione, vedremo come andrà, noi come sempre vi terremo aggiornati e aggiornate

Mi sposto su mediterraneanews che in settimana ha raccontato come sia appena nata la piattaforma web di documentari on demand “Inùefilm”, un progetto che è più una comunità, fatta di filmmaker che raccontano la Sardegna contemporanea, senza cliché e luoghi comuni, con gli strumenti del cinema documentario. Arriva da un’idea dell’associazione culturale 4Caniperstrada in collaborazione con Spazio Bunker, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e dell’Unione Europea nell’ambito del progetto Next Generation EU. Prendendo in prestito dalla lingua sarda la parola “inùe” (“dove?”), Inùefilm si propone come un luogo di incontro tra opere e pubblico. Risponde infatti alle esigenze del pubblico digitale, interessato a conoscere aspetti attuali e meno noti dell’isola attraverso l’efficacia e la potenza delle immagini filmiche, e a quelle delle e dei filmmaker desiderosi di diffondere il loro lavoro attraverso uno spazio dedicato sul web. Il catalogo di “Inùefilm” è inoltre ancora in ampliamento e aperto a chiunque voglia proporre i loro documentari, per l’inserimento nella piattaforma. Una novità che guarda anche al futuro, con la volontà di creare una sezione ad accesso gratuito dedicata ai progetti educativi, ovvero a quelle opere create all’interno di percorsi laboratoriali e di educazione all’immagine nelle scuole, che non nascono per il cinema, ma rappresentano un’importante risorsa che raccoglie gli sguardi delle nuove generazioni.

Le donne lavorano di più e guadagnano di meno, e in Sardegna sono prima di tutto i numeri a raccontare questa disparità strutturale: il tasso di occupazione femminile è inferiore di oltre 14 punti percentuali rispetto a quello maschile – 50,5% contro 64,7% –, quasi una donna su due in età lavorativa ha smesso di cercare un impiego e, quando lo trova, si tratta spesso di lavoro precario, part-time involontario e sottopagato. In settimana abbiamo parlato di questo grazie a un articolo della nostra Sara Brughitta che ci spiega anche come alla situazione già di per sé complessa si somma un carico che troppo spesso resta invisibile: il cosiddetto lavoro di cura, una occupazione de facto seppur non retribuita – che comprende ad esempio i bisogni di assistenza o il lavoro domestico – ancora oggi quasi interamente sulle spalle delle donne. Ne abbiamo parlato attraverso un’intervista alla sociologa Maria Letizia Pruna, con un’analisi che ne mette a fuoco la persistenza e la possibilità, ancora aperta, di infrangerle. Vi leggo una parte delle sua dichiarazioni ma trovate come sempre l’intervista integrale su www.sardegnachecambia.org: “Spesso le donne non vengono considerate voci autorevoli, anche quando lo sono. La stessa dinamica si ritrova nel racconto pubblico: in Sardegna si parla di “isola dei centenari”, al maschile, nonostante le donne siano la grande maggioranza. I dati del 2025 indicano 125 uomini ultracentenari contro 547 donne. Tuttavia, le loro esperienze restano invisibili e mancano politiche specifiche. La disoccupazione femminile viene considerata meno grave, perché il lavoro delle donne è visto come accessorio. Ma oggi aumentano le famiglie monogenitoriali e unipersonali, spesso sostenute da donne”.

Ve l’ho nominata poco fa ma ora lascio direttamente la parola alla nostra Sara Brughitta perché in settimana abbiamo pubblicato anche una sua riflessione sempre a tema referendum ma più specifica, sul linguaggio utilizzato. Passo quindi la parola a Sara Brughitta e alla sua preziosa analisi.

Prima di passare alla parte eventi, annunciamo anche qua che tra qualche settimana il progetto che avete conosciuto fino ad oggi come Sardegna che cambia avrà un altro nome, un’altra immagine e un’altra identità. Prima di raccontare quello che saremo, vogliamo prenderci oggi un momento per spiegare il motivo della scelta. Il gruppo di lavoro nato e cresciuto organicamente all’interno del contenitore attuale si sposterà integralmente a lavorare sul nuovo progetto: un passaggio naturale di un processo di crescita individuale e collettiva che necessitava di uno sbocco diverso. Abbiamo capito di volerci radicare ancora di più nel nostro territorio, senza doverci necessariamente definire in relazione a una narrazione italiana, ma sentendo, in maniera speculare, l’esigenza di poter osservare il rapporto tra la Sardegna e il mondo in modo diretto, senza mediazioni. Senza i due anni insieme a Italia che cambia questo processo di maturazione non ci sarebbe stato. Quel contesto ha incubato ciò che siamo oggi e per questo manterremo un rapporto di scambio e di collaborazione consce e consci di condividere ancora ancora una parte importante di visione. Quello che cambia è il modo in cui scegliamo di stare dentro questo percorso, un passo Oltre ma sempre dentro.

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • Inizio col dirvi che un nuovo ciclo di residenze artistiche anima la comunità di Sant’Antioco nell’ambito del progetto triennale Le parole del mare. Suoni e visioni, promosso da Progetti Carpe Diem. Da sabato 27 a domenica 29 marzo sono infatti in programma le restituzioni aperte al pubblico, negli spazi del MuMa Hostel, dopo una fase di studio in residenza cominciata martedì 17. Per questa nuova tappa sono due i progetti sviluppati, entrambi attraversati dal tema dell’acqua come elemento generativo, mettendo al centro il mare come spazio fisico e simbolico. Il primo progetto, Sant’Antioco – Il mare e le sue storie, nasce dalla rielaborazione teatrale di una parte della ricerca storico-antropologica LUDiCa 23, promossa dal Dipartimento di Lettere dell’Università di Cagliari. Il secondo progetto, RE – Prologo per un nuovo inizio, è realizzato in collaborazione con la compagnia francese Rosamiranda, che si configura come un’indagine sul desiderio di ricominciare. Le restituzioni pubbliche andranno in scena al MuMa Hostel sabato 28 alle 17,30 e alle 18,30 e domenica 29 alle 9 e alle 12. 
  • Vi segnalo anche che la compagnia internazionale Nestor Theater Company di Kevin Arduini approda in Sardegna con lo spettacolo “Ulisse nell’occhio della Maga Circe”, uno spettacolo ispirato ai colori della Sardegna e all’arte dello spagnolo Antoni Gaudì, al Teatro Civico di Sassari il 28 marzo, alle 20:30. Sul palcoscenico un’alchimia di danza, musica dal vivo, recitazione e canto trasporterà il pubblico nella magia dell’Odissea, rendendolo partecipe delle peripezie affrontate dall’eroe Ulisse, di ritorno a Itaca dopo i dieci anni passati a combattere nella Guerra di Troia. Tra l’altro, la regia è del giovane e poliedrico regista italiano Kevin Arduini, ballerino di fama internazionale che danzerà eccezionalmente nei panni di Ulisse, mentre Circe è interpretata dal noto soprano Lorella Fabrizi, di rivendicata origine sarda. Non perdetevelo!
  • Infine, vi ricordo che ancora per poco a Cagliari è visitabile la mostra “Plissè semper Plissè”. C’è il costume indossato da Maria Callas nella Medea di Pier Paolo Pasolini, disegnato da Piero Tosi e realizzato dalla Sartoria Tirelli Trappetti. Ma anche abiti e costumi di Roberto Capucci, Max Mara; Angelo Figus; Antonio Marras; Luciano Bonino. L’elemento comune è appunto il Plissé, l’arte antica di piegare un tessuto con una tecnica che si manifesta già nell’Auriga di Delfi e si ritrova nelle pieghe degli abiti femminili della tradizione sarda. La mostra si trova alla Cittadella dei Musei e può essere visitata al prossimo 7 aprile. Vi piacerà, ne sono certo

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