1 Giu 2014

La nuova cultura dell'Italia che cambia

  Colori, odori, facce, occhi, incontri. Persone, persone vere intendo, non quelle chiuse in prigioni di smog, luoghi comuni, maschere […]

 
Colori, odori, facce, occhi, incontri. Persone, persone vere intendo, non quelle chiuse in prigioni di smog, luoghi comuni, maschere utili per sopravvivere agli altri, fuggono dall’analista per poter fare l’unica vera chiacchierata della settimana. Persone che ti vedono e vogliono sapere, abbracciare le tue idee per farle crescere con innesti di buon umore, esperienza, curiosità, saper fare.
Ci accolgono come elementi affini, uniti dalla luce che abbiamo neglio occhi, desiderosi di conoscere nuove prospettive. Si mangia prodotti cucinati con amore, spesso non solo cucinati ma anche coltivati, si parla di tante cose nuove, sconosciute e bellissime, così belle che il tuo spirito cittadino s’innalzalibra desideroso di scappare da quel sistema innaturale creato per renderci tutti uguali, tutti spaventati, ma soprattutto tutti lontani.
Questo è diffondere cultura, questo è fare politica: elimina le distanze, mantieni le differenze.
 
Caterina
 
IMG_5815
 

Articoli simili
"Siamo fatti per questi tempi?": riflessione sul sentiero dell'economia

"Quando Troia era solo una città", un mondo diverso è possibile, anzi è già esistito!

Invecchiamento attivo: il Piemonte valorizza nuove risorse per l’intera comunità

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

|

E se il Covid ci avesse indicato la via per risolvere la crisi della scuola italiana?

|

In Piemonte c’è una “foresta condivisa” di cui tutti possono prendersi cura

|

IT.A.CÀ: in viaggio per il levante ligure per riconquistare il diritto a respirare

|

Pitaya: «Realizzo assorbenti lavabili per diffondere consapevolezza e sostenibilità»

|

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti