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22 Mag 2015

Nuova Zelanda: “gli animali sono esseri senzienti”

Scritto da: Tamara Mastroiaco

Chiunque abbia la fortuna di condividere la vita con un animale domestico o con un animale considerato purtroppo da reddito sa riconoscere nelle sue espressioni, nel suo modo “alternativo” di comunicare, nel suo sguardo, le diverse emozioni.   “Gli animali non sono cose, né macchine” cita l’art.1 di “Ogni specie di libertà. Carta dei Diritti […]

animale bambinoChiunque abbia la fortuna di condividere la vita con un animale domestico o con un animale considerato purtroppo da reddito sa riconoscere nelle sue espressioni, nel suo modo “alternativo” di comunicare, nel suo sguardo, le diverse emozioni.

 

“Gli animali non sono cose, né macchine” cita l’art.1 di “Ogni specie di libertà. Carta dei Diritti degli Animali di Gorgona”, un patto composto da 36 articoli, sancito dal veterinario Marco Verdone, insieme ad altre autorevoli voci. La Carta, infatti, è un’alleanza speciale nata tra detenuti e animali sull”isola-carcere, dove l’uomo ha scelto di non uccidere più i suoi “compagni di viaggio”, sognando un mondo senza gabbie e prigioni.

 

Gli altri animali non devono essere collocati nell’area semantica concettuale delle “cose”; non sono semplici oggetti da comprare, vendere, usare, mangiare, scambiare, sfruttare, ma esseri che hanno una forma di intelligenza, in grado di provare dolore, forme di sofferenza (anche al di là di quella fisica), emozioni come la tristezza e la felicità.

Alle voci fuori dal “coro” di animalisti, scienziati e filosofi che da anni affermano ciò, si uniscono quelle dei legislatori. La Nuova Zelanda, infatti, con un emendamento, ha riconosciuto giuridicamente gli animali come esseri senzienti. La nuova legge stabilisce che essi sono in grado di percepire e provare sensazioni, essendo dotati di sensi e sensibilità.

 

“Dire che gli animali sono senzienti equivale a affermare esplicitamente che essi possono vivere emozioni positive e negative, compreso il dolore e l’angoscia” commenta la Dott.ssa Virginia Williams, Presidente di National Animal Ethics Advisory Committee (NAEAC). Che gli animali non “umani” provano emozioni simili alle nostre lo sperimentiamo tutti i giorni. Gli animali domestici, che vivono in contesti urbani, se lasciati soli per molte ore, possono manifestare insicurezza, malessere, comportamenti anomali dovuti alla cosiddetta ansia da separazione.

 

Tutti gli animali, da reddito, da compagnia e selvatici soffrono sensibilmente se maltrattati, trascurati o se costretti a vivere in luoghi non adatti etologicamente alla specie. Lo si vede dagli occhi, dal modo di rapportarsi con l’ambiente circostante, dai comportamenti stereotipati che esprimono disagio e inquietudine. Ci sono animali che si lasciano morire quando perdono il “proprietario”, che soffrono di solitudine o subiscono gli effetti della noia sino ad arrivare a forme di depressione forte se chiusi in una gabbia, tanto per fare degli esempi. Potrei continuare a citare tante situazioni in cui gli altri animali esprimono il proprio dolore, disagio, sofferenza, con comportamenti simili a quelli “umani”.

 

zampe e piedi

 

Steve Merchant, Presidente della New Zealand Veterinary Association, ha dichiarato: “Le aspettative riguardanti il benessere degli animali stanno rapidamente cambiando. Certe pratiche verso gli animali, che un tempo erano all’ordine del giorno, ora non sono più tollerate o accettabili. Con l’approvazione del disegno di legge, la legislazione neozelandese si è adeguata al mutato atteggiamento della nazione per quanto riguarda lo stato degli animali nella società.”

 

L’obiettivo è di fornire maggiore chiarezza, trasparenza e migliore applicabilità delle leggi riguardanti il benessere degli animali, prevedendo un sistema di classificazione delle pene, maggiori controlli e il divieto dell’uso degli animali per la sperimentazione di prodotti cosmetici. Il concetto di essere senziente, che presuppone una serie di tutele e prerogative verso gli animali non umani, era già stata inserito nel Trattato di Lisbona nel 2007, sancendone alcuni diritti.

 

Sebbene sia stato un passo necessario a garantire maggiore protezione degli animali in Europa, il Nuovo Trattato dell’Unione europea non ha apportato un cambiamento significativo per gli animali, i quali sono ancora ampiamente sfruttati e utilizzati in diversi ambiti: vivisezione, allevamenti, spettacoli con gli animali nei circhi, zoo, ecc. Le dichiarazioni contenute in esso, però, possono essere sfruttate per future iniziative di legge che siano più restrittive o creare maggiori problemi (logistici ed economici) a chi sfrutta gli animali. Chissà, forse, i legislatori neozelandesi, potrebbero essere stati ispirati proprio dal suddetto Trattato!

 

 

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