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7 Gen 2016

Io faccio così #102 – Cooperativa Zanardi: l'azienda chiude? La riaprono i lavoratori!

Scritto da: Daniel Tarozzi

La Cooperativa Lavoratori Zanardi nasce dal tentativo di dare seguito ad un’impresa storica di Padova, il Gruppo Editoriale Zanardi, che nel 2013 è andato in crisi. I lavoratori dell’azienda non si sono arresi: ne è nata una newco, che si è poi data la forma della Cooperativa, ed i dipendenti si sono trasformati in soci. Questo tipo di operazione viene definita “workers buy out”. Un esempio di chi non si arrende al declino, di chi trova la forza di combattere… e di vincere anche.

L’Italia è un Paese dalle forti tradizioni artigianali e il Veneto ospita molte di queste realtà storiche nel settore tessile, calzaturiero e non solo. Negli ultimi anni, però, molte di queste realtà hanno dovuto chiudere per la globalizzazione del mercato, la crisi e – in alcuni casi – per scelte strategiche errate. In sempre più casi, per fortuna, di fronte a situazioni di questo tipo i dipendenti, gli operai, i collaboratori dell’azienda entrata in crisi, decidono di attivarsi per salvare il posto di lavoro e il futuro dell’azienda in questione rilevandola o riaprendola con un altro nome dopo un eventuale fallimento. Questo tipo di operazione viene definita “workers buy out (1)” ed è quello che è accaduto a Padova, presso il Gruppo Editoriale Zanardi.

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Tutto ha avuto inizio in seguito ad alcuni eventi drammatici. La storica azienda veneta, protagonista nel settore delle rilegature, si è trovata infatti sull’orlo del fallimento e purtroppo uno dei due titolari ha deciso di togliersi la vita. Come se non bastasse, il Gruppo ha dovuto subire nello stesso periodo anche un furto di cavi di rame che ha colpito ulteriormente l’azienda togliendole l’alimentazione elettrica.

L’impatto combinato di questi fattori è stato devastante per i dipendenti del Gruppo, ma dopo lo shock, una parte di essi ha deciso di reagire agli eventi avversi formando una cooperativa, la Cooperativa Lavoratori Zanardi , che si è subito attivata con un duplice obiettivo: recuperare i clienti storici del precedente Gruppo Editoriale e ri-assumere il maggior numero possibile di ex-dipendenti e colleghi.

Mario Grillo, attuale Presidente della Cooperativa ci racconta le vicende intercorse nell’ultimo anno e mezzo, mentre intorno a lui e nelle stanze accanto fervono i lavori di rilegatura e creazione di nuovi prodotti editoriali artigianali.

 La Cooperativa Lavoratori Zanardi nasce dal tentativo di dare seguito ad un impresa storica di Padova, il Gruppo Editoriale Zanardi

La Cooperativa Lavoratori Zanardi nasce dal tentativo di dare seguito ad un impresa storica di Padova, il Gruppo Editoriale Zanardi

“Questa cooperativa nasce come tentativo di dare continuità ad un’impresa storica di Padova: il Gruppo editoriale Zanardi noto nel settore dei libri di una certa dimensione, di grande formato, soprattutto dedicati alla fotografia, all’arte. È una nicchia che non sta cedendo nonostante l’avvento del digitale, perché composta da prodotti non sostituibili dall’elettronica: libri belli, quasi oggetti d’arte, che la gente tiene in casa in bella mostra.
Ecco perché la rilegatura di questi libri richiede una precisione e una qualità dell’esecuzione tipica del lavoro artigianale, pur essendo un’attività che avviene all’interno di una piccola industria”.

Gli chiediamo quale sia stata la difficoltà più grande. Non ha dubbi: “Ci siamo dovuti scontrare con la burocrazia, il tribunale e i sindacati. Le cose si sono complicate più del necessario, ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.

La cooperativa è nata con quattordici persone; all’avvio dei lavori erano in ventuno; adesso i soci sono ventisette, più sette/otto persone che lavorano in funzione del carico di lavoro.
“Prima della crisi lavoravano nel Gruppo un centinaio di persone, la nostra ambizione sarebbe di arrivare ad occuparne almeno la metà” ci spiega Grillo e aggiunge “il Gruppo Zanardi fatturava dodici milioni di euro, ora noi ne fatturiamo due e mezzo, ma siamo appena nati!”.

Il capitale iniziale è stato fornito in gran parte dall’investimento della “mobilità” dei soci che hanno quindi deciso di rischiare in prima persona, raccogliendo circa 450.000 euro.

“Una buona parte della clientela storica del Gruppo Zanardi– continua Grillo – ha deciso di fidarsi di noi ed è stata contenta della scelta! Per fortuna, siamo riusciti a mantenere nel nuovo soggetto giuridico le competenze principali inerenti la fase della legatoria. La maggioranza dei fornitori, inoltre, è rimasta a collaborare con noi, compresi quelli che forse erano stati penalizzati dalla precedente gestione.

Banca Etica  ci ha aiutato in due modi: erogandoci il finanziamento che ci ha permesso di partire in attesa di ricevere la mobilità e stanziando un fido commerciale che ci serve per gestire pagamenti e incassi.
Il prossimo anno vogliamo aumentare del 30% il nostro fatturato anche per riportare in azienda una cinquantina di persone”.

La Cooperativa è costituita da un team di specialisti dall’esperienza pluriennale nel campo della legatoria di prodotti editoriali di pregio

La Cooperativa è costituita da un team di specialisti dall’esperienza pluriennale nel campo della legatoria di prodotti editoriali di pregio

I presupposti ci sono tutti. Esperienze come queste dimostrano che di fronte ad un evento drammatico si può reagire in due modi: arrendendosi o attivando il pensiero laterale che porta a cercare nuove soluzioni di fronte a nuovi problemi. I lavori della Cooperativa Zanardi hanno scelto la seconda strada e i risultati li stanno premiando. È stato fondamentale puntare su un prodotto tipico italiano, decenni di storia, contatti personali, fiducia, finanza etica e capacità artigianali difficilmente replicabili.

Una sfida rischiosa, difficile, certo. Difficile, ma possibile e per fortuna realizzabile proprio in Italia, proprio ora.

1. L’operazione nasce in seguito alla messa in liquidazione o al fallimento dell’azienda. In questo caso i lavoratori si riuniscono in cooperativa e si propongono di prendere in affitto o acquisire l’azienda dal liquidatore o dal curatore fallimentare. Per farlo utilizzano propri risparmi e l’indennità di mobilità.

Il sito della Cooperativa Lavoratori Zanardi 

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