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31 Ott 2018

Michelangelo Lacagnina: l'arte, la Sicilia e il quotidiano – Meme #13

Scritto da: Paolo Cignini

Michelangelo Lacagnina è un artista di Caltanissetta, che ha fatto dell’amore per la Sicilia il fulcro delle sue creazioni e decorazioni. Lo abbiamo incontrato nel suo studio, dove ci ha parlato del suo percorso artistico, costellato di oggetti, colori, tele, sperimentazioni e di… Sicilia.

“Già a cinque anni avevo una fortissima attrazione per i colori e per tutto ciò che fosse disegnato. Sperimentavo, tagliavo, incollavo: lavoravo d’istinto, caratteristica che ho conservato con il passare degli anni. L’arte è con me fin dai primi giorni della mia vita”. Siamo a Caltanissetta, in Sicilia, luogo di nascita e di vita dell’artista e interior designer Michelangelo Lacagnina. Nel suo studio, tra libri fotografici e manuali artistici, spiccano i vivi colori delle sue tele e la lucentezza del suo sorriso.

 

Fin dai primi anni della sua vita Michelangelo è affascinato dalla pittura, dalla scultura, da intagli e intarsi, e a partire dagli anni Ottanta comincia un percorso artistico che l’ha portato ad importanti collaborazioni e ad esposizioni in Italia e nel Mondo, sempre con un grande amore nel cuore: la Sicilia e il quotidiano.

 

 

“Il mio rapporto con l’arte? Non potrei farne a meno, oggi. È vero che il mio lavoro è quello di interior designer, ma l’arte e la creazione mi hanno accompagnato fin qui e hanno fatto sempre parte di me. Nelle mie opere e nella loro diversa forma, c’è un tema in comune: la Sicilia. Tramite l’utilizzo dei colori, voglio comunicare la solarità, l’energia, l’esplosività della mia terra, nella quale ho deciso di rimanere a vivere per continuare a valorizzarla: ho ricevuto alcune proposte per andare a vivere altrove, ma il mio posto è qui”.

 

Uno degli elementi caratteristici che ha ispirato l’opera di Lacagnina, e il suo amore per la sua terra, è il Carretto Siciliano, simbolo caratteristico dell’arte popolare siciliana. Il carretto è un simbolo caratteristico dell’arte popolare siciliana: è un mezzo a trazione animale utilizzato per il trasporto, solitamente usato in Sicilia (e non solo) a partire dagli ultimi anni del XVIII secolo.

 

La caratteristica dei Carretti Siciliani sta nella loro decorazione: sgargianti, colorati, variopinti, con la predominanza del giallo, del rosso e del blu, ogni parte dell’oggetto raffigura una scena, a volte ispirata al mito e a volte al quotidiano. Un oggetto di uso comune, divenuto nel corso del tempo un’opera d’arte.

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Durante il suo percorso artistico, Lacagnina è stato contattato da un importante marchio per decorare una serie speciale di frigoriferi d’arte, e nella realizzazione si è fortemente ispirato al Carretto: “Da sempre ho avuto un forte interesse, nella mia arte, per il quotidiano. Nelle mie opere amo raffigurare scene di vita della Sicilia, la bonaria ma straordinaria semplicità delle persone, dei lavoratori e della natura. Per quanto riguarda questo lavoro, ho prodotto otto frigoriferi a tema, dipinti a mano, ognuno raffigurante uno spaccato della vita qui in Sicilia: dalla battuta di pesca ai Pupi siciliani, dalle prelibatezze culinarie all’orgoglio della nostra pasticceria. Si tratta di una riproduzione, personalizzata, delle mie tele come decorazione su un oggetto di uso quotidiano, una sorta di rappresentazione dello scorrere della vita che mi rende molto orgoglioso”.

 

D’altronde, non esiste solo la pittura nell’esperienza artistica di Michelangelo Lacagnina: “Nella mia produzione artistica ho un rapporto particolare con gli oggetti, culminata nella produzione dei frigoriferi: in passato ho realizzato più di duemila decorazioni di bottiglie, intese come pezzo d’arredamento, così come ho realizzato la decorazione di pannelli da utilizzare come basamento per piani da lavoro. Sono interessato al legame che si crea tra l’oggetto e l’artigianalità, perché uno dei grandi potere dell’arte è il legame che riesce a creare tra il manufatto e il suo possessore. Un oggetto, prima anonimo tra gli anonimi, grazie all’arte diventa un pezzo unico, quasi un affetto”.

 

Per maggiori informazioni sulle opere di Michelangelo Lacagnina clicca qui 

 

Intervista: Daniel Tarozzi
Riprese e montaggio: Paolo Cignini

 

 

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