Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
3 Giu 2019

L’Italia che Cambia di nuovo in Casentino

Scritto da: Daniela Bartolini

L'Italia che Cambia si ferma in Casentino! Quattro giorni di confronto tra i giornalisti che raccontano, mappano e mettono in rete l'Italia che è già cambiata. Un evento pubblico per presentare il libro “E ora si cambia - 500 azioni per gli individui, le imprese e le istituzioni che vogliono ricostruire il paese”. E un momento di incontro con le realtà del territorio. Giovedì 20 giugno presso la Sede della Fondazione Baracchi.

“Italia che Cambia è una testata giornalista, un progetto che punta a far emergere l’Italia che è già cambiata e a contribuire alla costruzione di un nuovo paradigma culturale, un nuovo modo di vivere e agire”, un’idea che in Casentino abbiamo avuto modo di condividere spesso grazie alla grande sinergia che nel 2015 ha visto la realizzazione di Casentino che Cambia.

Il Casentino è stato infatti il territorio-laboratorio del progetto dei portali territoriali di Italia che Cambia. Un focus nel territorio per entrare nel dettaglio di quello che sarebbe difficile incontrare e raccontare altrimenti, e offrire strumenti per facilitare l’incontro e il circolo virtuoso di idee e progetti. Un esperimento che, grazie all’essenziale sostegno della Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, che ha accompagnato e curato Casentino che Cambia con grande dedizione, ha permesso la messa a punto di un modello che ha portato alla progettazione dei portali regionali di Italia che Cambia. Il primo, Piemonte che Cambia, è stato inaugurato due anni fa.

Vuoi cambiare la situazione di informazione e comunicazione in italia?

ATTIVATI

L’obiettivo di tutti i progetti di Italia che Cambia continua ad essere quello di raccontare, mappare, mettere in rete quel pezzo di paese che di fronte a un problema si attiva per cambiare concretamente le cose, senza delegare o aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto.

Ogni giorno Italia che Cambia parla dunque di cambiamento, ed è un compito arduo che non può fare a meno di un lavoro su se stessi da una parte e di un lavoro sul gruppo dall’altra. Italia che Cambia è infatti un progetto collettivo, di tutti noi in senso più ampio, ma anche di un gruppo di professionisti sparsi lungo lo stivale. Un gruppo di giornalisti che necessita forse più di altri, proprio per la sua dislocazione geografica e per il tema di cui si occupa, di momenti di pausa e confronto dal vivo.

Ogni tre, quattro, mesi i soci e il gruppo operativo si ritrova per condividere insieme un tempo e uno spazio dedicato, fondamentale per nutrire il continuo Viaggio nell’Italia che Cambia. Un momento di ascolto, riflessione, per apprendere, rinnovare, ripartire, crescere e costruire nuove visioni e azioni.

Ed è proprio in Casentino che abbiamo deciso di fermarci per disegnare la nuova visione del progetto, in un momento cruciale che vedrà concretizzarsi a breve la realizzazione di un nuovo sito e nuovi strumenti e informazioni che ci aiutino ad orientarci e a comprendere meglio come agire.

Quattro giorni non solo di “ritiro” ma anche di apertura, nella splendida cornice della Sede della Fondazione Baracchi a Bibbiena, che si apre così anche alla residenza e all’incubazione di progetti. Sarà infatti previsto un momento di incontro con le realtà e le persone, curiosi o attivisti, interessate a far conoscere le proprie realtà o a confrontarsi, giovedì 20 giugno dalle ore 18 alle 20.

La stessa sera alle 21, attraverso la presentazione del libro “E ora si cambia – 500 azioni per gli individui, le imprese e le istituzioni che vogliono ricostruire il paese, curato da Andrea Degl’Innocenti e Daniel Tarozzi ed edito da Terra Nuova e Arianna Editrice, ci sarà un momento pubblico di presentazione e confronto sull’Italia e il Casentino che Cambia e su come possiamo orientarci muovendoci sul difficile crinale del cambiamento sia personale che collettivo.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Città o paesi, dove abiteremo in futuro? – Io Non Mi Rassegno #234

|

Paolo Pallavidino: “Vado a vivere sotto i ponti per affrontare le mie paure”

|

Il Visual Garden di Ilaria: “Cambio vita e lancio un progetto per valorizzare il centro storico di Genova”

|

La scuola italiana è in crisi, ma un aiuto può arrivare dall’homeschooling

|

Il turismo responsabile che in Campania sostiene l’impegno sociale

|

Un’altra politica esiste già. Incontro con Marco Boschini ed i Comuni Virtuosi – Dove eravamo rimasti #1

|

Un sogno di comunità per riportare in vita il borgo rurale di Oscata

|

La sfida di Marco: si licenzia e fa il fotografo freelance… anche per suo figlio