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6 Set 2019

L’autunno non violento del Centro Sereno Regis

Scritto da: Daniela Bartolini

Dal 2 al 5 ottobre si terrà a Torino il Festival della Nonviolenza e della Resistenza Civile organizzato dal Centro Studi Sereno Regis. Quattro giorni di analisi e confronto, presentazioni, laboratori partecipativi, proiezioni, letture e testimonianze, mostre, presidi e flash mob, per offrire esempi concreti e azioni praticabili da realizzare. In partenza ad ottobre anche il corso “Cosa sapere e cosa fare di fronte all’ odio e alla violenza online”, trenta ore di formazione gratuita sul tema dell’Hate Speech (incitamento all’odio) online e offline.

Il Centro Studi Sereno Regis è un centro di ricerca, educazione e azione che dal 1982 promuove attivamente una cultura di pace e nonviolenza, in cui la non violenza è intesa nel suo senso più ampio che “significa riconoscere che ogni essere, vivente e non vivente, è interconnesso, e che le nostre azioni dovrebbero sempre essere reversibili”. Agisce prendendo in considerazione tutte le forme di violenza: diretta, culturale e strutturale e sviluppando il proprio impegno su tre aree complementari: ricerca (per dimostrare che la nonviolenza è possibile), educazione (per insegnare cosa vuol dire applicare la nonviolenza nella società) e azione (perché la nonviolenza funziona solo quando è una spinta dal basso per il cambiamento). L’idea di pace che vi soggiace, come riporta il sito del Centro, prevede non solo l’assenza di guerre e/o di conflitti armati, ma anche la giustizia sociale (poiché non vi è pace senza giustizia), il rispetto per l’ambiente e le generazioni future, l’attenzione e l’ascolto dell’altro – dal livello intrapersonale (gli aspetti difficilmente accettabili di sé), a quello interpersonale, sociale e macrosociale (le culture diverse).

Due importanti appuntamenti arricchiranno i prossimi mesi, con un’anteprima il 24 settembre con l’incontro con Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo. L’incontro di martedì 24, dal titolo “Il disarmo come aspetto strutturale della nonviolenza politica”, sarà anche occasione per la presentazione del Festival della Nonviolenza e della Resistenza Civile che si terrà dal 2 al 5 ottobre. Un festival che intende offrire esempi concreti e azioni praticabili da realizzare, dando voce a diverse realtà, e che si articolerà in tre filoni: per il rispetto dei diritti umani, per la protezione degli ecosistemi e la tutela delle comunità, per la pace di tutti i popoli.

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Crisi migratoria, crisi ambientale, guerre. Questi tre processi sono tra loro strettamente collegati. È infatti evidente che molti fenomeni migratori sono, da un lato, il frutto dei cambiamenti climatici che provocano siccità e inondazioni e che insieme ai processi di modernizzazione (costruzione di grandi opere, landgrabbing, sostituzione del naturale con l’artificiale…), obbligano intere popolazioni a trasferirsi dal loro abituale contesto di vita; dall’altro molte migrazioni sono le conseguenze delle guerre per l’accaparramento delle risorse e per il controllo geopolitico del mondo, che devastano intere regioni costringendo le popolazioni civili a cercare rifugio altrove. In questo contesto, la violenza e la violazione dei diritti umani, la chiusura nazionalistica fino alla xenofobia e al razzismo sono le strade che vengono individuate come le uniche percorribili per garantire la sicurezza e la salvaguardia dei nostri privilegi. Pensiamo invece che si possa costruire una cultura, una società, un modello di sviluppo diverso da quello fondato sul paradigma dominante della violenza e della guerra, della disuguaglianza e dello sfruttamento degli esseri umani e della natura.”

È così che il Centro Sereno Regis presenta questo importante appuntamento che si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico e mettere in relazione tra loro gruppi nonviolenti che operano in diversi ambiti; offrire molteplici opportunità di coinvolgimento a chi desidera sostenere l’opzione nonviolenta e impegnarsi direttamente e porre le basi per la realizzazione di momenti di formazione generale ai fondamenti teorici e alle metodologie concrete dell’azione nonviolenta.

In questa rassegna ci saranno momenti di analisi e confronto, presentazione di libri, laboratori partecipativi, proiezioni, letture e testimonianze, mostre e altre espressioni artistiche, presidi e flash mob, che si svolgeranno in diverse sedi: il Centro Studi Sereno Regis, in via Garibaldi, 13, l’Infopoint di Emergency, corso Valdocco, 3, il Collegio degli Artigianelli, corso Palestro, 14, l’Università di Torino.

Sul fronte delle riflessioni e azioni, da ottobre a novembre, si terrà anche un ciclo di incontri di formazione sul tema dell’Hate Speech, la comunicazione che esprime e diffonde l’odio, che sostiene il pregiudizio e che si è largamente diffusa con l’avvento dei social network. La formazione gratuita di 30 ore prenderà inconsiderazione l’Hate Speech sia nelle sue forme online che offline, partendo dalla domanda “Cosa posso fare io?” affinché l’attivista non violento possa elaborare modalità di azione.
Durante la formazione si alterneranno esperti, ricercatori e attivisti volontari per sensibilizzare e preparare i partecipanti su come riconoscere, monitorare e denunciare l’Hate Speech Online e offline (sul territorio) e su come contrastare l’Hate Speech, attraverso la costruzione di narrazioni positive, attività educative e contributi al monitoraggio online e offline delle reti d’odio.

La formazione alterna attività seminariali con discussioni in plenaria e piccoli gruppi, con attività esperienziali e proprie dell’educazione non formale ed è realizzata in un’ottica di apprendimento reciproco.

Dopo gli incontri formativi si possono anche scegliere alcune attività in cui impegnarsi, tra cui: contribuire all’European Monitoring Exercise, per testare la prontezza e la sensibilità dell’opzione Banning and Moderation dei social network rispetto a contenuti discriminatori (per saperne di più http://serenoregis.org/2019/02/13/hate-speech-e-social-network/); fare ricerca e sperimentare una campagna per il linguaggio positivo online; progettare network e partnership con associazioni locali e internazionali, monitorare le reti d’odio attive online e offline sul contesto torinese; partecipare alle iniziative di Educazione alla Pace nelle scuole superiori di Torino e all’organizzazione di eventi di sensibilizzazione sul tema dell’Hate Speech sul territorio.

La partecipazione è libera e gratuita, può essere riconosciuta come tirocinio curriculare e come progetto di Alternanza Scuola-lavoro (prendendo accordi con l’ente). Per presentare la propria domanda di iscrizione è necessario compilare il modulo sul sito del Centro entro il 30 settembre.