10 Gen 2020

Il bosco di pioppi nella Terra dei fuochi: una storia d’impegno, amore e bellezza

Scritto da: Redazione

Maria de Biase, preside virtuosa di una scuola pubblica del Cilento, racconta la storia di un progetto sostenibile realizzato con coraggio in un luogo devastato dall'inquinamento e dalla criminalità. Un'opera di recupero ecologica ed efficiente nella Terra dei fuochi che oggi rischia di essere interrotta.

Napoli - C’era una area fortemente avvelenata a Giugliano in Campania, terra dei fuochi. Poi c’era un progetto di bonifica, come tanti altri, tanti milioni di euro, denaro pubblico. Ne sarebbe risultato un lavoro enorme, di asportazione di terra e veleno per portarlo chissà dove, con costi enormi. Bruttura su bruttura, devastazione su devastazione, distruzione su distruzione che avrebbe arricchito solo la camorra. Sappiamo che è così che funziona, la camorra inquina, la camorra si occupa delle bonifiche.

Invece è successo che il commissario alle bonifiche ed un gruppo di studiosi della facoltà di agraria dell’università di Napoli, coordinato dal prof. Massimo Fagnano hanno realizzato un progetto differente, improntato all’attenzione ed alla cura della terra. E così nei terreni sequestrati ai clan, dov’erano stati sotterrati veleni e rifiuti industriali è stata attivata un’opera di recupero totalmente affidata alla tecnologia ed alla Natura.

bosco

Un intervento alternativo, pulito, a basso costo: sono stati piantati 20.000 pioppi, le cui radici stanno assorbendo i metalli pesanti in profondità. Il terreno è stato cosparso di compost arricchito con batteri capaci di metabolizzare gli idrocarburi. Il tutto è costato “solo” 900.000 euro rispetto ai molti milioni di euro che prevedeva il progetto iniziale. In questi anni gli alberi sono diventati un bel bosco, sono ritornati gli animali selvatici e gli uccelli, arrivano gli alunni delle scuole, le macchine monitorano la diminuzione dei veleni, un vero miracolo.

Eppure l’area non è stata affidata, il commissario da qualche settimana è in pensione e la Regione Campania non ha ancora individuato né il successore né un organismo a cui affidare il bene bonificato. Intanto da qualche mese è già cominciata la devastazione degli uffici e delle apparecchiature.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Un modello virtuoso, efficace ed efficiente, una sperimentazione ecosostenibile, un esempio di legalità che si potrebbe replicare nelle mille terre avvelenate del nostro Paese rischia di essere dimenticato e, fatto gravissimo, di essere distrutto e le persone che vi hanno lavorato lasciate sole ed esposte. Persone che hanno avuto il coraggio di intraprendere percorsi differenti, di non utilizzare denaro pubblico per opere costose ed inutili, di occuparsi della nostra terra con cura per recuperare natura e bellezza.

Vorrei portare a conoscenza i grandi movimenti ambientalisti italiani di questa storia. Non vorrei apparire troppo esigente se affermo che se ne dovrebbe occupare la Politica, Libera, la Magistratura, le Associazioni, , Cittadinanza Attiva, i Giornalisti sensibili ed attenti al tema e che non si lasciasse solo chi ha provato a costruire un modello di risanamento della nostra terra in maniera seria, attenta e naturale, mettendosi anche contro il grande potere della camorra. Se ci siete datemi una mano a diffondere e a condividere questa bella storia prima che diventi una storia triste.

Qualche precisazione da parte della preside Maria De Biase:

1: il commissario De Biase è stato collocato in pensione qualche settimana fa ma questo non è determinante per l’eventuale, doverosa riconferma dell’incarico.
2: i progetti realizzati sono due: a) la messa in sicurezza della discarica RESIT, con la realizzazione del parco dei pioppi per il quale non è stato individuato l’Ente al quale il dott. De Biase dovrà consegnarlo per la manutenzione e la gestione; b) il sito di San Giuseppiello per il quale il custode giudiziario ha assegnato all’università di Napoli il compito di manutenzione e gestione. Quindi il sito a rischio è quello della RESIT.

Per saperne di più:

Attacco alle bonifiche. Risanamento a rischio nella Terra dei fuochi

18 mila pioppi per bonificare la terra dei fuochi: ecco la rivoluzionaria tecnica made in Italy

Articoli simili
Permacultura Sicilia: resilienza e autosufficienza per un futuro sostenibile
Permacultura Sicilia: resilienza e autosufficienza per un futuro sostenibile

'Nessun dorma': 11 luglio in piazza contro l'inceneritore di Parma

Fanghi inquinanti e condoni edilizi: i punti più controversi del “decreto Genova”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

|

E se il Covid ci avesse indicato la via per risolvere la crisi della scuola italiana?

|

In Piemonte c’è una “foresta condivisa” di cui tutti possono prendersi cura

|

IT.A.CÀ: in viaggio per il levante ligure per riconquistare il diritto a respirare

|

Pitaya: «Realizzo assorbenti lavabili per diffondere consapevolezza e sostenibilità»

|

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti

|

Marta: donne e antiproibizionismo per il futuro della canapa italiana