18 Feb 2020

Demercificare e rilocalizzare: così la decrescita felice può diventare realtà

Scritto da: Redazione

La decrescita felice è una priorità, ma serve un'evoluzione culturale per implementarla. In particolare è necessario ripensare l'economia riducendo gli spostamenti delle persone e delle persone e “demercificando” una buona parte delle produzioni, ritrovando il valore della convivialità e dell’autoproduzione. È quanto emerge dalla riflessione del Gruppo Tematico Economia e Decrescita del Movimento per la Decrescita Felice.

Prosegue con intensità il lavoro del Gruppo Tematico Economia e Decrescita del Movimento per la Decrescita Felice: la proposta di riflessione sul ruolo del lavoro retribuito formulata attraverso il questionario nel settembre scorso, i cui risultati sono presentati in questo articolo, ha permesso al gruppo di studio di predisporre un opuscolo divulgativo che prova a dare risposta ai tanti quesiti emersi dal sondaggio.

La proposta di percorso presentata nell’opuscolo prevede una completa revisione del ruolo del lavoro retribuito attraverso una rifocalizzazione dei sistemi fiscali, formativi, previdenziali, dei servizi pubblici che viene “liberato” dall’ossessione dell’occupazione – e della disoccupazione – alla quale oggi si sacrificano diritti, salute e benessere.

Questa “evoluzione culturale” è infatti precondizione indispensabile per l’implementazione di quanto previsto già due anni fa dal Modello 2METE, sviluppato dallo stesso Gruppo Tematico col supporto dell’Università di Pisa su dati relativi all’Italia e che trova conferma nei risultati appena pubblicati del progetto MEDEAS, sviluppato dall’Unione Europea.

nave container

Si tratta di rilocalizzare drasticamente l’economia riducendo enormemente gli spostamenti delle merci e delle persone da una parte all’altra del pianeta. Ma anche di “demercificare” una buona parte delle produzioni ritrovando il valore della convivialità e dell’autoproduzione e con esse il benessere che la frenesia dell’attuale modello di vita ci tolto ma che tanti, per fortuna, ancora ricordano e vorrebbero ritrovare.

In questo senso l’endorsement verso la prospettiva modellizzata dal Movimento per la Decrescita Felice, formulato da Marga Mediavilla (del gruppo di lavoro che ha sviluppato MEDEAS) nella sua lettera aperta ai ragazzi di Friday For Future, fa tremare i polsi ai soci del gruppo tematico che da oggi sentono ancora più forte la responsabilità di concentrarsi sulla diffusione, in particolare verso le nuove generazioni, di questi risultati, mettendosi a disposizione dei gruppi locali FFF ma anche dei Parents For Future per realizzare incontri di presentazione dei modelli teorici e di studio delle numerose pratiche che Italia che Cambia da anni censisce su tutto il territorio nazionale.

Chi fosse interessato ad approfondire e/o a collaborare con lo sviluppo di questi modelli può rivolgersi al Gruppo Tematico Economia e Decrescita di MDF scrivendo a info@decrescitafelice.it.

Articoli simili
Bike tour della Decrescita: vieni a pedalare con noi!

Donne e decrescita nelle società matriarcali

Bike Tour della Decrescita: un invito fuori confine

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

|

E se il Covid ci avesse indicato la via per risolvere la crisi della scuola italiana?

|

In Piemonte c’è una “foresta condivisa” di cui tutti possono prendersi cura

|

IT.A.CÀ: in viaggio per il levante ligure per riconquistare il diritto a respirare

|

Pitaya: «Realizzo assorbenti lavabili per diffondere consapevolezza e sostenibilità»

|

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti