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19 Giu 2020

Quando i cervi volano la foresta ringrazia

Scritto da: Annalisa Jannone

Il Cervo Volante, coleottero più grande d’Europa, è oggetto di un progetto di monitoraggio scientifico ed educazione all’ecologia avviato nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, di cui questa specie è un bioindicatore dello stato di salute della biodiversità. Abbiamo intervistato Stefano Belacchi, Guida Ambientale Escursionistica che ha ideato il progetto.

In tema di ecologia e cicli naturali sappiamo che la natura spontaneamente va verso l’abbondanza, la biodiversità e la complessità. In altre parole, se si lascia un territorio a se stesso la vita cresce e si specializza naturalmente, quindi diciamo è “anti-entropica”. La vita cresce e si differenzia fino ad un dinamico equilibrio fatto di cicli autoregolanti. La vita cresce se lasciata fare.

Cervo Volante – foto di Francesco Lemma

L’esempio concreto più tipico di questo è la Foresta Vetusta cioè quella foresta dove non ci sono più, o non ci sono mai state, tracce dell’intervento dell’essere umano. Quindi sono foreste dove coesistono alberi di diversa età in ogni fase del ciclo naturale con la massima biodiversità e fertilità. 

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Nelle foreste gestite dall’uomo manca la fase della degradazione degli alberi poiché essi vengono tolti prima che diventino vecchi. Eppure la fase di degradazione è una fase fondamentale per la rigenerazione e la biodiversità perché gli alberi caduti diventano habitat insostituibili per altre specie come funghi e coleotteri. 

Per questo il coleottero più grande d’Europa, il Cervo Volante, è l’oggetto di un progetto di monitoraggio scientifico: è un bioindicatore dello stato di salute della biodiversità di quel luogo.

Siamo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ed è in programma un censimento del coleottero attraverso un progetto di citizen science, cioè aperto alla collaborazione di comuni cittadini.

Ho intervistato Stefano Belacchi Guida Ambientale Escursionistica che ha ideato questo progetto: «Io e altre cinque guide abbiamo deciso di partecipare a questo monitoraggio. Vogliamo coniugare la ricerca scientifica alla possibilità di educare all’ecologia. Abbiamo pensato a sei escursioni, semplici adatte anche alle famiglie, ma in grado di rispettare le cadenze di avvistamento necessarie ai protocolli scientifici. Quindi ogni venerdì, a partire dal 26 giugno, a turno ognuno di noi condurrà una spedizione sia per osservare e raccogliere dati sul Cervo Volante sia per far scoprire alle persone le meraviglie di queste foreste».

Escursioni nel Parco delle Foreste Casentinesi

L’idea viene dai tanti progetti Life che coinvolgono i cittadini, come il progetto Life MiPP (ormai concluso) e il Life ESC 360 (al momento fermo a causa della pandemia). Con questo nuovo progetto pilota le guide, dopo aver ricevuto una adeguata formazione da esperti di coleotteri, vogliono coinvolgere anche la collettività. È questo il senso della citizen science; aprirsi anche alle esigenze della comunità e svolgere una funzione divulgativa. Inoltre chi sceglierà di partecipare contribuirà all’auto-sostentamento del progetto di ricerca.

Il coleottero che vive nei grandi tronchi morti di querce, anche fino a quattro anni come larva, per poi diventare l’insetto che conosciamo nell’ultima stagione estiva della sua vita, è minacciato dalla perdita di biodiversità e dall’azione degli esseri umani o dai grandi eventi naturali. E lui stesso ha una funzione ecologica: contribuisce alla degradazione del vecchio, cibandosi del legno, per far posto alle nuove piantine chiudendo il cerchio di nascita, vita, morte e rinascita dell’ecosistema forestale.

Il Parco delle Foreste Casentinesi misura 36.000 ettari, 9000 sono di Foresta Vetusta e meno di 1000 costituiscono la riserva naturale integrale di Sasso Fratino patrimonio UNESCO dal 2017.

Così come il Cervo Volante impiega anni per la propria maturazione sessuale, così la Foresta Vetusta è caratterizzata da fasi più mature dei processi di successione cioè gli individui arrivano ad essere più anziani, più grandi, più longevi. Quasi come se i cicli vitali durassero di più o dove il tempo sia più ciclico che lineare.

La foresta offre informazioni di ogni genere ma solo un’esperienza diretta può riconnetterci e forse ri-appacificarci con quel desiderio di essere parte dell’ecosistema e contribuire a preservarlo.

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