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21 Ott 2020

Casa Asger Jorn, l’eredità dell’artista danese divenuta un museo diffuso per la comunità

Scritto da: Emanuela Sabidussi

Ad Albissola Marina un’associazione di promozione culturale ha da anni preso in gestione un’abitazione appartenuta ad un grande artista, cercando di trasformarla in un luogo di riferimento culturale per la comunità circostante.

Esistono luoghi che appartengono al passato, ma che divengono un ponte per comprendere il presente e immaginare il nostro futuro. Uno di questi è sicuramente Casa Museo Jorn: l’abitazione voluta da Asger Jorn, pittore, scultore, etnoarcheologo e architetto di origine danese.

La visione di Jorn era innovativa e ancora oggi risulta essere contemporanea e carica di stimoli e messaggi per noi tutti: Jorn concepiva l’arte e l’architettura come un insieme organico di spazio, forme, colori spontanei, liberi e vivaci in grado di migliorare la vita delle persone e della comunità. Jorn rispettava la natura, gli animali, i bambini e condivideva volentieri con essi e con gli amici i momenti di festa e di relax che alternava al tenace impegno artistico e intellettuale.

Per comprendere meglio il lavoro dell’associazione che ad Albissola gestisce la casa museo, ho rivolto qualche domanda a Stella Cattaneo, storica dell’arte, curatrice di Casa Museo Jorn e Presidente dell’associazione di promozione sociale Amici di Casa Jorn.

Come è nata Casa Museo Jorn?
Il 7 marzo 1954 Asger Jorn scrive al pittore nucleare Enrico Baj: “Ignoro a quanti chilometri si trovi Albissola da Milano. Ma credo sia proprio quello che ci serve, purché non ci siano troppi turisti, che non si tratti di un contesto mondano, e infine se sia possibile trovare una dimora a buon mercato. Esistono in Italia delle case mezze in rovina come in Francia, vale a dire abbandonate? Può darsi sia impossibile e che ci si debba costruire qualcosa da soli. Sarebbe un po’ dura se non ci fosse proprio niente”. Nello stesso anno l’artista danese arriva ad Albissola e, nel 1957, come preventivato nella corrispondenza con Baj, acquista dei ruderi sulla collina dei Bruciati, ad Albissola Marina. Comincia la storia di Casa Jorn.

Il museo è frutto della donazione di Jorn che con il testamento decide di lasciare la sua villa con giardino agli albisolesi come ringraziamento per averlo accolto con generosità e disponibilità fin dal 1954. Dopo la morte dell’artista, sempre nel rispetto delle sue volontà testamentarie, la casa resta in usufrutto a Teresa Saettone e Umberto (Berto) Gambetta, braccio destro di Jorn nella realizzazione della grande opera d’arte totale che è la casa-studio di Albisola.

Solo alla fine degli anni Novanta comincia la trasformazione da abitazione privata a sede museale con parco pubblico, luogo continuo di riflessione e ricerca sulle arti e spazio culturale internazionale. Casa Museo Jorn apre le sue porte al pubblico nel 2014, in occasione del centenario dalla nascita di Jorn (1914-1973).

Come è cambiata nel tempo?
Casa Museo Jorn è in un certo senso un’opera d’arte in divenire. Jorn interviene su strutture preesistenti durante tutta la sua permanenza tra la fine degli anni Cinquanta e il 1973, anno della sua morte. La proprietà di Jorn si configura fin da subito come uno spazio multiforme: la natura ha uno spazio privilegiato, il terreno è coltivato e abitato da moltissimi animali; le arti e l’architettura si fondono in un progetto unico e inscindibile, che comprende conchiglie, concrezioni organiche, scultura in ceramica, pittura e materiale di reimpiego di svariata provenienza.

Oggi Casa Museo Jorn è un “museo di nuova generazione” dove alla conservazione, alla ricerca e alla mediazione si affianca forte il desiderio di essere attore culturale attivo sul territorio, punto di riferimento per le comunità, nel rispetto delle eredità artistiche e umane che Jorn, anche tramite i racconti dei molti albisolesi che sono entrati in contatto con lui, ci ha lasciato.

Se la morte dell’artista ha senz’altro segnato la chiusura di una stagione, l’apertura del museo ne rappresenta la continuazione, una seconda vita in cui il Comune di Albissola Marina insieme all’Associazione Amici di Casa Jorn, fondata nel 2015 per gestire a 360 gradi il museo, si impegnano per mettere a frutto un patrimonio storico-artistico importante che deve tornare ad essere parte fondante e integrante delle comunità.

Di cosa si occupa l’associazione Amici di Casa Jorn?
Amici di Casa Jorn è un’associazione di promozione sociale composta da professionisti della cultura under 40. Fondata nel 2015 con lo scopo di convogliare energie e risorse in un progetto di valorizzazione e sostegno della Casa Museo Asger Jorn, l’associazione ha maturato esperienza nel campo della conservazione, della gestione e della promozione del patrimonio culturale. Poco dopo l’apertura del museo, l’Associazione, d’accordo con il Comune di Albissola Marina, ha preso in carico la gestione di Casa Museo Jorn, inserita nella rete museale MuDA – Museo Diffuso Albisola ed è dunque impegnata nello studio e nella mediazione di questa ricchissima eredità.

Quali sono i progetti culturali su cui state lavorando in questo momento?
Dal 2015 l’Associazione ha lavorato in diverse direzioni per il raggiungimento di un macroobiettivo: rendere Casa Museo Jorn, realtà neonata, un museo a tutti gli effetti. Nel corso degli anni sono dunque stati portati avanti progetti espositivi con partner internazionali, sono stati sviluppati percorsi di visita interni al museo e sul paese che dà forma al MuDA, sono stati curati i rapporti con le scuole e con il territorio e sono stati avviati progetti di audience engagement pluriennali.

Il monitoraggio attento e la relazione con visitatori e il continuo confronto con le realtà museali nazionali e internazionali ha permesso all’Associazione di mettere in evidenza nuovi sentieri da intraprendere. Nel 2020, ad esempio, l’Associazione si è concentrata sulla stesura di nuovi progetti editoriali: in particolare, la fine del 2020 e il 2021 vedranno la pubblicazione della prima guida del museo e di uno strumento di mediazione a fumetti pensato appositamente come “guida dei piccoli visitatori”.

Altro progetto che vedrà la luce entro la fine dell’anno è il Vino di Jorn, progetto di marketing culturale che ha coinvolto aziende del territorio (Clayver e Tenuta Maffone) nella realizzazione di 300 bottiglie di Ormeasco di Pornassio DOC. La vendita di questo esclusivo prodotto da collezione, andrà a sostenere attività di restauro e a rendere sempre più sostenibile la gestione di Casa Museo Jorn.

Che tipo di interazione c’è tra la casa museo e il territorio circostante?
La relazione tra Casa Museo Jorn e il territorio circostante è vitale.
Casa Museo Jorn è frutto della secolare tradizione albisolese legata alla produzione ceramica e della storia novecentesca che ha visto il territorio delle Albisole centro prima nazionale e poi internazionale dell’arte d’avanguardia.

Da questo deriva la necessità di ricercare costantemente gli altri attori culturali del territorio, riuniti, per altro, per la maggioranza nel progetto di gestione coordinata del MuDA – Museo Diffuso Albisola, avviato dal Comune di Albissola Marina nel 2011.

Casa Museo Jorn collabora quotidianamente con le botteghe artigiane e nel corso dei suoi sei anni di esistenza con molte realtà: ad esempio con le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, le Università del nord e del centro Italia, i musei della provincia di Savona e aziende vitivinicole.
Proprio la coltivazione e la valorizzazione di queste relazioni è valso all’Associazione Amici di Casa Jorn il marchio turistico Quality Made.

Come la comunità circostante ha influenzato Casa Jorn e il contrario?
Casa Museo Jorn si nutre della storia del territorio e allo stesso tempo la restituisce, la amplifica e la comunica per diverse tipologie di visitatori.
Il confronto con il territorio è dunque imprescindibile: gran parte della conoscenza sul museo deriva dalla memoria orale degli albisolesi, in parte trascritta e raccolta negli anni. L’arte permea la vita della comunità locale ed è dunque, se vogliamo, un naturale terreno comune d’incontro tra museo e visitatori.

Questo tema è stato al centro del progetto Museo Senior (2016-2019), concepito dall’Associazione Amici di Casa Jorn e BAM! Strategie Culturali e vincitore del bando OPEN 2015 di Compagnia di San Paolo.
Nel corso degli anni, dal 2016, il museo ha creato attorno a sé una particolarissima comunità di visitatori over 60 che hanno affiancato lo staff museale in un progetto di rete. Lo scopo dell’iniziativa era proprio quello di influenzarsi vicendevolmente, di innescare un processo virtuoso di scambio, in cui il visitatore è parte attiva dell’esperienza culturale e, insieme al museo, costruisce il suo itinerario attraverso il territorio secondo le sue esigenze.

Il progetto che riprenderà la sua corsa nel 2021, se la situazione sanitaria lo permetterà, è stato un esperimento del tutto positivo di lavoro su specifici target all’interno della comunità, in cui lo scambio e la collaborazione tra professionisti e fruitori ha generato migliorie nei percorsi di visita e nella strutturazione dell’offerta.

Quali sono i vostri progetti futuri?
«Il desiderio dell’Associazione Amici di Casa Jorn è che il museo continui la sua vita nella direzione che da anni è stata intrapresa. Il museo non è solo una raccolta di mute collezioni, riservata agli interessati e agli specialisti, ma è la casa della comunità. L’istituzione museale è al centro di trasformazioni a livello internazionale che sempre più spingono i musei ad essere spazi multifunzionali, aperti al dibattito e a disposizione delle comunità. In questo senso, Casa Museo Jorn partecipa al processo, presentandosi al pubblico come luogo vivo, presidio di cultura e punto di riferimento sul territorio in cui tornare anche dopo una prima visita, nel tempo libero.

I progetti che arriveranno, come il nuovo riallestimento del museo con la creazione di uno spazio permanente dedicato alla didattica e un centro studi su Jorn e sull’arte contemporanea, saranno quelli nati dal continuo confronto con il pubblico e dalle sue esigenze di fruizione.

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