12 Nov 2020

La storia di Claudia: “un’alchimista” che insegna ad autoprodurre saponi

Scritto da: Valentina D'Amora

“Vivere in modo sostenibile è più facile, se condividiamo le nostre buone pratiche”: questo è il mantra di Claudia, che insegna come tutti possano diventare autoproduttori nella propria cucina e con ingredienti semplici. Unica condizione: seguire le ricette giuste.

Genova - Claudia è una donna vivace che vive e lavora a Genova. Da sempre interessata al mondo della sostenibilità, è riuscita ad abbinare questa sua sensibilità alla cura della pelle: sul suo blog, che sposa i temi di ecologia e di autoproduzione, condivide con i lettori tutto ciò che sa, che scopre e che impara sperimentando. Ama la divulgazione “informale” dei suoi saperi, che porta avanti raccontando, quotidianamente le sue personali buone pratiche ecologiche. Sul sito (e nel suo libro) si trovano ricette vere per realizzare in modo naturale saponi, cosmetici, detergenti per la casa e, da qualche tempo, anche candele.

Sapone naturale artigianale per tutti gli usi
Sapone naturale per tutti gli usi. Foto di Mirella Spano

La filosofia sull’autoproduzione di Claudia si basa su dei principi rigorosi: «Tutto quello che propongo si può creare in una piccola cucina, con materie prime semplici, facilmente reperibili e, soprattutto, poco lavorate, perché l’obiettivo principale è creare prodotti ecologici sani ed economici». Ho voluto scoprire di più della sua storia.

Raccontaci com’è iniziato questo tuo viaggio verso la sostenibilità e come si sta evolvendo.

Come ogni viaggio ben organizzato, è iniziato con una mappa: solo che, invece di essere una carta geografica, è una mappa degli ingredienti che non volevo più usare sulla mia pelle e sui miei capelli. Ho iniziato a studiare l’INCI, l’elenco ingredienti dei saponi e dei cosmetici, e a rispolverare le mie conoscenze di chimica: ho scoperto un mondo infinito di possibilità sostenibili e sane, ma, soprattutto, ho scoperto che fare in casa tutto ciò che mi serve è possibile ed è anche facile. Ho iniziato con i saponi perché sono il prodotto che impatta di più a livello di inquinamento delle acque dopo l’uso e di inquinamento da plastica dei flaconi. Poi, ho proseguito con le creme, gli unguenti, gli shampoo solidi, il dentifricio, le maschere e tutto il resto.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

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Preparazione del sapone liquido Claudia Ferretti
Claudia nella sua cucina, durante la preparazione del sapone liquido. Foto di Mirella Spano

Faccio da me tutto ciò che mi serve, nella mia cucina: in questi 15 anni ho fatto tanti esperimenti e ho trovato la mia strada, quella dell’autoproduzione sostenibile e semplice, una strada meno sfavillante di quella degli “autoproduttori consumisti” come li chiamo io, che invece usano molti ingredienti mutuati dall’industria cosmetica e, anziché semplificare le cose, le complicano. La mia crema, per esempio, è emulsionata con cera d’api e non vuole competere con una crema blasonata, né nella texture né negli effetti miracolosi: semplicemente la mia crema idrata e nutre la pelle grazie alle proprietà preziose degli oli e burri e degli oli essenziali, così come la natura ce li dà, puri e semplici. Non acquisto né uso tensioattivi elaborati, il mio tensioattivo è il sapone naturale, fatto con olio e soda o potassa. Si tratta di una scelta radicale e rivoluzionaria, perché per me fare in casa il sapone non è solo un hobby: è una scelta di vita sostenibile, di lotta al consumismo.

Quanto interesse c’è oggi nei confronti dell’autoproduzione?

Oggi ci sono sempre più persone interessate a usare sulla pelle prodotti più sostenibili e meno dannosi per sé stessi e per l’ambiente, questo porta anche a un aumento dell’interesse verso l’autoproduzione. Quest’attenzione, però, si scontra spesso con ricette infinite e complicatissime, ingredienti introvabili, regole ferree mutuate dall’industria della cosmesi.

Io cerco di portare le persone alla consapevolezza di ciò che usano e producono, passando dalla semplicità degli ingredienti: se io ti parlo di olio di oliva, quello che ogni giorno porti in tavola e il sapone te lo faccio fare con quello, tu sai cosa stai facendo, hai un’idea ben chiara dell’impatto che hanno le tue azioni e, soprattutto, lo trovi facilmente e magari diventi un autoproduttore di sapone, contribuendo a migliorare te stesso e il mondo, con semplicità. Quando scrivo una ricetta cerco sempre di pensare che debba essere adatta a tutti: nel momento in cui una persona non solo fa da sé ciò che serve, ma capisce anche cosa sta facendo e perché, sarà un autoproduttore per sempre!

Sapone artigianale di tutti i colori per tutti i gusti
Sapone artigianale di tutti i colori, per tutti i gusti. Foto di Mirella Spano

Ti piace condividere i tuoi saperi e le tue ricette? Che rapporto hai con i tuoi lettori?

Più di ogni altra cosa, amo condividere le mie esperienze e aiutare gli altri a essere autoproduttori consapevoli: il blog è nato per aiutare chi ha meno tempo di me di sperimentare, facendo trovare le ricette già testate e di sicura riuscita, a portata di mano di tutti, gratis, in rete. Ogni volta che mi riesce bene qualcosa, pubblico subito la ricetta, anche per non dimenticarla perché sono un po’ distratta (!) e la cosa più bella che mi hanno detto è stata: “Grazie, perché ho iniziato a fare il sapone grazie alle tue ricette così semplici!”. Adoro conoscere chi mi segue e mi impegno per rispondere velocemente a tutte le domande che mi arrivano, perché so quanto è importante sentirsi rassicurati nei propri esperimenti.

Una chiacchierata istruttiva, che fa pian piano sparire la scusa del “Ma io non ho tempo” e che fa venire voglia di provare a creare il proprio sapone fatto in casa.

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