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24 Nov 2020

Il Grande&GrossoMisterD

Scritto da: Emanuela Sabidussi
Illustrazioni di: Silverio Edel

Il Grande&GrossoMisterD percepiva se stesso come un essere immenso, gigante, invincibile. Lo avevano convinto fin da piccolo, che sia la sua grandezza che la sua forza fossero superiori a tutti e tutte. Finché un giorno non accadde qualcosa...

C’era una volta un uomo. Non era un uomo qualsiasi, sin da quando era ancora un bambino si era distinto da tutti gli altri bambini per una sua caratteristica: la grandezza. “Il suo corpo” penserete voi. No, o meglio, non solo.

Il Grande&GrossoMisterD aveva sì una pancia grande, un viso largo e lungo, due mani giganti e persino una capigliatura più ampia e vaporosa rispetto a tutti gli altri, ma a renderlo così speciale era soprattutto il modo in cui lui si percepiva. Immenso, gigante, invincibile. Lo avevano convinto, fin dall’età della prima bicicletta, che la sua grandezza e forza fossero superiori a tutti e tutte. Il Grande&GrossoMisterD aveva imparato a pretendere con la forza qualsiasi cosa desiderasse e gli bastava uno sguardo per far allontanare chiunque cercasse di opporsi, perché tutti lo temevano, convinti che nulla avrebbe potuto fermarlo.

Ma mentre il suo corpo continuava a crescere anno dopo anno, il suo cuore, via via che il tempo passava, iniziò invece a rimpicciolirsi, fino a ridursi alla grandezza di una noce.

Il tempo scorreva e il Grande&GrossoMisterD si ritrovò ad essere un adulto, forte e invincibile: possedeva tutto ciò che poteva desiderare. Soldi, case, donne, vestiti, hotel, grattacieli, programmi televisivi, automobili. Gli bastava desiderare qualcosa e… come per magia… poco dopo questa era sua. E quando il tutto fu nelle sue mani, guardandosi allo specchio una mattina disse: «Il tutto non è abbastanza! Da oggi voglio il mondo!».

E così, anno dopo anno, divenne ancor più potente, ricco e grande, sino ad ottenere ciò che aveva sognato: il mondo! In un grigio giorno d’inverno venne incoronato con la carica di “capo supremo”, da tante persone che guardandolo sognavano di essere come lui, di assomigliargli almeno un po’. Con il mondo intero tra le sue mani iniziò a gioire per la prima volta da quando era nato! Si trasferì nella casa più grande mai esistita: da lì riusciva ad osservare e controllare tutto ciò che nel mondo avveniva. «Ahahaha, nulla mi fermerà!», pensava tra sé e sé ridendo di gran gusto. Era l’uomo più grande che conoscesse, il più potente, cos’altro avrebbe potuto desiderare?

Un brutto giorno uscendo di casa vide un gruppo di persone che manifestava per le vie. Ce l’avevano con lui. I cartelli gialli che tenevano in mano riportavano le scritte “Non vogliamo essere schiacciati dal Grande&GrossoMisterD” e “Grande&GrossoMisterD non è il nostro capo”.
Chi erano quelle persone? «Dei pazzi», pensò tra sé e sé il Grande&GrossoMisterD passando accanto a loro. Chi mai avrebbe preferito qualcun altro a lui?

Ma i cartelli ogni giorno aumentano sempre di più. Preso dalla rabbia che qualcuno potesse non accettarlo, un giorno si svegliò e ordinò di distruggere foreste intere. Si sedette sulla cima di un’alta collina e rimase divertito a guardare gli umani fuggire e gli animali e gli alberi morire.
Ma alla vista di così tanta sofferenza la sua rabbia non si placò e nemmeno quella dei manifestanti. Le persone con i cartelli gialli, infatti, continuarono a riempire piazze e vie urlando al Grande&GrossoMisterD di far ritorno a casa sua.

Allora la paura prese il sopravvento: non si sentì più tanto al sicuro nella sua grande casa. Ordinò di costruire tanti muri intorno a lui e così in quei giorni furono costruite muraglie alte e larghe, che potessero far sentire il Grande&GrossoMisterD più tranquillo. Ma neanche ciò bastò e, dopo pochi giorni, si ritrovò più impaurito ed arrabbiato di prima. In molti provarono a fermarlo, a farlo ragionare, ma lui non aveva mai imparato ad avere limiti. Perciò cacciò chiunque non volesse sottostare ai suoi ordini.

Ci furono grandi rivolte, migliaia di donne scesero in piazza a protestare per le continue dichiarazioni umilianti, ma nessuno le ascoltò. Arrivò allora una grande epidemia che travolse il mondo intero di cui lui era il capo, ma il Grande&GrossoMisterD aveva tolto gli aiuti economici agli ospedali e i malati senza denaro non poterono così curarsi, morendo a migliaia. Ed esauste per le ingiustizie vissute, giorno dopo giorno, le persone che urlavano nelle strade aumentarono sempre più. E quando arrivò il giorno in cui tutti gli uomini e le donne dovettero scegliere chi incoronare capo supremo più potente del mondo, il Grande&GrossoMisterD cadde in un vortice nero immenso, che lo risucchiò insieme ai suoi grattaceli, ai suoi soldi, alle sue convinzioni e a tutto ciò che aveva costruito.

Pianse e si arrabbiò tanto da far arrivare la sua voce fino ai mondi vicini, ma nessuno lo udì, come lui non aveva ascoltato nessun grido di aiuto sino ad allora. E man mano che cadeva sempre più in profondità la sua pancia, il suo viso, i suoi capelli, le sue mani, tutto di lui si rimpicciolì. Proprio come un palloncino che, venendo bucato, vola verso il basso sgonfiandosi sempre più. Tutto stava cambiando, tranne le dimensioni del suo cuore che, non potendo diminuire più di così, rimasero uguali.

E guardandosi in uno specchio, raggiunta la fine del vortice, il Grande&GrossoMisterD, incredulo di ciò che stava avvenendo, esclamò:
«Non può succedere proprio a me! Voi non sapete chi sono io!».
Ed in effetti, pochi giorni dopo, il mondo stava già iniziando a dimenticarsi di lui, perché visto bene, in fondo in fondo, forse… il Grande&GrossoMisterD non era poi così grande come era sembrato fino ad allora…

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