Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
4 Dic 2020

La bibliofficina di quartiere: promuovere la socialità tra letture e riparazioni

Scritto da: Giorgia Baldini

Nel cuore di Palermo ha preso vita per iniziativa di un gruppo di cittadini di tutte le età la bibliofficina Booq, una spazio aperto alla comunità dove leggere un libro e ridar vita agli oggetti. Una biblioteca di quartiere interculturale ed intergenerazionale che coniuga cultura e socialità, saperi e pratiche, accessibilità e diritti.

Siamo a Palermo, precisamente nel centro della città, nel quartiere Kalsa. Proprio qui un gruppo di persone la cui età varia tra i 20 e i 70 anni si pone delle domande sulla vita del luogo che abitano. Si chiedono, in particolare, se sia possibile donare spazi abbandonati a cittadini volenterosi per creare una bibliofficina, ovvero uno spazio in cui godere della compagnia di 10.000 volumi e nello stesso tempo ridare vita a oggetti che, magari cambiando proprietario, potrebbero continuare a vivere.

Con questo progetto, quei cittadini hanno realizzato Booq, la bibliofficina di quartiere inaugurata nel 2014 in Vicolo della Neve. Per saperne di più abbiamo parlato con il responsabile comunicazione dell’associazione, Pietro Misilmeri, 24 anni, educatore sociale di professione e attivista di quartiere per credo.

Pietro ci racconta tutte le attività svolte in questi anni descrivendoci Booq come un progetto rivoluzionario e di comunità. Attraverso questo spazio, gli ideatori e gestori hanno stretto svariati contatti con il quartiere, si sono resi partecipi di iniziative la cui funzione aggregativa è alla base di tutto. Per esempio il Carnevale sociale, che si sposta da quartiere a quartiere, ha permesso loro di entrare nella scuola per farsi conoscere e per conoscere. Altra importante manifestazione da loro organizzata è stata “Mediterraneo antirazzismo”, che si pone come obiettivo l’abbattimento dei pregiudizi raziali tramite lo sport, e più precisamente tramite il calcio.

Dopo tre anni, Booq, però chiude: il posto dato loro non è più assicurato. Così per tre anni i ragazzi si adoperano per mantenere vive le buone pratiche create anche senza la loro locazione. Questo piano piano permette loro di attirare l’attenzione dell’amministrazione che finalmente gli concede un nuovo posto. Booq si trasforma così da “assemblea collettiva” ad “Associazione di promozione sociale” e si trasferisce a Piazza Kalsa nel Convento delle Artigianella.

Booq è una biblioteca di quartiere interculturale ed intergenerazionale che coniuga cultura e socialità, saperi e pratiche, accessibilità e diritti. Tutta la bibliofficina è pensata per essere attraversata da persone di ogni età, uno spazio nel quale appassionarsi alla lettura, muoversi liberamente e in cui coinvolgere educatori e genitori in incontri e laboratori.

Tra i progetti lanciati dall’associazione vi sono “Dappertutto”, basato sullo sviluppo psico-sociale e psico-fisico dei bambini, e il progetto “Zero Attrezzi Condivisi”, contro la frenesia del consumo e  la valorizzazione di buone pratiche per il pianeta. “ZERO attrezzi condivisi – si legge sul sito – è l’evoluzione della biblioteca delle cose che nasce con l’idea stessa di bibliofficina: condividere saperi significa poter accedere a contenuti teorici e pratici e alimentare un sistema circolare di scambio e non di possesso delle risorse del pianeta”.

A Booq aderiscono anche il Polo Bibliotecario comunale, che gli consente l’accesso alla condivisione dei volumi con altre biblioteche, e associazioni locali come Addiopizzo, impegnata per contrastare il racket di Palermo.

Quello che muove e coordina la mente di queste persone è il sogno di rivendicare l’importanza di spazi nei quali porre l’attenzione riguardo i diritti delle persone e delle comunità. Sperano di potersi ampliare e portare il loro format in più quartieri possibili.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

L’accelerazione del riscaldamento globale – Io Non Mi Rassegno #289

|

Grande Ulivo: «Da discarica a luogo di armonia, didattica e accoglienza»

|

Come tutto ebbe inizio – Io rifaccio casa così #1

|

Irene e il suo forno di comunità: “Torno nella mia città per fare il pane e creare relazioni”

|

La comunità di Porto di Terra: vivere la montagna della Sicilia tra permacultura e transizione – Io faccio così #314

|

Risate e positività per trasmettere buonumore ai tempi dell’infodemia da Covid-19

|

Le risorse non bastano per tutti, ma davvero è solo un problema di sovrappopolamento?

|

Cinque amiche creano una community per supportare le donne nel mondo del lavoro