30 Dic 2020

Start the change: insegnanti e ragazzi insieme verso una cittadinanza globale

In tre anni, sono centinaia i giovani e gli insegnanti provenienti da 12 paesi europei coinvolti nell’analisi dei processi di partecipazione e della relazione tra migrazioni e diseguaglianza globale, e tra questi anche ragazze e ragazzi del Piemonte. Ora il progetto è in fase conclusiva e sta mettendo a disposizione un kit di materiali sui temi della migrazione, della sostenibilità ma anche della partecipazione politica e dell'attivismo, destinati a coloro che vogliono "attivarsi per il cambiamento".

Torino - Si è svolto con un evento on line, in sostituzione dell’incontro che si sarebbe dovuto svolgere in presenza a Torino, l’ultimo appuntamento di “Start the change”, il progetto che, tramite un percorso di tre anni sulla partecipazione e la cittadinanza globale e sulla relazione tra migrazioni e diseguaglianza globale, ha coinvolto insegnanti, educatori e giovani di 12 paesi europei.

L’evento si è svolto in un pomeriggio di confronto tra 40 giovani, tra i 17 e i 23 anni, tra cui 10 ragazzi piemontesi dei comuni Biella, Settimo T.se, Torino, Rivoli, Moncalieri, Saluzzo e Cuneo, coordinati dall’Organizzazione non governativa CISV, e i rappresentanti delle istituzioni, in un dialogo tra esperti e giovani “change maker” su partecipazione, attivismo e politica.

«L’obiettivo di questo evento conclusivo era quello di offrire uno spazio di condivisione e valorizzazione delle esperienze svolte a livello locale – ha spiegato Roberto Varone, Coordinatore locale dell’Ong Cisv – e fornire competenze e alcuni strumenti pratici per dialogare in modo efficace con le istituzioni affinché i giovani possano attivarsi e farsi promotori all’interno dei propri contesti locali degli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 e dei diritti umani, in particolare sulla tematica delle migrazioni».

I tre anni di Start the change, da Lampedusa al mondo

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Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

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Attraverso momenti di formazione, scambio, manifestazioni in piazza ed altri eventi, il progetto “Start the change” ovvero “inizia il cambiamento”, ha lavorato per migliorare l’offerta educativa, attraverso modelli di educazione alla cittadinanza globale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030 (SDGs- Sustainable Development Goals), con particolare attenzione alle relazioni tra migrazioni e diseguaglianza globale.

Lo testimoniano le storie di giovani ragazzi e ragazze piemontesi come Marta, che ha partecipato al camp a Granada in Spagna nel centro di sostenibilità e di economia circolare, e ora studia legge per lavorare nell’ambito dell’immigrazione, oppure Federica Priola, che ora fa la sceneggiatrice e cerca di trattare questi temi nella sua professione, ma anche  Dennys Sacco, un giovane studente che ha partecipato al progetto tramite l’alternanza scuola lavoro e ha affrontato i temi di sviluppo alla cittadinanza per la prima volta con il progetto Start the Change, o ancora Valerio Foglia che a gennaio organizzerà, con un gruppo di attivisti costituitosi nell’ambito del progetto, una serie di incontri su sviluppo sostenibile, diseguaglianze, migrazioni nel suo istituto a Biella.

In Italia, 35 gruppi di giovani in 15 città italiane hanno mappato le realtà locali che si occupano di questi temi, intervistato migranti e testimonial, intessendo reti, organizzando eventi pubblici di sensibilizzazione.

Una loro rappresentanza ha partecipato a un camp internazionale a Lampedusa, in occasione della Giornata della Memoria del 3 ottobre 2019, durante il quale 45 giovani da 12 Paesi Europei hanno redatto la Carta di Lampedusa, dopo aver incontrato persone rifugiate, migranti e associazioni, per condividere obiettivi e valori e soprattutto far sì che le ragazze e i ragazzi partecipanti si facessero “megafono” tra altri giovani sulla realtà di Lampedusa e sulle cause della migrazione, dalla povertà alla crisi climatica, dallo sfruttamento delle risorse e accesso all’acqua alla corruzione e alle persecuzioni.

“Teach the change” 8 step per diventare un insegnante globale

Il progetto ha anche elaborato un manuale, rivolto agli insegnanti e agli educatori, con linee guida per aumentare il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani per stimolare a mettere in pratica il cambiamento nelle proprie vite e nel mondo.

Le linee guida, disponibili gratuitamente sul sito o su richiesta in formato cartaceo a CISV, sono il risultato di un processo di dialogo e confronto all’interno di un gruppo di 45 docenti provenienti da tutta Europa. Sono state identificate, con i contributi degli insegnanti, 3 aree che sono parte integrante di un efficace progetto di educazione alla cittadinanza globale: sviluppare consapevolezza (cognitiva), aumentare la sensibilità (emozionale) e promuovere azioni (comportamentale).

Le otto linee guida: 1- agisci da facilitatore non da insegnante; 2- incoraggia e dai fiducia ai giovani, affinché siano i protagonisti dell’intero processo di apprendimento; 3- i temi globali sono cross-curricolari; 4- sviluppa la attività per rafforzare le competenze dei tuoi studenti, così come le tue; 5- aiuta a individuare e riconoscere le connessioni tra il comportamento dei singoli e temi globali; 6- costruisci processi di apprendimento che stimolino il cambiamento, per aiutare a riflettere; sulle conseguenze delle proprie scelte, in ottica di responsabilità globale; 7- concentrati sul processo, e sullo sviluppo della consapevolezza, più che sui risultati; 8- costruisci reti, per rafforzare il senso di comunità.

Start the change è un progetto triennale, iniziato nel 2017, di Educazione alla Cittadinanza Globale co-finanziato dalla Commissione Europea (CSO-LA/2017/388-169), con il patrocinio della Città di Torino, che coinvolge 12 paesi europei: Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia, Croazia e Malta.  I partner italiani del progetto sono ProgettoMondo Mlal, CISV, Amnesty International Italia e Amici dei Popoli.

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