Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
11 Gen 2021

Le donne di Vittoria: spezzare l’isolamento per uscire dalla violenza

Scritto da: Valentina D'Amora

Un gruppo di donne di Sarzana fonda, nel 2013, un’associazione a difesa delle donne nel distretto della Val di Magra: in stretta sinergia con le istituzioni, Vittoria opera sul territorio sul piano della sensibilizzazione culturale sulla violenza di genere e fornisce assistenza alle donne in difficoltà.

Cosa succede se un gruppo di donne sente l’esigenza di attivarsi e fare qualcosa di concreto per combattere la violenza domestica?

L’associazione Vittoria è nata a Sarzana nell’estate del 2013 da un bisogno specifico: proprio per dare vita a qualcosa che mancava sul territorio, è stato realizzato uno spazio al femminile che rivendica i diritti delle donne e ne difende la libertà. Creato dalle donne per le donne. Ho conosciuto Nea Delucchi, la presidente e fondatrice, che mi ha raccontato com’è nato e come si sta evolvendo il progetto. 

Vuoi cambiare la situazione
della tematica di genere in italia?

ATTIVATI

«In un primo momento ci siamo concentrate sulla sensibilizzazione sul territorio e la prima iniziativa è stata proprio una installazione di scarpe rosse in una piazza di Sarzana, in cui ogni scarpa simboleggiava i femminicidi. Ne sono seguiti convegni, presentazioni di libri, flash-mob e progetti nelle scuole che ci hanno dato la possibilità di riflettere e far riflettere molto sull’argomento».

Un lavoro, quindi, partito dalla prevenzione, che s’è poi evoluto verso l’aiuto diretto alle donne stavano subendo violenza. «Una scelta non facile – confessa Nea – perché il percorso formativo non è immediato e perché quello della violenza è un tema delicato, che non si può trattare in modo superficiale e di cui vanno curati anche gli aspetti più trasversali. Nel giro di un anno, però, l’associazione è riuscita a formarsi e, da cinque che eravamo all’inizio, siamo arrivate a venticinque socie solo il primo anno, con tre legali, avvocati che oggi sono formazione di rete sul territorio».
 
GLI OBIETTIVI 

Oggi l’associazione lavora su più livelli, diversi ma complementari: il “telefono amico”, il sostegno psicologico e lo sportello legale. 

All’altro capo del telefono, due volontarie, formate e con una profonda competenza sull’accoglienza e sulle modalità di interagire con le utenti, supportano chiunque le chiami: oltre a una voce confortante e a parole di sostegno, le operatrici danno suggerimenti su come uscire dal contesto di maltrattamento, analizzandone i rischi. 

C’è poi una psicologa che aiuta le donne a prendere consapevolezza sulla situazione che stanno vivendo e l’assistenza legale, utile nel caso in cui la donna desiderasse procedere legalmente contro il proprio aggressore. «Dal 2014 a oggi abbiamo ascoltato più di 400 donne e abbiamo attivato una rete con il Pronto soccorso e con le forze dell’ordine, proprio per poter intervenire anche a caldo, quando avviene la richiesta di aiuto». Quella di Vittoria è un’assistenza H24 e 7 giorni su 7: le volontarie sono preparate anche in merito ai comportamenti da eseguire in caso di emergenza, perché ognuna di loro ha seguito una formazione dedicata.

Al momento, l’associazione è entrata in una nuova fase: da luglio 2020 cogestisce, per conto del Comune di Sarzana, il centro antiviolenza e la casa rifugio di riferimento per i comuni del distretto sociale della Val di Magra.
Grazie al supporto costante di 40 socie, l’attuale team di Vittoria è variegato e formato da operatrici, psicologhe, counselor, legali, pedagogiste, assistenti sociali e mediatrici culturali che lavorano in squadra per offrire supporto gratuitamente alle donne vittime di violenza».

In più, in sinergia con la cooperativa Lindbergh come partner di progetto, Vittoria fornisce anche servizi di orientamento all’autonomia lavorativa e abitativa, step indispensabili per l’effettiva emancipazione e fuoriuscita dalla situazione di violenza.


I TRATTI COMUNI DELLE VITTIME

Nea mi racconta, poi, che tutte le vittime di violenza non hanno autonomia del cellulare, che viene sempre tenuto sotto controllo, cosa che rende ancora più difficile riuscire a chiedere aiuto. Il controllo del telefono le isola completamente anche dalla rete amicale e familiare. La totale dipendenza economica è un ulteriore tratto in comune con tutte le donne che si rivolgono a Vittoria: l’impossibilità di avere controllo del telefono, l’incapacità di mantenere relazioni con amici e familiari e la mancanza di autonomia economica accomunano proprio tutte.


LA SENSIBILIZZAZIONE

Dal 2015 l’associazione organizza corsi di divulgazione, per diffondere informazioni su un tema delicato come quello della violenza di genere. Gli appuntamenti prevedono incontri con le operatrici esperte, che raccontano testimonianze dirette, le psicologhe, che affrontano il concetto di violenza in tutte le sue sfumature psicologiche, e le avvocatesse per gli aspetti legali. 

UN FENOMENO SOMMERSO

Se della violenza sulla donne ci sono dati che ne testimoniano il triste radicamento, della violenza sia fisica che psicologica che subiscono gli uomini se ne sa poco, perché l’uomo che subisce violenza da una donna teme di venire schernito. I numeri sono drasticamente inferiori, ma Nea mi racconta che c’è un notevole sommerso in merito allo stalking e agli atti persecutori nei confronti degli uomini: al momento si tratta di un qualcosa che non è ancora stato approfondito nemmeno dal punto di vista sociologico. Le dinamiche sono senza dubbio differenti, ma a tenere nascosto questo tipo di eventi sono gli stereotipi sul contrasto sesso debole e sesso forte, così insiti nella nostra cultura. Tuttavia, anche l’atto persecutorio procura stati di profondo stress e paura, che nell’uomo emergono, anche se in maniera diversa.

Anche da parte di coppie omosessuali ci sono state richieste di aiuto: questo è un fenomeno nuovo, anche se prima ancora di chiamarlo tale andrebbe approfondito per numeri e strategie d’intervento. «Abbiamo aiutato uomini vittime di altri uomini o donne vittime di carnefici donne: in questi casi, abbiamo constatato che la violenza non fa che aumentare la vergogna e l’ulteriore isolamento delle vittime».

Vittoria è un’associazione preziosa, che sostiene, che sa ascoltare e che riesce a far uscire da situazioni critiche chiunque si trovi in difficoltà.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

L’accelerazione del riscaldamento globale – Io Non Mi Rassegno #289

|

Grande Ulivo: «Da discarica a luogo di armonia, didattica e accoglienza»

|

Come tutto ebbe inizio – Io rifaccio casa così #1

|

Irene e il suo forno di comunità: “Torno nella mia città per fare il pane e creare relazioni”

|

La comunità di Porto di Terra: vivere la montagna della Sicilia tra permacultura e transizione – Io faccio così #314

|

Risate e positività per trasmettere buonumore ai tempi dell’infodemia da Covid-19

|

Le risorse non bastano per tutti, ma davvero è solo un problema di sovrappopolamento?

|

Cinque amiche creano una community per supportare le donne nel mondo del lavoro