8 Ott 2021

L’appello di Cinzia, sotto sfratto: “Sola e con 100 animali: chi ha posto per noi?”

Scritto da: Valentina D'Amora

Nell'entroterra di Savona, una donna sola e con cento animali si trova sotto sfratto. Ora ha bisogno di essere accolta e soprattutto di non separarsi dagli asini, dalle capre, dalle galline, dalle oche e dai cani e gatti con cui convive, che per lei sono come figli e a cui vuole salvare la vita.

Savona - Cinzia vive a Testico, nell’entroterra di Andora, insieme ai suoi animali. Vegetariana da 35 anni, ha dedicato gli ultimi 20 a un progetto di vita ecologico, scegliendo di lasciare la città di origine, Torino, per vivere in Liguria, a contatto con la natura.

Ora però lei e le oche, galline, asini, capre, cani e gatti con cui vive hanno appena ricevuto uno sfratto esecutivo, attivo dal 1° ottobre. «L’ufficiale giudiziario è arrivato proprio ieri a dirmi di liberare tutti i locali e i terreni entro il 18 novembre», racconta. «Un avvocato ha cercato di mediare per potermi dare un po’ più di respiro, anche perché recentemente sono caduta da un albero e, a seguito di questo infortunio, ho svariate piccole fratture e non posso caricare pesi né sulle gambe né sul braccio, il che rende ulteriormente difficoltosa la ricerca di un altro alloggio». 

Una quotidianità in simbiosi con gli animali, che per lei sono una passione. «Con le mie cinquanta oche qualche tempo fa avevo anche messo in piedi un progetto, “L’oca giuliva“, mirato ad avvicinare l’uomo agli animali con un approccio nuovo. L’obiettivo era quello di sfatare il luogo comune che l’oca è aggressiva e proporla invece come “supporto agricolo”. Le oche sono bravissime a diserbare e concimare il terreno senza arrecare danni ad alberi o coltivazioni. Allo stesso tempo questo sistema consente a loro di condurre la vita dei sogni, cioè pascolare libere. D’altronde, la terra ha bisogno di essere riscattata ed è importante iniziare a capire che possiamo tutelarla, collaborando con gli animali».  

oche cinzia ferrara

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L’APPELLO

«Per me questi animali sono tutto e non voglio separarmene. Ciò di cui ora ho bisogno è un terreno per loro e uno spazio per me. Sono disposta anche a spostarmi in luoghi che ospitano già altri animali e sono disponibile a occuparmi gratuitamente di tutti». 

Chi può accogliere Cinzia e la sua famiglia di animali? L’associazione AIDAA di Milano appoggia e condivide la sua causa e tante persone in questi giorni le stanno dimostrando la propria vicinanza e si stanno mobilitando per trovare soluzioni, ma al momento la situazione è ferma.

«Spero davvero che qualcuno mi proponga un luogo che sia un minimo strutturato per ospitare sia me che gli animali. Ho bisogno di una stalla per le capre, di una protezione per gli asini e dei recinti per le galline, perché gli animali vanno protetti dai predatori. Inoltre i terreni non devono essere troppo in pendenza e ci deve essere una fonte d’acqua. Mi rendo conto che sono davvero tante le necessità a cui bisogna far fronte, ma ogni animale ha esigenze diverse».

Cinzia ha ricevuto anche diverse proposte concrete ma solo da parte di allevamenti, che accoglierebbero quindi gli animali “a tempo determinato”: «Solo gli asini hanno un passaporto in cui viene sottolineato che non possono essere macellati, ma le capre, le galline e le oche? Per tanti sono solo “animali da reddito”, per me invece sono come figli».

LA STORIA

Cinzia vive in Liguria da oltre vent’anni. Nata e cresciuta a Torino, poco per volta si è avvicinata alla campagna e alla natura: «All’epoca lavoravo come venditrice di prodotti biologici, partecipavo a numerose fiere e a mercati in tutta Italia. Non essendo vincolata a un luogo e viaggiando molto per lavoro, ho deciso di spostarmi, perché l’entroterra ligure mi è sempre piaciuto».

Dopo aver vissuto otto anni in un piccolo villaggio, tredici anni fa si sposta a Testico dove trova una casa in pietra completamente immersa nel verde, tra gli ulivi, con una storia lunga 200 anni: «Quando l’ho vista ho subito pensato che il mio sogno si stesse realizzando». Prende subito in affitto la casa insieme a una persona e investe per ristrutturare il giardino, realizzare un frutteto con frutti antichi e un filare di cipressi. «Pensavo di morirci, qui».

Accoglienza agreste
L’accoglienza agreste

Dopo qualche anno però Cinzia resta sola e lancia il suo progetto legato alle oche: «Ho avviato un piccolo allevamento di oche cignoidi, perché mi ero resa conto che mangiavano tantissima erba e tenevano in ordine lo spazio in cui razzolavano. In più, dove facevano le feci, l’anno successivo cresceva tutto molto più rigoglioso. Ho cominciato quindi a divulgare l’idea che l’oca non è per nulla aggressiva come si crede e può efficacemente sostituire diserbanti e concimi chimici».

Nel 2018 decide di chiudere l’attività di vendita di prodotti biologici per diventare più “stanziale” e iniziare un progetto diverso, legato al territorio: «Volevo dare vita a un B&B. Ho allestito la tavernetta come piccola stazione per biciclette a pedalata assistita, perché questa è una zona di trekking ed escursioni a due ruote. E poi ho apportato tantissime migliorie alla casa, ho dato anche vita a un’area dedicata all’accoglienza “agreste” degli ospiti: con la frutta fantastica che cresce qui avrei potuto offrire crostate con marmellate di gelsi, giuggiole e corbezzoli oppure patate lesse condite con salsine liguri, con ingredienti del territorio. Insomma, avevo idee chiare e ho voluto portare avanti il progetto per dimostrare che le mie non erano solo chiacchere, ma tutti gli sforzi sono stati vani».

Quello che ora cerca Cinzia è un podere con del terreno intorno in comodato d’uso gratuito. In alternativa, è disposta a scambiare l’ospitalità lavorando come custode, occupandosi anche di altri animali eventualmente presenti.

C’è qualcuno che vuole accoglierla? Potete contattarla a questo numero: 349 839 7304.

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