13 Ott 2021

TuttiConnessi: cresce il progetto che ricicla pc usati e li dona a studenti in difficoltà

Scritto da: Lorena Di Maria

Raccogliere e rigenerare computer per donarli agli studenti e alle famiglie che ne hanno necessità: è questo l’obiettivo del progetto TuttiConnessi, che in questi mesi ha recuperato centinaia di dispositivi ed è stato esportato in diverse città italiane, portando la solidarietà a chi è in difficoltà.

Torino - Era il 4 marzo 2021 e ci trovavamo nel pieno della pandemia. In quel periodo vi avevamo parlato di un progetto nato durante il primo lockdown come risposta a un problema sempre più diffuso che ha interessato studenti e famiglie facendo emergere una situazione a dir poco drammatica: la mancanza di dispositivi digitali per accedere alle lezioni in didattica a distanza, che ha completamente tagliato fuori centinaia e centinaia di studenti.

Il progetto in questione si chiama TuttiConnessi e, proprio come vi abbiamo raccontato, è stato capace in questi mesi di attivare un sistema di recupero e rimessa in funzione pc, tablet e smartphone usati che, ricondizionati, sono stati donati a studenti in difficoltà o con scarsi mezzi tecnologici. L’idea è stata pensata specialmente per quelle famiglie più numerose o in situazioni di criticità, impossibilitate ad avere a disposizione sufficienti PC o tablet per i loro figli. E ora che le lezioni sono ripartite in presenza, guardando al di là del momento contingente della pandemia, non possiamo ignorare che la scuola farà sempre più uso di strumenti digitali e che gli studenti avranno sempre più bisogno di dispositivi utili al loro apprendimento.

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Insomma, in questi mesi il progetto TuttiConnessi ha consentito il recupero di centinaia di computer per garantire il diritto a un’istruzione di qualità per tutti i giovani e le giovani, grazie all’aiuto della fitta rete di volontari e delle donazioni di privati e aziende che, in un momento di difficoltà come quello pandemico, hanno reso possibile tutto ciò.

«In questo tempo in cui la tecnologia ci offre una straordinaria occasione di progresso, nessuno può essere lasciato indietro», ha raccontato Feliciana Faiella, co-fondatrice e volontaria del progetto. «Il meccanismo di TuttiConnessi è molto semplice: noi intercettiamo le donazioni di dispositivi digitali attualmente in disuso prima che diventino dei rifiuti. Questi dispositivi saranno poi rigenerati dai nostri volontari e consegnati a chi ne ha necessità».

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Foto di Annie Pratt tratta da Unsplash

Il progetto è stato ideato ad aprile 2020 da Tékhné, Museo Piemontese dell’InformaticaSyxInformatici senza frontiere: «Dall’avvio del progetto sono stati recuperati 500 computer per un valore complessivo di 100.000 euro». Così TuttiConnessi proseguirà per tutto il 2022 e continuerà a essere reso possibile grazie alla collaborazione di diversi attori sociali: dai privati cittadini alle aziende, dai volontari alle associazioni che collaborano, ognuno secondo le proprie capacità e competenze, con l’obiettivo di garantire a tutte e tutti il diritto a un’istruzione di qualità e alla cittadinanza digitale.

Il progetto in questi mesi è anche risultato vincitore del premio War Free Energies 2021 promosso dall’azienda agricola Blu Bit, dall’associazione Acmos e dalla Fondazione Benvenuti in Italia «per la sua capacità di mettere in circolo una rete virtuosa di riciclo e riutilizzo, in particolare di dispositivi elettronici, costosi e di difficile smaltimento, per la sua attenzione a una delle fasce più fragili ma più importanti della popolazione: gli studenti e la comunità scolastica, che sono stati i beneficiari».

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Per prendere parte a questo circolo virtuoso, che si pone l’obiettivo di combattere il digital divide, tutti possono partecipare donando il proprio computer portatile, tablet, smartphone router 4G, di qualsiasi marca e modello, purché funzionante e recente. I dispositivi saranno successivamente raccolti da volontari e sanificati, rigenerati e consegnati alle famiglie degli studenti che ne hanno fatto richiesta. Le richieste saranno poi mediate dai docenti o da altri soggetti e gestite secondo criteri di priorità concordati caso per caso con le associazioni promotrici del progetto.

Saranno infatti i docenti e gli operatori di associazioni e organizzazioni a diventare “garanti” per la raccolta delle domande da parte degli studenti, creando un collegamento che unisce scuola, aziende e terzo settore nel promuovere la solidarietà. E dato il successo di questi mesi, per il prossimo anno verrà attivato anche a Roma, Genova e Bergamo, dimostrando la sua capacità di essere esportabile e replicabile anche in altri contesti e creando una rete sempre più diffusa sul territorio.

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