8 Mag 2023

Rete Semi Rurali: 72 ore per celebrare e tutelare la biodiversità

Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, un tema che deve essere in cima a tutte le agende globali in questa epoca di crisi ambientale e climatica. La Rete Semi Rurali vuole dare corpo a questa celebrazione con un evento della durata di tre giorni per ripensare il nostro stile di vita e il nostro modello agricolo e alimentare.

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Firenze, Toscana - «Il 20 maggio è la Giornata Nazionale della Biodiversità Agricola, mentre il 22 maggio è la Giornata Mondiale della Biodiversità: due celebrazioni spesso sottovalutate. Noi invece abbiamo deciso di collegarle attraverso un festival che dura appunto 72 ore. L’idea è realizzare un appuntamento annuale. Abbiamo scelto Scandicci per le tante attività che facciamo sul territorio: qui abbiamo la sede della nostra associazione, curiamo la biblioteca dell’agrobiodiversità, la casa delle sementi e gestiamo gli orti urbani del comune».

A parlare è Riccardo Bocci, direttore tecnico della Rete Semi Rurali, che propone la seconda edizione del Festival 72 ore di Biodiversità, che anche quest’anno si svolgerà dal 20 al 22 maggio a Scandicci, organizzato con il patrocinio del Comune di Scandicci e della Regione Toscana, in collaborazione con numerose realtà locali che da anni lavorano sui temi dell’agricoltura, della sostenibilità, della cultura e dell’alimentazione. L’obiettivo è celebrare il valore della biodiversità attraverso un evento che possa sempre più sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza e sul valore della biodiversità per la vita del pianeta e di tutti noi.

rete semi rurali 2

La Rete e le 34 organizzazioni che ne fanno parte sostengono e facilitano il contatto, lo scambio e la condivisione di informazioni e iniziative tra quanti affermano i valori della diversità e si oppongono a ciò che genera erosione e perdita di diversità, per promuovere una gestione collettiva dell’agrobiodiversità, fondamentale per la transizione ecologica del nostro modello economico e produttivo. Solo una diversificazione dei sistemi agricoli, che passa dalle sementi, alla trasformazione per arrivare alla distribuzione, può garantire un modello agricolo e alimentare sano e sostenibile nel prossimo futuro. 

«È necessario avviare una riflessione che coinvolga cittadini, produttori, istituzioni ed esperti del settore sulla necessità di modificare i nostri stili di vita, a partire dal cibo che mangiamo. Il mainstream affronta in modo molto superficiale il tema della biodiversità agricola, coltivata e naturale, e quando lo fa ne sottolinea l’importanza in difesa della natura senza rendersi conto dell’importanza per la vita di tutti noi», spiega il coordinatore della Rete Semi Rurali.

rete semi rurali 1

«La Rete si occupa di agricoltura, sementi, conservazione della biodiversità, per noi è importante mettere insieme questi temi», prosegue Riccardo. «Spesso molte informazioni non arrivano ai cittadini, che non sanno come vengono prese alcune decisioni, sulla base di quali dati e osservazioni e cosa si può fare individualmente. Ad esempio, il censimento nazionale dei lepidotteri realizzato dalle Università di Firenze e Torino, che tra l’altro registra un calo netto negli ultimi vent’anni di questi animali, è alla base della strategia europea sulla biodiversità per il decennio 2020-2030». 

Il Festival sarà articolato in numerose iniziative proprio per stimolare nell’opinione pubblica un forte senso di responsabilità. Laboratori per i cittadini e per le scuole, dibattiti, presentazione di libri, un grande mercato agricolo, concerti e spettacoli, conferenze e pasti sociali si alterneranno lungo la tre giorni tra gli Orti della Diversità di Vingone, la Casa dell’Agrobiodiversità e il Parco dell’Acciaiolo,.

È necessario avviare una riflessione che coinvolga cittadini, produttori, istituzioni ed esperti del settore sulla necessità di modificare i nostri stili di vita, a partire dal cibo che mangiamo

In apertura e in chiusura del festival, al Cinema Cabiria è prevista anche una rassegna cinematografica dedicata ai temi dei cambiamenti climatici e dell’agricoltura in collaborazione. L’intera iniziativa è promossa e organizzata da Rete Semi Rurali in collaborazione con Deafal, Società Toscana di Orticultura, European Coordination Let’s Liberate Diversity!, WWOOF, COSPE e Rete Humus.

Fra le numerose iniziative previste nel vasto programma del Festival, vogliamo segnalare quella curata da Deafal ONG, che sabato 20 maggio presenterà la prima Associazione Nazionale Produttori per l’Agricoltura Organica e Rigenerativa, un organismo di tutela, valorizzazione, rappresentanza, divulgazione e implementazione dei principi, dei valori e delle tecniche proprie dell’Agricoltura Organica e Rigenerativa.

In occasione del Festival, la Rete Semi Rurali lancerà anche la casa editrice Edizioni Semi Rurali con le prime quattro pubblicazioni che tratteranno i temi cari alla Rete, dalla realizzazione di un proprio orto, a come produrre i semi per arrivare ai tanti temi pratici utili per promuovere e mettere in pratica una vera rivoluzione agricola, e non solo!

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