11 Lug 2024

Coolcity 2024: Napoli si prepara alla Biennale dell’Acqua esplorando nuovi modelli

Coolcity è un'iniziativa che parte da Napoli e che si dirama a livello globale mirando a promuovere nuovi paradigmi eco-culturali attraverso il recupero e la gestione sostenibile delle risorse idriche urbane. La scorsa settimana Napoli ha ospitato la Preennale dell'Acqua, un evento di due settimane che ha trasformato il complesso di Santa Caterina a Formiello in un fulcro di discussioni, attività, lezioni, laboratori e visite guidate sul tema dell'acqua.

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Campania - Quando si pensa all’acqua di Napoli viene in mente certamente l’enorme distesa di mare e mai l’acqua dolce. Si pensa che quella partenopea sia una città senza un fiume, ma non è così. Esiste una Napoli attraversata da circa tremila sorgenti sotterranee, una Napoli di cisterne che per anni hanno fornito acqua dolce alla gente e che ormai sono abbandonate e dimenticate. È proprio da queste che il progetto Coolcity, “città fresche”, vuole ripartire per proporre nuovi modelli di gestione dell’acqua in città, a Napoli e nel mondo, recuperando la memoria del passato mentre si cerca di salvare il futuro.

Coolcity è una scuola internazionale fondata nel 2021 dall’architetto Alexander Valentino e da Kyong Park, professore presso l’Università della California, a San Diego, per di rivisitare antiche tecnologie e rivedere quelle contemporanee al fine di creare una nuova eco-cultura in grado di contrastare la catastrofe climatica.

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LA PREENNALE DELL’ACQUA: COOLCITY NEL CENTRO DI NAPOLI

Per due settimane, il complesso di Santa Caterina a Formiello, un luogo simbolo delle acque della città perché punto di arrivo dell’antico acquedotto della Bolla, che per due millenni  ha trasportato l’acqua dal Vesuvio alla città, è stato l’epicentro di intense discussioni e attività, lezioni, laboratori e visite guidate sul tema dell’acqua, per richiamare l’attenzione della comunità locale, degli amministratori e dei cittadini su una risorsa troppo spesso abusata e senza dubbio mal gestita, ma non solo.

Nei giorni scorsi il progetto Coolcity ha riunito architetti e ingegneri, antropologi e archeologi, artisti e accademici provenienti da tutto il mondo per riflettere su nuovi metodi di gestione dell’acqua e per iniziare a costruire insieme le fondamenta di un progetto più ampio, la prima Biennale dell’Acqua del Mediterraneo, che partirà da Napoli nel 2026 e che continuerà ad Atene, Alessandria, Valencia e oltre. Un appuntamento da costruire ogni due anni che mira a tenere costantemente attivo l’interesse verso l’importanza di una gestione accurata delle risorse naturali, soprattutto quelle fondamentali come l’acqua.

L’acqua è perduta perché siamo vittime di un sistema che ha diviso le persone

L’idea quasi rivoluzionaria portata avanti da anni dal progetto Coolcity è quello di utilizzare i sistemi del passato e le acque che sono ancora conservate in antiche cisterne per risolvere il problema delle isole di calore in città e per contrastare il riscaldamento globale. «È un modello attuabile a Napoli, ma che potrebbe essere proposto anche in altre città del mondo. Risparmia di dover usare nuove risorse e costruire nuove strutture che farebbero quello che queste vecchie possono già fare», ha sottolineato Dongwoo Yim, professore di architettura presso l’università Hongik di Seoul, che ha preso parte al progetto Coolcity con entusiasmo e interesse.

Obiettivo di questa Preennale dell’Acqua 2024 era quello di recuperare l’antica, vitale e intima connessione degli esseri umani con l’acqua e di guidare un’azione dal basso per resuscitare l’eredità dell’acqua pubblica della città e un’azione comune contro la scarsità di questo bene prezioso. I curatori della Preennale hanno invitato studenti e attivisti a disegnare utopie urbane sull’acqua immaginando nuovi paradigmi eco-culturali, per ribadire l’acqua come bene comune e molto di più.

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LA PERSONALITÀ GIURIDICA DELL’ACQUA

Durante questa Preennale 2024, i relatori hanno fornito ai partecipanti punti di vista divergenti sia sul piano filosofico che di attuazione, ma a unirli tutti vi era l’idea, affermata con convinzione dal progetto Coolcity, della necessità di garantire all’acqua una personalità giuridica, fornendole in questo modo degli strumenti utili a difendersi dall’abuso che troppo spesso gli esseri umani ne fanno.

LE SORGENTI DI NAPOLI

«L’idea è quella di spingere verso una rete duale – mi ha spiegato Daniela Allocca – e iniziare a utilizzare l’acqua potabile solo per bere e cucinare e lasciare ad altre acque reflue tutti gli altri usi». Daniela da anni organizza passeggiate come momento di divulgazione delle proprie ricerche e così ha lavorato anche per Coolcity, guidando i partecipanti tra le più antiche fonti d’acqua napoletane e cercando di sensibilizzare le persone rispetto all’importanza di prendersi cura dell’acqua della città e rivendicare una città più verde e più fresca.

Nel 2021, mi ha raccontato, Coolcity ha intercettato l’antica sorgente delle “mummare”, che si trova nella zona di Santa Lucia e che da tempo si credeva estinta. La fontana era stata chiusa nel ’73, quando Napoli era stata colpita dall’epidemia di colera e si credeva erroneamente che il morbo potesse diffondersi attraverso l’acqua. Il forte legame identitario dei napoletani con quest’acqua dalle caratteristiche peculiari è andato scemando fino a essere dimenticato, ma le acque che ancora ci sono e che ormai non sono più potabili potrebbero essere comunque utilizzate per altri scopi.

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IL VALORE SPIRITUALE E SOCIALE DELL’ACQUA

La storia antropologica e culturale di Napoli si intreccia nelle storie riportate alla luce da Coolcity, che si pone come obiettivo anche quello di restituire importanza all’acqua nel suo valore sociale e spirituale. «A seconda di come una città viene raccontata, cambia anche la percezione delle persone che la vivono. Per quanto mi riguarda, sapere che anche a Napoli ci sono sorgenti di acqua dolce ha cambiato la mia idea sulla città. Anche per questo è importante mantenere la memoria delle acque», mi ha spiegato ancora Daniela.  

«L’acqua è perduta perché siamo vittime di un sistema che ha diviso le persone. Pensiamo che recuperare l’acqua significhi recuperare questa struttura sociale che si è persa. La crisi del nostro tempo è una crisi non solo etica e ambientale, ma anche sociale». Il progetto Coolcity cerca di rispondere a questa crisi e proprio come fa l’acqua, che fluisce e connette.

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