23 Settembre 2025 | Tempo lettura: 7 minuti

Tavoli e piante al posto delle auto: Genova ha trasformato per un giorno i parcheggi in spazi di comunità

Grazie al Parking Day i parcheggi si sono trasformati in luoghi di incontro e socialità. Lo spazio tolto alle auto è stato restituito alla cittadinanza per un giorno.

Autore: Valentina D'Amora
parking day genova 2025
L'articolo si trova in:

In breve

A settembre 2025 il Parking Day è tornato a Genova trasformando i parcheggi in spazi verdi e comunitari.

  • L’iniziativa, nata a San Francisco e diffusa nel mondo, ribalta la prospettiva sull’uso dello spazio urbano.
  • I parklet – micro-giardini e salotti urbani temporanei – hanno animato piazza Marsala con musica, libri e attività.
  • L’obiettivo è mostrare quanto spazio sia occupato dalle auto (circa l’80% delle strade) e come potrebbe essere restituito alle persone.
  • A Genova la sfida è ridurre la dipendenza dall’auto privata, potenziando bici, pedibus e trasporto pubblico.
  • L’iniziativa cresce: dopo il 2024, anche nel 2025 il Parking Day si è diffuso in nuove piazze cittadine.
  • Gli esempi internazionali (Parigi, Barcellona) dimostrano che città più vivibili sono possibili.
  • Fare rete tra associazioni e cittadini è la chiave per trasformare in realtà queste visioni.

E se per un giorno i parcheggi non servissero più alle auto e si riempissero di piante, sedie, tavolini, musica e giochi per bambini? Non serve chiudere gli occhi per immaginarlo perché anche quest’anno il Parking day ci ha regalato un efficace ribaltamento di prospettiva. Piazza Marsala, nel cuore della città, un’area storicamente legata ai teatri poco distanti e alla vita culturale genovese, per un giorno si è trasformata in palcoscenico urbano a cielo aperto.

Così lo spirito del Parking Day, la manifestazione nata nel 2005 a San Francisco e diffusasi in tutto il mondo, ha preso piede anche in Italia e da qualche anno ha trovato casa a Genova, grazie a un gruppo di attivisti urbani. L’idea è semplice ma dirompente: dimostrare che buona parte dello spazio delle nostre città, occupato dalle automobili, potrebbe invece essere trasformato in un luogo pulsante di vita, socialità e incontro.

Scambio, sosta e relazione sono le prime parole che mi vengono in mente pensando a questa piazza, solitamente presa d’assalto dalle auto prima degli spettacoli e che invece è capace di rivelarsi uno “spazio scenico” della società quando torna in mano alle persone.

parking day
L’angolo dello swap party del Parking Day 2025 a Genova: condividere e scambiare, per ridurre gli sprechi.

I parklet: riprendere lo spazio alle auto

«Attraverso la dimostrazione pratica, – racconta Valentina Rossotti, una delle ideatrici dell’evento genovese – le persone si rendono conto di quanto spazio venga effettivamente sottratto alla collettività dalle auto. Restituirlo alla città significa restituirlo a tutti: a chi si muove a piedi o in bici, a chi vuole fermarsi all’ombra di un albero, a chi non possiede una macchina, ma ha diritto di vivere le strade come luoghi di incontro e socializzazione».

Al centro dell’esperienza ci sono i parklet, piccole strutture temporanee che occupano il piccolo “rettangolo blu” di un parcheggio per auto e lo trasformano in un micro-giardino, in un salotto urbano oppure in uno spazio ludico. Così i parcheggi diventano estensioni del marciapiede: offrono ai cittadini luoghi dove sostare, sedersi e riposare. Possono accogliere persone, verde, installazioni artistiche o servizi legati alla mobilità sostenibile, favorendo così nuove forme di socialità e di fruizione della strada.

D’altronde se «in media l’80% dello spazio stradale è dedicato alle auto, tra circolazione e parcheggi, spesso visto come un ‘male necessario’», come ha sottolineato Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore del Centro Studi FIAB, iniziative come i parklet sono un buon punto di partenza.

80%

Lo spazio stradale dedicato alle auto in media tra parcheggi e carreggiate.

-50%

Riduzione del NO2 a Parigi dal 2007 grazie a misure su mobilità e spazi pubblici.

«Il parklet – spiega Rossotti – è concepito come una soluzione leggera, veloce ed economica. La sua natura temporanea permette di testare nuove configurazioni dello spazio pubblico senza interventi definitivi. Si possono sperimentare benefici immediati e, sulla base delle reazioni dei cittadini, prendere decisioni più consapevoli per progetti futuri».

Non è solo un esercizio di fantasia: i parklet aiutano a immaginare concretamente città diverse. Promuovono una nuova idea di urbanità che si collega ai principi delle Città30, modelli in cui la velocità viene ridotta a vantaggio di sicurezza, salute e vivibilità. «Con naturalezza, i parklet spingono verso una città più calma, sicura e a misura d’uomo. Creano luoghi dove fermarsi, vivere e socializzare: proprio quello che serve per realizzare una Città30».

parking day
La piccola oasi urbana del Parking Day, fatta di sdraio e pagine da sfogliare

La sfida di Genova

Genova è una città particolare. Stretta tra mare e monti, ha spazio limitato e spesso conteso. «Ecco perché la sfida principale – aggiunge Rossotti – è ridurre la dipendenza dall’auto privata, potenziando il trasporto pubblico e incentivando la mobilità sostenibile e condivisa. Ma occorre anche ripensare gli spazi pubblici con più alberi e più verde, che non solo rendono la città più bella, ma migliorano la qualità dell’aria e il benessere di tutti».

Non mancano esempi virtuosi da cui partire. Secondo Rossotti la pista ciclabile su Corso Italia potrebbe essere estesa fino a Nervi o al Porto Antico, creando un asse ciclabile continuo lungo il mare. In centro storico Piazza Sarzano, un tempo parcheggio e oggi spazio vivibile, dimostra come la riconversione di aree destinate alle auto possa restituire vitalità al tessuto urbano.

Anche i progetti dal basso come il Pedibus, in cui si accompagnano i bambini a scuola a piedi e in gruppo, riducendo traffico e inquinamento, mostrano come la mobilità sostenibile possa prendere piede dalle piccole abitudini quotidiane. «E ci sono tante altre piazze – sottolinea Rossotti – come Colombo, Bandiera o Fontane Marose, che meritano una seconda vita».

Dalla diffidenza all’entusiasmo

Il cambiamento, si sa, genera resistenze. «All’inizio c’è stato scetticismo, è normale: cittadini e negozianti temono di perdere comodità o clienti», ammette Rossotti. Eppure la pratica dimostra esattamente il contrario: gli spazi pedonali attirano più persone, generano più vivacità e migliorano l’ambiente urbano. «Spesso – aggiunge – anche chi era contrario finisce per apprezzare il cambiamento, perché si rende conto che una piazza viva porta decisamente più opportunità di una “piazza-parcheggio”».

Sabato tra i partecipanti c’erano famiglie con bambini, gruppi di amici e membri delle associazioni coinvolte, tutti molto soddisfatti della riuscita della giornata. «Non abbiamo notato residenti della zona, probabilmente perché l’area è più caratterizzata da uffici che da abitazioni».

La cosa significativa però è che, dopo l’edizione dello scorso anno, è stato dato un esempio concreto di cosa significhi Parking Day: «L’iniziativa si è diffusa in altre aree della città e, per esempio, venerdì scorso si è svolta anche in piazza Colombo. Questo dimostra quanto sia importante che il modello si stia replicando e ampliando».

parking day
Condividere una pizza, all’ombra di un ombrellone: la città che si trasforma

Uno sguardo al mondo

Il Parking Day genovese poi non nasce isolato, ma si inserisce in una rete di esperienze internazionali. Barcellona ha sperimentato le superillas, isolati interi restituiti alla socialità; Parigi ha investito in piste ciclabili, zone pedonali e limiti di velocità, riducendo in pochi anni il livello di inquinamento urbano. «A Parigi dal 2007 a oggi la concentrazione di NO2 nell’aria è diminuita del 50%. Sono esempi da cui imparare, perché dimostrano che cambiamenti profondi sono possibili».

Il segreto sta nella collaborazione: associazioni, comitati, reti internazionali che uniscono le forze per costruire città più vivibili. «Fare rete – conclude Rossotti – è fondamentale. Solo insieme possiamo trasformare davvero le città. Più siamo, più Genova può cambiare».

Le realtà coinvolte sono state: FIAB Genova, Cittadini Sostenibili, associazione Come il Colibrì, Greenpeace Gruppo Locale di Genova, Cicloriparo, Biciofficina Boom, Spazio 126, associazione tRiciclo – bimbi a basso impatto, Genova Ciclabile.

Informazioni chiave

Ripensare lo spazio urbano

Il Parking Day mostra quanto spazio dedicato alle auto possa diventare luogo di socialità e comunità.

Parklet come strumenti concreti

Piccoli, temporanei ed economici, i parklet permettono di testare nuove configurazioni urbane.

Dalla diffidenza all’entusiasmo

Se inizialmente temuti, gli spazi senza auto attraggono più persone e vitalità urbana.

La rete come forza del cambiamento

Associazioni, cittadini e istituzioni insieme possono rendere permanente il cambiamento avviato dal Parking Day.