23 Dicembre 2025 | Tempo lettura: 7 minuti
Ispirazioni / Io faccio così

La storia di Luisa Becchio e del suo Cortile Vanillu, progetto di cucina vegetale in un piccolo borgo

Cortile Vanillu non è “un locale vegano”, ma un esperimento territoriale di cucina vegetale. A lanciarlo la giovane Luisa Becchio nel piccolo borgo piemontese di Giaveno.

Autore: Paolo Cignini
Ritratto di Luisa Vecchio, fondatrice di Cortile Vanillu, progetto di cucina vegetale a Giaveno
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In breve

Cortile Vanillu è un esperimento di cucina vegetale a Giaveno, in Val Sangone, provincia di Torino, nato dal cambio vita di Luisa Becchio.

  • Dopo una diagnosi di artrite reumatoide, Luisa ha cambiato alimentazione, lavoro e vita, abbracciando il cibo di origine vegetale e lasciando il suo posto in ufficio.
  • All’inizio della sua “nuova vita” ha aperto Cortile Vanillu, un progetto di cucina vegana.
  • Ha scelto Giaveno, un paesino, per potersi inserire in una piccola comunità e valorizzare i rapporti umani.
  • Proprio per questo Cortile Vanillu non punta ai grandi numeri: ospita (pochi) eventi e offre servizio di catering e asporto.

Cortile Vanillu si definisce, per bocca della sua ideatrice Luisa Becchio, uno «spazio creativo con cucina vegetale» che alterna attività diverse che ruotano attorno a temi comuni: rispetto, creatività, sostenibilità, ascolto di sé e degli altri. L’obiettivo dichiarato è una “rivoluzione gentile” attraverso cura, buon cibo e creatività, senza l’aria di chi deve “convertire” qualcuno. È anche per questo che, fin dall’inizio, Luisa ha scelto di stare fuori dalla città: provare a far succedere qualcosa dove, fino a ieri, quella proposta non c’era.

La ragazza ha infatti scelto come location per la sua attività Giaveno, in Val Sangone in provincia di Torino, la “casa” di Cortile Vanillu. Portare qui una proposta di cucina vegetale non è una moda, è una scelta culturale che si misura col territorio. Giaveno non è Torino “in piccolo”: è un paese di valle, con abitudini alimentari e sociali consolidate, dove l’innovazione – specie a tavola – non passa per default.

Un cambio vita che parte dalla salute e diventa consapevolezza

Prima del Cortile, Luisa lavorava in un ufficio di marchi e brevetti. Il progetto nasce da un cambio di vita netto, non da un’idea “carina” trovata su un social. Nella sua storia c’è anche una malattia autoimmune – l’artrite reumatoide – e una svolta alimentare arrivata da un consiglio medico, a fine 2019: eliminare latticini e alcuni alimenti, osservare come reagisce il corpo, studiare alternative.

Buffet di cucina vegetale preparato da Cortile Vanillu per un evento a Giaveno, in Val Sangone
Preparazioni di cucina vegetale per un buffet-evento da Cortile Vanillu, a Giaveno.

Da lì la dieta diventa studio e poi scelta etica. «Sono diventata vegana per un motivo di salute – mi racconta – informandomi, guardando documentari, leggendo; ho deciso che non si poteva più tornare indietro». Quando una consapevolezza diventa così concreta, prima o poi chiede una forma pubblica, un luogo, una prova sul campo. Nel suo caso è un salto vero: «Mi sono licenziata senza nulla in mano, avevo solo Cortile Vanillu».

Poi arriva lo spazio giusto, a Giaveno, con un cortile esterno che diventa stanza in più quando la stagione lo permette. Anche il nome dice molto dell’operazione. “Cortile” richiama l’idea di uno spazio condiviso, domestico e comunitario, dove ci si incontra prima ancora di “consumare”. “Vanillu” invece porta dentro la sua storia: un omaggio alla vaniglia e alla pasticceria – una passione di Luisa– ma anche a un immaginario di altrove, che qui in valle diventa un modo per aprire possibilità senza strappare le radici.

Cucina vegetale a Giaveno: eventi, catering e asporto

Se lo cerchi come un ristorante aperto tutte le sere, sbagli aspettativa: qui si apre “solo per eventi o prenotazioni”. Cortile Vanillu vive quando c’è un appuntamento, una richiesta, una comunità che decide di sedersi insieme. Gli eventi in cortile oggi sono pochi e selezionati: nei mesi caldi due o tre e in questo periodo al massimo due al mese, spesso intrecciando cibo, incontri e pratiche di benessere.

La continuità però la tengono le cose più concrete: catering e feste private, dentro e fuori location, su numeri contenuti. «Massimo 20-30 persone», chiarisce Luisa. È una scelta di misura, non un limite: qui l’idea è l’intimità, non i grandi volumi. Il catering è pensato per compleanni, buffet e picnic, con preparazioni a base vegetale; non è possibile garantire la non contaminazione da glutine. Si può anche affittare la location per piccoli eventi privati, abbinando lo spazio al catering scelto.

Cortile Vanillu, progetto di cucina vegetale a Giaveno, in Val Sangone
Cortile Vanillu, spazio di cucina vegetale a Giaveno.

E poi c’è la gastronomia veg da asporto, che in una valle come questa conta forse più di tante dichiarazioni. È la cucina che esce dal cortile senza perdere identità e permette di “provare” senza esporsi, con un ordine e un ritiro. Il ritiro è previsto in giorni fissi: mercoledì mattina e sabato mattina. Le opzioni sono semplici e “da tavola vera”: antipasto, primo, secondo, contorno e dolci.

Accanto all’asporto, torte e dolci su ordinazione – sempre vegetali, senza latte e senza uova – e una presenza in fiere e mercatini, spesso in ambito olistico, con box pranzo per chi passa la giornata in evento. È un modo di stare nel territorio senza aspettare che il territorio venga per forza al cortile. Tra le novità, anche l’ingresso nella rete Swap Party Italia e alcune collaborazioni con realtà locali che rivendono biscotti e torte: un altro modo per “entrare” nelle abitudini senza prediche.

Cucina vegetale in Val Sangone

All’inizio l’avevo immaginata semplice: verranno soprattutto persone già “sensibili”, già dentro scelte vegane. Luisa mi frena: «Non è detto. Anzi». La notizia è che spesso arrivano persone onnivore, curiose o diffidenti e l’esperienza le sorprende proprio perché non chiede un’etichetta in ingresso. A volte la frase che resta non è “che buono” ma “non mi sono assolutamente ricordato che non c’erano derivati o prodotti animali in questo pasto”. È lì che capisci che il punto non è convincere, ma togliere l’ansia della mancanza e far passare l’idea che “senza” non significhi “meno”.

In questo percorso, anche portare in valle alcuni temi fa la differenza. Luisa cita le serate dedicate a Food for Profit, documentario-inchiesta di Giulia Innocenzi, con Pablo D’Ambrosi, sull’industria della carne e gli allevamenti intensivi. «Abbiamo fatto proiezione, apericena vegetale e confronto», racconta e dice che da lì qualcuno ha iniziato a ridurre o a sperimentare. In un contesto dove la cultura tradizionale è forte, un cambiamento “piccolo” – una scelta in meno, un piatto diverso ogni tanto – ha un peso specifico enorme.

Banco di Cortile Vanillu a un mercatino con proposte di cucina vegetale a Giaveno, in Val Sangone
Cortile Vanillu presente a un mercatino a Giaveno con proposte di cucina vegetale.

Cortile Vanillu è un’impresa di piccole dimensioni, sostenuta in gran parte dal lavoro diretto di Luisa e da entrate variabili. «Sono sola e ogni scelta dipende da me», dice. «Tutto quello che entra viene continuamente reinvestito». E poi c’è la stagionalità: «La difficoltà più grossa è l’altalena: febbraio fermo, agosto fermo, non si sa mai come andrà il mese; nel momento in cui ti assenti una settimana sei costretto completamente a fermarti». Sostenere un progetto così significa riconoscere che la “rivoluzione gentile” ha anche conti, tasse, stanchezza e incertezza.

Eppure, in mezzo a conti e altalene, Luisa tiene fermo un punto: «Ben venga se Cortile Vanillu diventa da ispirazione per altri locali, per introdurre qualche opzione vegana o anche solo inclusiva». Lo dice senza farne una bandiera: per lei la differenza la fanno i dettagli misurabili, quelli che vedi nelle richieste che arrivano e in chi torna.

Nel concreto, la traccia che Cortile Vanillu lascia sul territorio si legge in alcune cose semplici. Negli eventi, quando gli onnivori apprezzano il cibo consumato dimenticandosi che non conteneva prodotti di origine animale. Nella crescita dell’asporto nei periodi di feste, quando una cena “veg” diventa una soluzione normale, non un’eccezione. E nel fatto che il progetto non resta chiuso nel cortile: mercatini, fiere, collaborazioni e rivendite di biscotti e torte sono modi diversi per incontrare persone che non avrebbero cercato un’esperienza vegetale “di loro iniziativa”.