20 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 8 minuti

Inquinamento ambientale Fluorsid, Grig: “Vogliamo bonificare o no le aree inquinate?”

Mentre la Fluorsid sottolinea l’assenza di collegamenti tra l’azienda e i danni ambientali, l’associazione ecologista GrIG chiede una piena bonifica ambientale.

Autore: Redazione Sardegna che Cambia
L'impianto nella zona industriale di Macchiareddu, in Sardegna
L'articolo si trova in:

In breve

Il colosso dell’industria chimica Fluorsid è sotto accusa da parte degli ambientalisti per una mancata bonifica.

  • Da decenni lo stabilimento di lavorazione del fluoro Fluorsid opera in Sardegna, con attività dall’elevato impatto ambientale sull’area.
  • Come evidenziato dal GIP che ha curato le indagini, le persone residenti lamentavano infiltrazioni di polveri fin dentro le loro case, con sintomi connessi alla loro inalazione.
  • Nel corso di un procedimento penale conclusosi nel 2019, la Fluorsid si impegna a portare a termine un piano di risanamento e bonifica del costo di 22 milioni.
  • Il Gruppo di Intervento Giuridico ha ricostruito la vicenda e fatto notare come la bonifica non sia ancora stata effettuata. Lo scorso dicembre un’ordinanza sindacale ha dato all’azienda 180 di tempo per provvedere.
  • Dal canto suo, la FLuorsid sostiene di aver integralmente mantenuto gli impegni.

Sono passati più di cinque anni dalla chiusura del procedimento penale sull’ipotesi di inquinamento causato da Fluorsid, azienda fondata nel 1969 in Sardegna, leader mondiale nell’intera catena del valore del fluoro con la produzione e vendita di derivati. Undici i patteggiamenti – 23 mesi e 7.000 euro di multa, con pena sospesa – e 22 i milioni – fondamentali per il patteggiamento, “promessi” da parte dell’azienda rimasta comunque estranea alle imputazioni – per un Piano di risanamento e bonifica; questi i numeri con i quali nel 2019 si sarebbe dovuta chiudere la vicenda. Ma il condizionale è d’obbligo.

«Nessuna bonifica ambientale per riparare il gravissimo inquinamento ambientale causato dalle attività industriali connesse agli impianti industriali Fluorsid nell’area industriale di Cagliari-Macchiareddu, nella zona umida di Santa Gilla, nelle campagne del Cagliaritano, approdato – dopo approfondite indagini svolte dalla Procura della Repubblica e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale – in sede giudiziaria. Il procedimento penale si concluse con un ampio patteggiamento e l’assunzione dell’obbligo di integrale bonifica. Così non vi è stato un dibattimento pubblico né la possibilità di costituirsi parte civile e nemmeno la possibilità di valutare se vi fossero state effettive responsabilità aziendali nel vero e proprio disastro ambientale».

A ripercorrere le cronache passate e presenti è l’associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico, la quale passa in rassegna i punti principali della vicenda – trattata anche in una recente inchiesta del programma di Rai3 Report, a cura di Luca Chianca. Per gli ambientalisti, la sentenza è quella tangibile che condanna l’ambiente e chi lo attraversa, «dopo più di cinque anni nulla. Al disastro ambientale si aggiunge l’elusione degli obblighi di effettiva integrale bonifica ambientale, il minimo da fare in occasione di simili danni alla natura e al popolo inquinato».

fluorsid
Assemini, cartello sequestro preventivo sito inquinato Fluorsid (2017)

La ricostruzione del Grig

Come riporta il Grig, al centro del patteggiamento c’è l’attenuante del ravvedimento operoso, la quale si ha «nei confronti di colui che si adopera per evitare che l’attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi». Quello che però sottolinea l’associazione è che dopo più di cinque anni, la bonifica ambientale non si vede proprio.

Il Sindaco di Assemini Mario Puddu – su richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) – ha, emanato l’ordinanza sindacale con cui a fine 2025 ha disposto a carico della Fluorsid di provvedere non oltre 180 giorni dalla notifica “un intervento di rimozione dei rifiuti abbandonati e allo smaltimento e/o recupero degli stessi nei modi di Legge, al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale del sito”. Quello che Report ha anticipato è che la Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un’indagine per la mancata bonifica, ma la domanda è anche: come si è giunti a questa situazione?

Il dispositivo del GIP contesta una grave contaminazione del suolo

“Una situazione scandalosa”

Il Grig la definisce senza mezzi termini: «Scandalosa», con dimensioni dell’inquinamento «devastanti». Le certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale non sono mancate eppure gli impianti della Fluorsid, sono risultati al centro di un vero e proprio disastro ambientale. Il 16 maggio 2017 su disposizione della Procura della Repubblica e del G.I.P. del Tribunale di Cagliari, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale pone sotto sequestro preventivo le aree degli impianti industriali Fluorsid e procede all’arresto di sette dirigenti, collaboratori e appaltatori dell’industria chimica.

Il dispositivo del GIP, che si articola in 168 pagine, contesta testualmente “una grave contaminazione dell’aria, per effetto della dispersione delle polveri nocive, altamente concentrate, provenienti dallo stabilimento Fluorsid dal cantiere di Terrasili; una grave contaminazione del suolo, ascrivibile anzitutto alla diffusione delle polveri e dimostrata dalle analisi dei campioni di suolo e di vegetali, prelevati da aree prossime allo stabilimento; contaminazione delle falde acquifere di metalli pesanti e composti inorganici; contaminazione da fluoro degli allevamenti a Macchiareddu […] è acclarato che alcuni capi ovini allevati a Macchiareddu […] avevano contratto la Fluorosi, una grave malattia”. Un elenco che passa anche per le segnalazioni della comunità. 

Sempre dal dispositivo, “[le persone abitanti le zone periferiche dell’abitato di Assemini, ndr] lamentavano che, specie quando spirava il vento, le polveri si infilavano in casa anche attraverso gli infissi, creando dappertutto una densa patina biancastra; tutti avevano lamentato bruciori agli occhi e alle vie respiratorie, avevano riferito dell’odore acre e acido delle polveri. Alcuni avevano notato effetti nocivi sui figli minori, e altri li avevano paventati”. Non manca l’interramento e sversamento di rifiuti pericolosi che “hanno certamente determinato una contaminazione delle matrici ambientali […] che è in atto ed è grave come è dimostrato dalle patologie su descritte e dalla pressoché totale scomparsa della vegetazione nelle aree adibite a discarica”.

HEADER fluorsid giulini
Tommaso E. Giulini, dal 2014 Presidente di Fluorsid

Da ultimo, lo sversamento “reiterato e non occasionale” di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla. Come sottolinea il Grig, alcune delle persone arrestate hanno iniziato presto a collaborare e così sono giunte le prime ammissioni e la scoperta di ulteriori discariche abusive di rifiuti industriali. Nel frattempo, sempre il Gruppo d’Intervento Giuridico aveva da subito provveduto a inviare, il 18 maggio 2017, alla Procura della Repubblica di Cagliari una specifica segnalazione concernente l’opportunità di aprire una procedura per l’accertamento della responsabilità della Fluorsid in relazione ai fatti di gravissimo inquinamento ambientale.

Ma ad accertare la mancata bonifica è anche – a febbraio 2023 – il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il quale informando la Procura della Repubblica di Cagliari, il MASE, la Città metropolitana di Cagliari e i Comuni interessati, ha chiesto l’avvio delle procedure previste dalla normativa ambientale per imporre la bonifica delle aree, sia ai proprietari dei terreni sia ai soggetti ritenuti responsabili degli sversamenti. Ma è anche la relazione di sopralluogo redatta nel 2023 dai tecnici della Città metropolitana di Cagliari a evidenziare come nelle aree ispezionate, il materiale scaricato abbia modificato in modo evidente il terreno e non sono state rilevate attività di rimozione dei materiali né interventi di indagine ambientale.

Il GrIG, dopo anni di mancata bonifica, aveva inoltrato a luglio 2023 una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per verificare quali atti abbiano adottato le amministrazioni pubbliche competenti per dare esecuzione alle misure di bonifica ambientale contenute nella sentenza del luglio 2019. Coinvolti il MASE, il Ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la Città metropolitana di Cagliari, i Comuni di Assemini e Uta e informate la Procura di Cagliari e la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna. Ma la piena bonifica ambientale non risulta ancora effettuata.

HEADER fluorsid 3
Lo stabilimento della Fluorsid a Macchiareddu negli anni settanta – Wikipedia

La replica della Fluorsid

In un lungo comunicato, la Fluorsid sottolinea come “nel corso degli anni” siano state affrontate “verifiche e controlli che non hanno mai dimostrato un nesso di causalità tra le attività produttive dell’azienda e i presunti danni ambientali oggetto di contestazione pubblica. Le accuse formulate nel procedimento penale del 2017 hanno riguardato persone fisiche ma non hanno coinvolto la società e, non essendosi giunti a dibattimento, non sono mai state provate”. L’impegno per il Piano da 22 milioni di euro sarebbe invece stato “integralmente mantenuto” ma non solo: “Non ha mai previsto interventi di bonifica di terreni nella zona industriale di Macchiareddu, ma esclusivamente opere all’interno dello stabilimento e in altre aree di sua proprietà”.

“Al momento – si legge sempre dalla nota dell’azienda, qui nella versione integrale– non esistono, a carico della società, obblighi giuridici di rimozione di materiali, la cui riconducibilità all’attività di Fluorsid non è mai stata dimostrata”. L’azienda rinnova infine la disponibilità a un confronto per “affrontare in modo serio e costruttivo qualsiasi tema ambientale”, ma la posizione degli ambientalisti non cambia. L’associazione «auspica la giustizia del popolo inquinato e che vengano adottati tutti i provvedimenti di natura amministrativa e giudiziaria per giungere concretamente a una piena bonifica ambientale, nel caso svolgendo le necessarie attività in danno ai soggetti responsabili».