Val Pennavaire: un laboratorio silenzioso di turismo sostenibile
Tra arrampicate, cammini lenti e micro-ospitalità diffusa, la Val Pennavaire sperimenta un turismo essenziale e rispettoso, dove la qualità dell’esperienza conta più dei numeri. Un laboratorio silenzioso di sostenibilità tra Liguria e Piemonte.
Ci sono territori e località che hanno la capacità di suscitare sensazioni uniche: memorie e nostalgie di ciò che ancora non conosciamo, ma riconosciamo. Sono quei territori che possiedono una memoria antica, dove l’essere umano ha dai tempi più antichi vissuto – e forse amato. Dove forse non era l’abbondanza a fare da padrona, ma il necessario: nutrimento, protezione e una relazione di unità con l’ambiente naturale.
Uno di questi luoghi mistici e silenziosi è la Val Pennavaire, territorio di confine tra Liguria e Piemonte che si distende nell’entroterra di Albenga, attorno al torrente omonimo. Una valle che ha conservato negli ultimi decenni una sua identità selvatica e affascinante, attraendo a sé nuovi abitanti e turisti, che hanno sentito una necessità simile: un ritorno alla lentezza, al silenzio e a una relazione più equilibrata con la Natura.

Un turismo che nasce dalla roccia
Da diversi anni la valle è conosciuta in Italia e nei Paesi limitrofi soprattutto per l’arrampicata sportiva. Le falesie calcaree, esposte al sole e praticabili per gran parte dell’anno, hanno attratto negli ultimi decenni infatti climber italiani ed europei. A differenza di zone più conosciute e “sfruttate” come Finale Ligure, la crescita qui è stata più organica e più sostenibile. I piccoli B&B, gli agriturismi e le case in affitto che negli anni hanno aperto, hanno assorbito un flusso abbastanza costante.
A differenza di altre località infatti, dove l’outdoor è diventato una vera e propria industria turistica con servizi specializzati e infrastrutture dedicate, la Val Pennavaire mantiene un’impronta più spontanea e autentica. Questo la rende meno strutturata, ma anche più coerente con un’idea di sostenibilità per l’ambiente naturale, ma anche per gli abitanti che, visti i flussi limitati di turismo, riescono a convivere in maniera tollerante.
Trekking e cammini lenti
Visitare la valle a piedi è forse il modo più coerente con la sua natura. Sentieri CAI, antiche mulattiere, percorsi che collegano frazioni e crinali permettono di attraversare ambienti diversi in poche ore: boschi misti, pareti rocciose, fasce coltivate, scorci che arrivano fino al mare nelle giornate più limpide. Diversi trekking sono stati tracciati negli anni, tra cui alcuni presenti nel sito di valle e nella guida Pennavalley. Qui la segnaletica è limitata e in alcuni casi i sentieri non sono totalmente puliti: ciò limita alcuni percorsi, ma al tempo stesso permette quando possibile un’esperienza più immersiva e autentica.
Rispetto ad altre aree montane liguri, qui i percorsi sono di diverse difficoltà, permettendo la fattibilità sia a grandi che a piccoli camminatori. E come spesso accade, conoscere un territorio attraverso la lentezza del cammino permette non solo di entrare in relazione con paesaggi nuovi, ma anche con chi vive ogni giorno quei luoghi: piccoli produttori, residenti, nuovi riabitanti. La dimensione relazionale diventa così parte integrante e arricchente del viaggio.

Tra mare e monti in bici
La valle, collegando la costa alle aree montane, offre un’altra modalità di viaggio ed esplorazione: la bicicletta. Sono molti gli appassionati che durante tutto l’anno percorrono la strada provinciale, per risalire dal mare allo svalicamente verso il versante piemontese. Qui, tra borghi in pietra e scorci dove le montagne sembrano galleggiare sospese sul mare, i panorami sono di grande suggestione.
Anche per chi è appassionato di due ruote, la competizione lascia spazio a momenti più contemplativi, dove il silenzio e la tranquillità si respirano ad ogni giro di pedale. La bici diventa così strumento di un turismo più sostenibile e quindi meno impattante. E per chi non è allenato? Si stanno diffondendo sempre più negozi di noleggio di e-bike – principalmente nelle località costiere –, con stazioni per ricaricarle lungo la valle
Camper e micro-ospitalità
Un altro fenomeno in crescita è il turismo in camper e van. La Val Pennavaire, con i suoi spazi aperti e la bassa densità abitativa, si presta a questa modalità di viaggio, conosciuta e utilizzata soprattutto da turisti sportivi che si muovono lungo la valle e non solo, per arrampicata e trekking. Si tratta però di un equilibrio delicato: l’assenza di aree attrezzate nei quattro Comuni nel tempo ha generato situazioni non sempre piacevoli.
Tra rifiuti prodotti che non hanno trovato la giusta destinazione, parcheggi trasformati occasionalmente in aree di campeggio non regolamentate e assenza di strutture per bagni accessibili, da opportunità di accoglienza i campeggiatori sono ad oggi visti dagli abitanti locali non sempre di buon occhio. Ma è possibile ancora fare molto: attraverso aree regolamentate e accessibili, servizi dedicati e indicazioni chiare, le molte difficoltà possono trasformarsi velocemente in occasioni anche per chi vive nel territorio.

Un modello di sostenibilità lenta
La Val Pennavaire sta creando in questi anni un suo modello unico di accoglienza: lontana dal turismo di massa di mete vicine, sta cercando di distinguersi per le sue peculiarità, trasformando potenziali limiti in punti di forza. Molte abitazioni una volta abbandonate si stanno via via riabitando e trasformandosi in alcuni casi in alberghi diffusi o piccoli affittacamere. Il suo terreno, non adatto un’agricoltura intensiva, ha preservato la valle e le sue ricchezze naturalistiche e di biodiversità, rimanendo un luogo selvatico e silenzioso, pronto per essere lentamente e rispettosamente esplorato e diventare luogo di connessione autentica con l’ecosistema che ha saggiamente preservato in questi decenni.
E così la Valle si sta trasformando, apprendendo da modelli intensivi fallimentari, in un laboratorio silenzioso di turismo sostenibile, dove la qualità vince sulla quantità. E proprio da qui nasce il progetto di Val Pennavaire in rete, che mette in relazioni chi opera sul territorio, aprendo a momenti di confronto e dialogo, per creare le basi di una narrazione condivisa, oltre che una valorizzazione dei prodotti locali, e di un’educazione e cultura ambientale.
Si sa, la sostenibilità rischia sempre più di diventare il nuovo slogan da urlare: è per questo che visitare la Val Pennavaire e altre valli simili nella loro autenticità, permette di sciogliere ogni dubbio: poche infrastrutture invasive, recupero dell’esistente, mobilità lenta, permettono un’esperienze a misura di chi vuole conoscerla e attraversarla con rispetto.









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