26 Marzo 2026 | Tempo lettura: 7 minuti

La salute è una questione culturale, sociale e politica. Dal Senato una proposta per cambiare paradigma

Italia Che Cambia ha moderato un incontro tenutosi presso il Senato che ha l’obiettivo di dare inizio a un percorso che, anche attraverso un disegno di legge, vuole promuovere un approccio sistemico alla salute.

Autore: Daniela Bartolini
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In breve

È partito dal Senato un percorso per promuovere la salute sistemica.

  • Un incontro tenutosi presso il Senato – moderato da Italia Che Cambia e partcipato da addetti ai lavori e rappresentanti politico-istituzionali – ha introdotto un percorso per cambiare il paradigma di approccio alla salute.
  • Sono state evidenziate alcune criticità e rischi di dipendenza dal mercato dei farmaci anche in interventi con l’obiettivo di prevenire le malattie anziché curarle, come gli screening.
  • È emerso come prendersi cura della salute non sia solo un compito che spetta al sistema sanitario, ma sia un lavoro culturale, educativo, relazionale, sistemico.
  • È stata avanzata la proposta di introdurre una nuova figura professionale: quella del Promotore della Salute Sistemica.
  • Tutte queste premesse sono state raccolte in un disegno di legge che verrà presentato dalla senatrice Elena Murelli, fra le promotrici dell’iniziativa.

La salute non può essere ridotta solo a una questione sanitaria: è ancor prima una questione culturale, sociale e politica. È questo uno dei messaggi emersi con forza dalla conferenza stampa “La promozione della salute sistemica al centro delle politiche pubbliche”, che si è svolta due giorni fa al Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Promozione della Salute”. Un appuntamento che segna un passaggio importante nel tentativo concreto di portare dentro le istituzioni un cambio di paradigma sul concetto stesso di salute.

A moderare l’incontro Italia che Cambia, media partner della Rete Europea SALUS – di cui Fondazione Internazionale LUMEN ETS è capofila –, che da anni lavora per costruire un ponte tra ricerca, pratiche territoriali e politiche pubbliche e che svolge anche il ruolo di segretariato dell’Intergruppo. Un intergruppo che ha l’obiettivo ambizioso di riportare al centro delle politiche pubbliche la promozione della salute come leva strategica per affrontare le sfide dei prossimi decenni.

Non si tratta solo di migliorare i servizi sanitari, ma di intervenire a monte, sui determinanti della salute: stili di vita, relazioni, ambiente, consapevolezza. In altre parole, costruire condizioni che rendano possibile una vita sana prima ancora che intervenire sulla malattia. Un’urgenza resa evidente anche dai dati: entro il 2040 l’Italia sarà uno dei Paesi più longevi e anziani al mondo, con oltre il 30% della popolazione sopra i 65 anni e un raddoppio degli over 80. La questione non è quindi solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.

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La senatrice Elena Murelli (a sinistra) insieme alla naturopata Milena Simeoni

Uno dei passaggi più significativi è stato l’intervento del Dottor Alberto Donzelli, co-presidente del Comitato Tecnico Filosofico Scientifico di SALUS e presidente di Fondazione Allineare Sanità e Salute ETS, che ha chiarito la distinzione tra prevenzione e promozione della salute. Oggi, ha sottolineato, la prevenzione viene di fatto identificata quasi esclusivamente con screening e diagnosi precoce. Ma questa visione, oltre a essere riduttiva, rischia di essere fuorviante. Diversi studi e meta-analisi mostrano infatti come gli screening abbiano un impatto limitato, in alcuni casi nullo o addirittura controproducente, sulla mortalità complessiva, sia in ambito oncologico sia cardiovascolare.

Il punto non è negare l’utilità degli screening, ma ridimensionarne il ruolo non facendone l’unico pilastro della prevenzione. Anche perché, in un sistema che tende alla medicalizzazione, il rischio è che si trasformino in un meccanismo che alimenta trattamenti, farmaci e costi, senza incidere realmente sulla salute delle persone. Un esempio emblematico riguarda il colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, il cui livello associato alla minore mortalità si colloca intorno ai 115 mg/dl, ma le soglie raccomandate si stanno progressivamente abbassando, fino a valori che implicano trattamenti farmacologici a vita. Una dinamica che solleva interrogativi sul confine tra cura e mercato.

La promozione della salute invece si muove su un piano completamente diverso, intervenendo sulle condizioni che rendono la malattia più o meno probabile. È un lavoro culturale, educativo, relazionale, sistemico. È proprio questo il nodo centrale evidenziato da Milena Simeoni, del Comitato Tecnico Filosofico Scientifico di SALUS e Naturopata con diploma federale svizzero in Medicina Naturale Tradizionale Europea (TEM).

La promozione della salute sistemica rappresenta oggi una priorità non più rimandabile

Oggi esiste un vuoto strutturale: il sistema sanitario interviene quando la malattia è già presente, mentre il sistema sociale agisce sulle fragilità evidenti. Tra questi due ambiti manca però un presidio stabile, riconosciuto e diffuso che lavori in modo continuativo sulla salute prima che diventi problema. La proposta è quella di costruire un “ponte” tra questi due mondi, attraverso la nuova figura professionale del Promotore della Salute Sistemica.

Una figura di primo contatto, capace di orientare le persone, attivare risorse individuali e collettive, lavorare in rete con altri professionisti e accompagnare concretamente i cambiamenti negli stili di vita. Un ruolo che, come ha sottolineato il naturopata Davide Cascino, membro del Comitato Tecnico Filosofico Scientifico di SALUS e direttore di Omeonatura, esiste già in Svizzera, dove il naturopata federale è una professione riconosciuta e integrata nel sistema sanitario. Non si tratta quindi di un’utopia, ma di un modello già operativo.

Uno degli elementi più forti emersi dall’intervento di Simeoni riguarda il tema della coerenza. “Chi può facilitare il cambiamento è chi lo incarna, non chi lo conosce soltanto”. Nella promozione della salute infatti, la credibilità e la coerenza personale diventano parti integranti dell’efficacia dell’intervento. Questo principio è stato inserito anche nel disegno di legge, insieme alla qualità della formazione e all’aderenza al paradigma sistemico.

Il lavoro fatto finora non è solo teorico: il disegno di legge sulla promozione della salute sistemica infatti è stato redatto ed è ora nelle mani della senatrice Murelli, pronta ad avviarne l’iter parlamentare. Si tratta di una legge quadro che punta a creare un sistema integrato di interventi socio-educativi, diffusi nei territori e capaci di agire lungo tutto l’arco della vita, mettendo al centro la persona come soggetto attivo del proprio benessere.

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Tra gli elementi chiave – ha ricordato Milena Simeoni, che ha invitato a immaginare una prospettiva per il 2040 – «c’è la creazione di spazi di promozione della salute in diversi contesti, dalle scuole alle università, dagli ospedali alle carceri, fino ai luoghi di lavoro, e l’introduzione di una governance nazionale con piani regionali e monitoraggio continuo».

Nel suo intervento, l’onorevole Gian Antonio Girelli, membro dell’intergruppo “Promozione della Salute”, ha sottolineato come la promozione della salute non possa essere delegata esclusivamente al sistema sanitario, ricordando come la maggior parte delle patologie sia influenzata dai nostri stili di vita ed evidenziando la necessità di un lavoro diffuso che parta dalla famiglia, dalla scuola, dallo sport, dai luoghi di lavoro. Ma perché questo sia possibile, ha aggiunto, servono anche condizioni materiali, come accesso a cibo sano, possibilità di fare attività fisica, ambienti sicuri. La salute è sempre anche una questione sociale.

A chiudere la giornata è stato Federico Palla, Coordinatore Tecnico di SALUS, che ha rilanciato la dimensione internazionale del progetto anticipando l’appuntamento del 19 e 20 ottobre a Venezia, con il primo forum europeo sulla promozione della salute sistemica. L’obiettivo è costruire una rete internazionale capace di dialogare con altri Paesi che stanno affrontando le stesse sfide, creando un ponte tra ricerca, comunità e politica.

Fra divide et impera e componere et collaborare, è quest’ultimo il motto scelto da SALUS nell’avviare questo lavoro: un invito a superare la logica del conflitto per abbracciare quella della collaborazione. Non si tratta di contrapporre modelli ma di integrarli, riconoscendo che la salute è un sistema complesso che richiede sguardi diversi e complementari. La promozione della salute sistemica rappresenta oggi una priorità non più rimandabile, ha ricordato la senatrice Elena Murelli, sottolineando il significato politico e strategico del percorso avviato. Perché il 2040 non è lontano e il modo in cui ci arriveremo dipende dalle scelte che iniziamo a fare adesso.