Dagli uffici milanesi alle montagne della Val Pennavaire: il cambio vita di Deborah
Una carriera nel mondo della tecnologia, una passione crescente per l’arrampicata e l’incontro con una valle selvaggia dell’entroterra ligure. Così Deborah Plodari ha scelto di lasciare Milano e trasferirsi in Val Pennavaire.
Qual è la molla che porta una persona a cambiare radicalmente la propria vita? A lasciare un lavoro sicuro per abbracciare l’incertezza, ad allontanarsi da una città conosciuta per andare a vivere in un luogo più isolato? E soprattutto: il cambiamento nasce sempre dall’insoddisfazione dello stile di vita precedente, pertanto da un disagio? Ho posto queste – e molte altre – domande a Deborah Plodari che, dopo essersi laureata in informatica, ha costruito una carriera nel mondo della tecnologia lavorando per diverse aziende milanesi.
Nella sua ultima esperienza professionale Deborah era arrivata a ricoprire il ruolo di direttrice dei servizi professionali in una società di e-mail marketing, coordinando un gruppo di circa trenta persone. «Mi piaceva tantissimo il mio impiego, lavoravo tantissimo, giorno e notte. Ero sempre con il telefono vicino, anche quando ero in vacanza. Mi entusiasmavano ciò che facevo e le persone con cui lavoravo». racconta. Era un lavoro che le piaceva, pieno di stimoli e responsabilità, ma anche estremamente intenso.
La passione che trasforma
Poi, grazie a una mia amica che la invita a seguire un corso di arrampicata, Deborah inizia ad appassionarsi del mondo del climbing. «Tutta la mia vita fuori dall’ufficio era rivolto all’arrampicata. La sera la passavo in palestra o, quando potevo, in pareti all’esterno fuori Milano. Andavo a lavorare in bici ogni giorno per mantenere allenate le gambe. Tempo libero infrasettimanale, weekend e vacanze ruotavano intorno a questa passione». Deborah diventa così istruttrice sezionale di arrampicata del CAI.

Nel frattempo l’equilibrio lavorativo cambia: i dipendenti si quadruplicano in pochi anni e le dinamiche iniziano a evolversi lentamente, chiedendo compromessi maggiori. Non volendo però passare a un’azienda competitor, per lealtà, Deborah decide di cambiare completamente area di lavoro e a valutare di aprire un B&B in una zona di arrampicata. Il progetto prende forma quando conosce il suo compagno e insieme iniziano a cercare il luogo giusto. Valutano diverse zone di montagna e dell’Appennino, ma nessuna sembra davvero convincente. Anche Finale Ligure, una delle capitali europee dell’arrampicata, risulta troppo affollata e ormai saturo di strutture turistiche.
La scelta del luogo
A quel punto emerge un ricordo: la Val Pennavaire, dove Deborah era stata anni prima per un corso di aggiornamento da istruttrice. «Mi era piaciuta subito questa valle selvaggia, la roccia imponente, il verde ovunque. Era primavera e c’erano fiori di tutti i colori». Tornandoci per arrampicare con il compagno, la sensazione rimane la stessa: pareti spettacolari, sentieri che attraversano boschi silenziosi, pochi turisti e una natura ancora autentica.
Un giorno, mentre girano per vedere alcune case in vendita, si fermano a bere un caffè in un agriturismo della Val Pennavaire. Chiacchierando con il gestore gli raccontano il loro progetto di aprire un B&B ed è proprio quella conversazione casuale a portarli alla casa che sarebbe diventata la loro nuova attività. «Quando l’ho vista mi sono subito innamorata, soprattutto dei terrazzi».
Il cambiamento assume un significato che va oltre una semplice scelta di lavoro o del luogo in cui vivere. È qualcosa che riguarda il modo di stare al mondo
Nel 2016 arriva il momento del grande salto. Deborah lascia il lavoro a Milano, completa le pratiche burocratiche e si trasferisce a Castelbianco. L’inizio è tutt’altro che semplice perché le manca esperienza nel turismo e tutto deve essere costruito da zero. «Le mie paure erano tante: non sapere come gestire gli ospiti, non riuscire a far funzionare l’attività, andare sul lastrico», racconta. Eppure proprio l’esperienza accumulata negli anni in azienda si rivela preziosa: Deborah crea da sola il sito web, si occupa della comunicazione online e utilizza le competenze relazionali sviluppate nel lavoro per gestire gli ospiti. «Mi sono resa conto che tante cose che avevo imparato prima potevo usarle anche qui», racconta.
Un nuovo inizio in Val Pennavaire
I primi clienti sono soprattutto amici e conoscenti. Poi arrivano i portali di prenotazione online e soprattutto il passaparola. Negli anni l’attività cresce gradualmente e oggi il B&B accoglie ospiti nel corso di tutto l’anno. La maggior parte sono arrampicatori provenienti da tutta Europa, attratti dalle falesie della valle. «Chi viene in Val Pennavaire spesso rimane innamorato del posto. Rispetto ad altre zone più famose c’è molto più silenzio e le pareti sono meno affollate», sottolinea Deborah.
Accanto agli arrampicatori arrivano anche escursionisti, ciclisti e persone in cerca di tranquillità. Alcuni ospiti si fermano per fare yoga o meditazione immersi nella natura, altri passano le giornate a camminare nei boschi o a esplorare i sentieri della valle. Molti rimangono colpiti proprio da ciò che altrove sembra ormai raro: il silenzio, il cielo buio di notte, il suono degli uccelli al mattino. «C’è stato un ornitologo che veniva qui apposta per ascoltare alcune specie di uccelli che diceva di non trovare da nessun’altra parte».

Cambiare fuori per cambiare dentro
Il cambiamento più profondo però riguarda il ritmo della vita. Lasciare Milano ha significato abbandonare una quotidianità fatta di uffici, traffico e telefono sempre acceso. Oggi le giornate di Deborah seguono tempi diversi: la colazione con gli ospiti, la cura della casa, il contatto con le persone e con la natura che circonda il borgo. E proprio in questo nuovo contesto sono emerse capacità che non immaginava di avere: dalla gestione di un’attività turistica alla promozione online, fino all’organizzazione di eventi, ritiri di yoga, campus sportivi di pallavolo.
Ma non solo: oggi Deborah oltre a occuparsi dell’attività ricettiva è apicoltrice, lavora il legno creando oggetti decorativi, gestisce un home restaurant e realizza prodotti cosmetici naturali. E guardando la valle dai terrazzi del suo B&B, tra il verde dei boschi e le rocce che si stagliano verso il cielo blu – le stesse che attirano arrampicatori da tutta Europa –, il cambiamento assume un significato che va oltre una semplice scelta di lavoro o del luogo in cui vivere. È qualcosa che riguarda il modo di stare al mondo.
Percorsi come questo non seguono mai una direzione perfettamente lineare. Ci chiedono di imparare a fidarci, di rimettere in discussione certezze e abitudini, di scoprire risorse che spesso non sapevamo di avere. Tenere insieme il desiderio di progettare la propria vita e la capacità di lasciarsi guidare da ciò che accade non è semplice e forse è anche per questo che il cambiamento vero mette inquietudine. Eppure – Deborah insegna – è proprio accettando di attraversarlo che qualcosa si trasforma poco alla volta: nel modo di abitare i luoghi, le relazioni che ci circondano e in primis dentro noi stessi.












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