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Asilo nel Bosco di Ostia

Asilo nel Bosco di Ostia

L’Asilo nel Bosco di Ostia è una scuola materna in cui i bambini trascorrono la maggior parte del proprio tempo all’aperto, a contatto con la natura, invece che chiusi fra le quattro mura di un’aula. E’ la prima del genere nata in Italia.

Il progetto è partito a settembre 2014 dalla collaborazione fra l’associazione Manes e l’asilo nido di Acilia L’Emilio; fa parte del circuito internazionale di educazione alternativa Reevo.

Il progetto “L’asilo nel bosco” nasce nel settembre 2014 dall’incontro tra due realtà educative del X municipio di Roma che da oltre 15 anni sono operative ricercando la maniera migliore di rispondere ai bisogni dei bambini: L’Associazione Manes e l’asilo nido di Acilia L’Emilio. Dopo un anno di sperimentazione la realtà decide di trovare un contesto più adatto e così si trasferisce nella campagna di Ostia Antica, a due passi dal Tevere e dagli scavi, immersi in un paesaggio meraviglioso fatto di campi coltivati e boschetti incantevoli.

I progetti educativi della realtà traggono ispirazione dalle esperienze di asilo nel bosco del nord Europa ,dove sono diffusi da oltre 50 anni , e da altre teorie, come quelle di Montessori, Steiner, Agazzi , Freire e Rousseau, che si sono dimostrate efficaci in questi anni di intensa e appassionata sperimentazione.

L’Asilo nel Bosco di Ostia crede che possano esistere metodi validi in tutti i tempi ed in tutti i luoghi per questo attingono da diverse fonti per creare un modello educativo che sia efficace oggi nel territorio in cui opera.

Educare all’aria aperta è funzionale agli scopi della realtà stessa soprattutto in questo periodo in cui a livello scientifico si comincia a parlare di patologie legate al “deficit di natura”( Richard Louv “L’Ultimo bambino dei boschi” ), in un contesto in cui alcune attitudini innate del bambino quali la fantasia, l’immaginazione e la creatività sono mortificate, in cui la curiosità viene imprigionata da rigidi schemi costruiti dall’adulto ed in cui tutto sembra ruotare intorno all’aspetto cognitivo rilegando in un cantuccio l’importanza della relazione e delle emozioni.

è nato così un progetto pedagogico e didattico che poggia su cinque basi fondamentali:

  • Lo spazio esterno come aula didattica privilegiata
  • Una grande attenzione alla relazione (il rapporto educatore bambino è 1 a 9 e non 1 a 25 come nella scuola dell’infanzia tradizionale)
  • L’esperienza diretta come principio cardine della didattica, come dice un proverbio giapponese molto caro a B.Munari e G.Zavalloni ” Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara “
  • L’importanza delle emozioni, si può vivere da adulti felicemente senza sapere i logaritmi o senza conoscere la struttura dell’atomo, non si può essere felici senza sapersi relazionare con l’altro e non sapendo amare
  • Il gioco come veicolo didattico privilegiato e come strumento comunicativo maggiormente usato

Infine un’attenzione particolare è rivolta ai materiali, tutti gli arredi sono costruiti con materiali di recupero e non vengono utilizzati giocattoli di plastica preconfezionati ma “piccole cianfrusaglie senza brevetto” come sassi, pezzetti di legno, giochi di cartone, bambole di stoffa, tappi di sughero … Questa scelta è stata fatta perché questi materiali stimolano il bambino ad usare la fantasia e l’immaginazione. Infatti se una macchinetta è una macchinetta e basta, un pezzo di legno può diventare un violino, una bacchetta magica, una canna da pesca e molto altro ancora.

Ultimo aggiornamento del 30 Luglio 2021

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