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Gianluca Congiusta Onlus

Gianluca Congiusta Onlus

L’associazione nasce nel 2006 da Mario Congiusta, esile gigante della Locride morto il 20 agosto del 2018 senza conoscere il nome del mandante dell’omicidio del figlio Gianluca. L’obiettivo che guida la onlus è quello di far memoria e contrastare la mentalità mafiosa ed omertosa della Calabria.

Dal giorno dell’omicidio del figlio – nonché imprenditore – Gianluca, avvenuto il 24 maggio 2005 a Siderno (RC), Mario Congiusta si è battuto per diversi anni, fino alla fine della sua stessa vita, per avere giustizia. Una lunga vicenda giudiziaria che ha visto, da ultima, l’assoluzione del boss Tommaso Costa che viene assolto dall’accusa di essere il mandante del delitto. Si chiude quindi con un’assoluzione definitiva la vicenda che ha vista per ben due volte il boss essere condannato all’ergastolo per il delitto. Per la Corte d’Assise d’Appello reggina, all’esito del processo d’appello bis, non c’erano dubbi: era lui il mandante del delitto. Secondo l’accusa, rappresentata dai pg Antonio De Bernardo e Domenico Galletta, e secondo i giudici di Piazza Castello, Congiusta sarebbe morto per essere venuto a conoscenza, attraverso una missiva intimidatoria, di un tentativo di estorsione perpetrato da Costa ai danni del suocero Antonio Scarfò. Dopo la condanna all’ergastolo in primo e secondo grado la Cassazione aveva annullato, con rinvio ad un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello, la condanna per l’accusa di omicidio a carico di Costa. Al termine del processo bis per i giudici l’imputato è da ritenere l’assassino del giovane. La Cassazione aveva rimesso tutto in discussione poiché era necessario, attraverso un nuovo processo d’Appello, espletare alcune ipotesi investigative già analizzate sia dagli agenti del commissariato di Siderno, che all’epoca si occuparono del caso, che durante il processo di primo grado celebrato dinnanzi la Corte d’Assise di Locri.

Negli anni Mario, assieme alla moglie Donatella ed alle figlie Roberta ed Alessandra ha sostenuto e motivato fermamente l’ipotesi difensiva.

Lui stesso in un appello rivolto alle istituzioni ed alla cittadinanza scrive:
«[…] domani potrebbe toccare a qualunque giovane che vive in questa terra, potrebbe toccare anche a te perché non esiste un “vaccino” capace di evitare questa barbarie. Vi è “un’emergenza Calabria”, la criminalità, emergenza che dovrebbe essere messa al primo posto ed al primo punto all’ordine del giorno Di tutte le istituzioni: Comuni, Province, Regioni e Stato. Emergenza che dovrebbe essere il primo pensiero di tutti i politici e che è, invece, il primo pensiero di pochissimi perché gli altri, i tantissimi, sono impegnati a consolidare quello che hanno avuto ed ad avere quello che ritengono sia loro dovuto. Ai tantissimi vorrei ricordare quanto si legge sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno: “La sicurezza del cittadino e la tutela della sua incolumità e delle libertà individuali garantite dalla Costituzione sono tra le principali finalità istituzionali.»

«Noi familiari, abbiamo perso tutto con la morte di Gianluca ma molte persone hanno perso un “qualcosa”.» Questo lo spirito con il quale Mario ha portato avanti la sua battaglia, fatta anche di scioperi della fame e sit-in pacifici davanti al Tribunale di Locri assieme all’inseparabile maggiolino giallo di Gianluca.
La sua testimonianza nelle scuole: fragile e ferma, il suo spirito guerriero, la sua instancabile ricerca di verità e giustizia, la sua voglia di capire e conoscere, sono l’eredità che lascia ai tanti che lo hanno incontrato.

Ultimo aggiornamento del 26 Gennaio 2021

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