Al Colosseo, un attivista di XR denuncia i nuovi fascismi e l’attacco di Trump al Venezuela
Nel giorno del discorso di Mussolini, un attivista di Exctincion Rebellion New York fa un discorso nello stile del duce al Colosseo per denunciare i nuovi fascismi, e viene scortato fuori.
Mentre l’attenzione internazionale resta puntata sull’operazione militare statunitense in Venezuela e sulla cattura del presidente Nicolás Maduro, un attivista di Extinction Rebellion New York, in collaborazione con la sezione romana dell’organizzazione ha realizzato un’azione simbolica di protesta.
Nel filmato, pubblicato su Instagram da XRNYC, un attivista entra nel Colosseo e recita un testo con tono, postura e cadenze mussoliniane, ma con intento dichiaratamente ironico: il discorso viene “riattualizzato” per denunciare i fascismi contemporanei e l’emergenza globale, con riferimenti espliciti a leader come Trump, Orbán e Putin e al governo Meloni, indicato come parte di questa deriva. Secondo il racconto del movimento, l’azione sarebbe durata pochi minuti e alcuni video sarebbero stati rimossi, ma ne sarebbero rimasti estratti salvati e rilanciati.
La scelta della data richiama il 3 gennaio 1925, quando Benito Mussolini intervenne alla Camera in un discorso considerato da larga parte della storiografia uno snodo verso la svolta dittatoriale poi consolidata nei mesi successivi. XRNYC lega quel passaggio storico alla propria lettura del presente, sostenendo che simboli e linguaggi del potere autoritario tornino oggi in forme diverse, anche dentro la crisi climatica e geopolitica.
Extinction Rebellion, spesso abbreviato in XR, è un movimento ambientalista internazionale nato nel Regno Unito nel 2018 che punta a spingere governi e istituzioni ad agire con urgenza sulla crisi climatica ed ecologica. Si definisce una rete decentralizzata di gruppi locali e utilizza soprattutto la disobbedienza civile e l’azione diretta nonviolenta come strumenti di pressione pubblica. Tra le sue richieste ricorrenti ci sono il “dire la verità” sull’emergenza climatica, “agire ora” per ridurre rapidamente le emissioni e fermare la perdita di biodiversità, e “andare oltre la politica” attraverso forme di partecipazione come assemblee cittadine.
L’attivista è stato scortato fuori dal monumento prima di poter finire la propria azione di protesta.
Anche Fridays for Future, altra organizzazione di attivismo climatico, ha denunciato l’aggressione Usa e le mire sul petrolio venezuelano: “Trump bombarda Caracas e, oltre a togliersi di torno un leader scomodo, punta a prendersi i 300 miliardi di barili di petrolio che ha il Venezuela, oltre a gas, oro e terre rare. La Meloni e l’Unione Europea guardano compiaciute i risvolti e, ovviamente, non condannano il comportamento imperialista degli alleati statunitensi. Il timore che abbiamo è che questa faccenda possa portare solo danni alla popolazione venezuelana e sia un’enorme bomba ecologica pronta a esplodere”.






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