A Bologna un gruppo di attivisti ha fatto irruzione in un parco e ha ripiantato gli alberi sradicati
Nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini continua il presidio contro i tagli di alberi per realizzare un Museo dei bambini. Ieri XR e il comitato MuBasta hanno ripiantato gli alberi sradicati.
Ieri a Bologna un gruppo di attivisti ha fatto irruzione nel cantiere del parco Mitilini-Moneta-Stefanini, al Pilastro, dove il Comune prevede la realizzazione del Museo dei bambini (MuBa), e ha ripiantato gli alberi precedentemente sradicati, instaurando di nuovo un presidio permanente.
L’azione è stata coordinata dal comitato MuBasta, che si oppone al taglio degli alberi, assieme al gruppo locale di Extinction Rebellion, un’organizzazione di attivismo climatico nata nel Regno Unito e diffusa in diversi paesi del mondo. Secondo i promotori del presidio permanente, l’azione è arrivata dopo giorni di tensione legati al taglio di alberi e all’avvio dei lavori, contestati da una parte dei residenti e dal comitato MuBasta, che parla di consumo di suolo e di un progetto calato dall’alto.
Nel condividere un video qua sotto sul proprio canale Telegram, il gruppo bolognese di Extinction Rebellion ha commentato: «Per chi non avesse i social alcuni dei momenti di ieri, quando il parco è stato finalmente ripreso dal presidio e gli alberi sradicati ripiantati! Presidio permanente, riunioni, cene sociali: un grande momento di collaborazione per tutta la cittadinanza, ma non è finita qui: il comune ha detto che oggi la ditta tornerà scortata dalla polizia».
Nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini, nel quartiere Pilastro, è attivo infatti un presidio permanente di cittadini e attivisti contrario agli interventi previsti dal progetto comunale del MuBa, il Museo dei bambini. Il Museo delle bambine e dei bambini di Bologna è un progetto che il Comune ha pensato come un nuovo polo dedicato all’infanzia dentro il parco Mauro Mitilini–Andrea Moneta–Otello Stefanini.
Si tratta del progetto di un nuovo edificio di circa 1.500 mq, disposto su tre piani fuori terra, con un tetto verde praticabile e accessibile al pubblico. Gli spazi interni previsti includono aree espositive “dinamiche”, atelier/laboratori, una palestra sensoriale per la prima infanzia, un laboratorio di educazione alimentare e una caffetteria “a misura di bambine e bambini”.
I partecipanti al presidio contestano che il cantiere comporti l’abbattimento di alcuni alberi che ritengono in buona salute e la riduzione di superficie verde a favore di nuove opere. Il Comune, dal canto suo, conferma la realizzazione del progetto e sostiene che siano previste misure di compensazione ambientale, come trapianti e nuove piantumazioni, oltre a interventi di riqualificazione dell’area.
Il taglio di piante e la gestione dell’ordine pubblico hanno acceso il dibattito anche sui media nazionali e locali. Il Corriere di Bologna ha descritto l’avvio dei lavori con camionette e agenti in tenuta antisommossa, oltre alle richieste dei manifestanti di un incontro in Comune e alla nascita/rafforzamento del presidio permanente.
Il sindaco Matteo Lepore è intervenuto promettendo più verde e presentando numeri di nuove piantumazioni e trapianti legati al progetto; una risposta che, per chi contesta l’opera, non scioglie il nodo principale: se sia opportuno inserire una nuova struttura dentro un parco già vissuto come “polmone” di quartiere, e con quali garanzie su impermeabilizzazione, gestione futura e reale fruibilità pubblica.






Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi