Per la prima volta è calata la produzione di energia da carbone in Cina e India
Per la prima volta dal 1973 Cina e India, principali consumatori globali di carbone, riducono la produzione da centrali a carbone. Una svolta che apre prospettive concrete per la decarbonizzazione globale.
Nel 2025, per la prima volta in oltre cinquant’anni, la produzione di energia da carbone è diminuita sia in Cina che in India, i due Paesi che più di ogni altro hanno spinto la domanda globale di carbone nell’ultimo decennio. Un segnale che, secondo molti analisti, potrebbe segnare l’inizio di un’inversione di tendenza a livello mondiale nelle emissioni climalteranti.
Secondo l’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air, commissionata dal sito Carbon Brief, la produzione di elettricità da carbone è scesa dell’1,6% in Cina e del 3% in India rispetto all’anno precedente; è la prima volta che ciò accade dal 1973.
Questa inversione di rotta non è un rallentamento casuale, ma è dovuto a una crescita senza precedenti delle energie rinnovabili. La Cina da sola ha aggiunto nel corso del 2025 oltre 300 gigawatt di energia solare e 100 di eolico, raggiungendo livelli mai visti a livello globale. Anche l’India ha compiuto un salto significativo, con 35 gigawatt di solare, 6 di eolico e 3,5 di idroelettrico.
Questa accelerazione non solo ha coperto l’aumento della domanda energetica, ma ha iniziato a sostituire attivamente il carbone. In India, per esempio, il 44% del calo nell’uso di carbone e gas è stato compensato dalla crescita delle rinnovabili, un risultato senza precedenti per il Paese.
Tuttavia, il quadro non è privo di complessità. Circa il 36% della riduzione dei combustibili fossili in India è stata dovuta a condizioni climatiche più miti, mentre un ulteriore 20% è legato a una domanda più contenuta. Se nei prossimi anni le estati torneranno a essere più calde, è possibile che la richiesta di energia per il raffrescamento aumenti, ridimensionando questo progresso.
Proprio per questo è necessario leggere questi dati con cautela: non siamo ancora di fronte a una tendenza consolidata e il rischio di ritorni di fiamma è evidente, come dimostrato dal boom del carbone tra il 2022 e il 2023, spinto dall’aumento dei prezzi del gas a seguito della guerra in Ucraina.
Eppure, i segnali sono forti. Se Cina e India, che da sole hanno determinato oltre il 90% della crescita nelle emissioni globali tra il 2015 e il 2024, iniziano a rallentare la loro dipendenza dal carbone, allora possiamo davvero immaginare un picco delle emissioni globali più vicino del previsto.






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