Anche in Italia dal 2027 non si potranno più uccidere i pulcini maschi negli allevamenti di galline ovaiole
In Gazzetta Ufficiale le linee guida che impongono agli incubatoi il sessaggio in ovo entro il 14° giorno. Il divieto di abbattimento scatterà il 31 dicembre 2026.
Lunedì 27 ottobre sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le linee guida che indicano come adeguare gli incubatoi degli allevamenti di galline ovaiole alle tecnologie per il cosiddetto “sessaggio in ovo”, cioè la determinazione del sesso dell’embrione prima della nascita del pulcino.
Il testo stabilisce che la determinazione del genere debba avvenire «il prima possibile e comunque non oltre il quattordicesimo giorno dall’incubazione», e introduce indicazioni su aggiornamento tecnologico, monitoraggio degli errori e adeguamento strutturale degli impianti. Sono previste anche linee guida per campagne informative ed etichettatura di filiera.
Oggi, nella filiera delle ovaiole, i pulcini maschi nati sono considerati “scarti di produzione” e, in assenza di alternative, vengono uccisi entro le prime 24 ore di vita. Diverse stime parlano di decine di milioni di animali ogni anno, solo in Italia. Altri Paesi, come Francia e Germania, hanno introdotto questa pratica da anni, mentre in molti altri ancora ci sono procedure in corso per eliminare questa pratica crudele.
Con la pubblicazione delle linee guida, le aziende dovranno completare il percorso di adeguamento, così che dal 1 gennaio 2027 la pratica non sia più possibile.
Questo atto attuativo si innesta su un passaggio normativo precedente: con il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 205 l’Italia ha fissato il principio che, a decorrere dal 31 dicembre 2026, «è vietato l’abbattimento selettivo dei pulcini di linea maschile» nelle filiere ovaiole.
Il nuovo decreto contiene quattro allegati: promuovono l’uso dei macchinari per il sessaggio, sostengono il miglioramento tecnologico e il monitoraggio, guidano l’adeguamento strutturale degli incubatoi e prevedono azioni di comunicazione e labelling.
Le organizzazioni per la protezione animale salutano le linee guida come un avanzamento concreto verso il superamento di una pratica «cruenta», ma chiedono vigilanza sull’attuazione, trasparenza sugli errori di sessaggio e criteri chiari per l’uso di diciture in etichetta che dichiarino l’assenza di abbattimento dei pulcini maschi. Dal lato delle filiere, si sottolineano i costi di investimento, la necessità di formazione del personale e l’importanza di macchinari affidabili e scalabili per gestire volumi di centinaia di migliaia di uova con tempi certi, minimizzando errori e cali di schiudibilità. Il decreto prova a rispondere predisponendo standard minimi e un percorso di adeguamento, ma sarà il monitoraggio a fare la differenza.
Cosa cambia per chi compra uova oggi? Nell’immediato, la pratica dell’uccisione prosegue dove non siano ancora disponibili tecnologie funzionanti, ma gli operatori sono chiamati a installare e mettere a regime i sistemi di sessaggio prima della schiusa entro il 2026. Man mano che gli incubatoi si adegueranno, il numero di pulcini maschi nati e poi soppressi dovrà ridursi drasticamente. Il decreto prevede anche linee guida per l’etichettatura, utili a individuare prodotti provenienti da filiere che hanno già implementato il sessaggio in ovo.
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