Maltempo all’Elba e allerta in 5 regioni: supercelle e riscaldamento climatico
Maltempo all’Elba e in altre cinque regioni. Fra le cause all’origine di questa nuova normalità climatica c’è anche il riscaldamento globale e i temporali supercelle a esso collegati.
70 millimetri di pioggia caduti in meno di un’ora a Portoferraio, diverse zone fra il molo e il centro storico allagate, una frana presso le grotte di Portoferraio. Sono questi i sintomi più gravi del maltempo all’Elba, che Greenreport non esita a definire “crisi climatica”. Il sito di informazione ecologica riporta le dichiarazioni del locale circolo AVS, i cui membri sostengono che “questa nuova normalità, che sta già avendo un insostenibile impatto sulla vita di molti nostri concittadini, è negata o sminuita da forze politiche che vogliono continuare con un modello di sviluppo insostenibile e a cementificare il territorio per gli interessi di pochi”.
Il maltempo all’Elba – dove anche le linee telefoniche sono rimaste interrotte – è la punta dell’iceberg di una perturbazione che sta attraversando tutta la regione Toscana e che ha indotto la Protezione Civile a diramare un’allerta meteo arancione per temporali anche forti e rischio idrogeologico fino alle 13 di domani sulle zone costiere e occidentali e gialla nel resto della regione, già colpita fra febbraio e aprile di quest’anno da fenomeni molto intensi che hanno provocato ingenti danni. Nell’occasione era stato proclamato lo stato di emergenza.
Oltre alla Toscana, anche Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia dichiarano l’allerta meteo. Da Roma a Como a La Spezia, sono stati centinaia nelle ultime ore gli interventi dei Vigili del Fuoco. Questa nuova normalità che interessa ormai con regolarità il nostro paese – e non solo – è stata analizzata; molti ricercatori hanno evidenziato un legame con il riscaldamento globale. Ad esempio uno studio pubblicato pubblicato su Science Advances, guidato da Monika Feldmann dell’Università di Bern, in collaborazione con altri ricercatori di ETH Zürich e University of Bern.
Ne parla in un approfondimento il meteorologo Luca Lombroso, che sottolinea come “il riscaldamento climatico possa modificare in futuro la frequenza e distribuzione delle supercelle in Europa”, riferendosi a temporali – detti appunto supercelle – caratterizzati da forti correnti ascensionali rotanti che conferiscono durata e intensità eccezionali. “Nell’Europa continentale intera i ricercatori stimano un aumento dell’11% dei temporali a supercella e concludono evidenziando l’urgenza di adottare strategie di adattamento per convivere con un futuro caratterizzato da eventi meteorologici più frequenti e intensi”.





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