Mattarella “boccia” il decreto sicurezza: il Presidente opera tagli e modifiche al testo proposto
Sul decreto sicurezza è intervenuto pesantemente il Presidente Sergio Mattarella, che ha modificato o eliminato gli aspetti principali del documento. Ecco quali.
Con un atteggiamento deciso e abbastanza inedito, il Presidente Sergio Mattarella è intervenuto sul testo del decreto sicurezza rimandando al Consiglio dei Ministri – che lo riesaminerà oggi nella sua nuova forma – un testo pesantemente modificato. Un intervento che suona come una bocciatura e accredita le critiche di incostituzionalità piovute da più parti da quando il testo è stato presentato.
Fra i cavalli di battaglia del Governo per sostenere l’endorsement al decreto sicurezza ci sono anche i fatti di Torino, dove in occasione della manifestazione di solidarietà al centro sociale Askatasuna, recentemente sgomberato, si sono verificati scontri fra dimostranti e forze dell’ordine. Uno dei cardini del documento era proprio lo scudo penale per gli agenti, che Mattarella ha giudicato in contrasto con il principio secondo cui “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge” e ha modificato estendendo le garanzie legali previste per le forze dell’ordine a tutti i cittadini.
Il Presidente è intervenuto anche sul fermo preventivo, che prevedeva che i soggetti considerati pericolosi venissero portati in questura prima delle manifestazioni e trattenuti lì per un massimo di 12 ore, un lasso di tempo sufficientemente breve per escludere le tutele legali garantite in caso di arresto. La modifica cambia anzitutto il nome del dispositivo – accertamento e non più fermo preventivo – e richiede poi che esistano delle prove concrete a carico della persona colpita, prescrivendo poi l’obbligo di comunicazione al magistrato di turno.
Vengono confermate la stretta sulla vendita di armi bianche e l’estensione delle zone rosse a vigilanza rafforzata. Collegato al decreto sicurezza c’è il disegno di legge, all’interno del quale confluiscono le riforme più complesse, per le quali il percorso di approvazione in Parlamento sarà più lungo. Ad esempio tutte le norme sui flussi migratori e quella sul blocco navale, che però sarà sensibilmente diverso dall’idea – inattuabile e inattuata – di bloccare le imbarcazioni di migranti in mare aperto, appena fuori dei confini marittimi del paesi di provenienza.





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