Trump ha revocato il provvedimento che obbligava gli Usa a ridurre i gas serra
La Casa Bianca cancella la conclusione del 2009 che definiva i gas serra un rischio per salute e benessere: stop alla principale base giuridica delle norme federali su CO2 e metano.
Il presidente Donald Trump e il direttore dell’EPA Lee Zeldin hanno annunciato il 12 febbraio 2026 la revoca dell’“endangerment finding”, la conclusione con cui nel 2009 l’Agenzia stabilì che i principali gas serra “mettono a rischio” salute pubblica e benessere delle persone, oggi e in futuro. Per oltre un decennio e mezzo quel passaggio ha rappresentato il perno legale che ha consentito a Washington di intervenire con regolamenti sulle emissioni.
L’endangerment finding era una “conclusione” formale dell’EPA (dicembre 2009) che stabiliva che sei gas serra (CO2, metano, protossido di azoto, HFC, PFC e esafluoruro di zolfo), costituiscono inquinamento atmosferico e mettono a rischio sia la salute pubblica sia il benessere pubblico delle generazioni presenti e future, per via degli effetti del cambiamento climatico.
Con un secondo passaggio collegato , l’EPA concludeva anche che le emissioni dei veicoli (auto e altri mezzi) contribuiscono a quell’inquinamento pericoloso. Questo attivava l’obbligo dell’EPA di fissare standard sulle emissioni per i veicoli sulla base del Clean Air Act e, a cascata, forniva la base legale per molte altre regole federali sui gas serra.
Nella nuova ricostruzione dell’amministrazione Trump, però, i gas serra non rientrerebbero nei criteri del Clean Air Act per l’azione federale, e l’EPA – riferendosi alla precedente interpretazione – ha parlato di una lettura errata della legge. L’EPA sostiene che la scelta ridurrà costi e vincoli, presentandola come una grande azione di deregulation e stimando risparmi molto elevati; la decisione, però, si traduce anche nell’eliminazione degli standard federali sulle emissioni dei veicoli per diversi anni modello, con un impatto potenziale su uno dei comparti più rilevanti nelle emissioni statunitensi.
La revoca va contro un ampio consenso sul ruolo dei gas serra di origine umana nel riscaldamento globale e nei rischi sanitari connessi a ondate di calore, incendi e peggioramento della qualità dell’aria. Anche per questo, organizzazioni ambientaliste e parte della comunità scientifica contestano la mossa come un grosso indebolimento della capacità federale di proteggere salute e clima.
La partita però non finisce qui. Diversi analisti prevedono una battaglia legale che potrebbe arrivare fino alla Corte suprema, anche perché l’endangerment finding nacque nel solco di un contenzioso che aveva già coinvolto il massimo organo giudiziario (Massachusetts v. EPA). In parallelo, è probabile un’accelerazione delle iniziative dei singoli Stati: l’alleanza di governatori impegnati sul clima ha già criticato la decisione e promette di mantenere – o rafforzare – politiche locali. Con il rischio, tuttavia, di un quadro normativo frammentato per imprese e filiere. In definitiva, non è detto che la mossa di Trump, nel clima molto polarizzato degli Usa contemporanei, porti per forza ad un aumento uniforme delle emissioni.






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